Cassazione Penale, Sentenza n. 40354/2023 del 04/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per rapina pluriaggravata (spruzzamento di liquido urticante e sottrazione di € 70.000) per due gruppi di censure: (1) vizio nella rinnovazione dell'istruzione dibattimentale e carenza delle ricerche della persona offesa (Tahar Bourenane) prima di considerarlo irreperibile e utilizzare le sue dichiarazioni; (2) vizio di motivazione e mancata motivazione "rafforzata" rispetto all'apprezzamento dell'attendibilità della persona offesa e della rilevanza del rinvenimento di € 50.000 nell'abitazione dell'imputato, nonché mancata considerazione della possibile provenienza lecita del denaro e delle criticità nelle modalità di rinvenimento (effrazione denunciata dalla persona offesa).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto che la Corte d'appello avesse compiuto accertamenti congrui (tentativi di contatto telefonico, ricerche in sede anagrafica e in archivi di polizia) e che non risultasse elemento che indicasse una restrizione carceraria del testimone; dunque la decisione di non rinnovare l'esame del Bourenane non era illogica. Ha inoltre osservato che la normativa modificata (d.lgs. n.150/2022) escludeva comunque l'obbligo di rinnovazione in casi diversi da quelli espressamente previsti. Sul secondo motivo ha giudicato adeguata la motivazione rafforzata della Corte d'appello, ritenendo congruente e coerente la valutazione complessiva delle dichiarazioni della persona offesa, degli elementi di riscontro (dichiarazione doganale attestante la disponibilità di € 70.000, rinvenimento di una bomboletta spray e graffi sulle gambe della vittima) e del rinvenimento dei € 50.000 nell'abitazione dell'imputato; ha ritenuto non manifestamente illogica la esclusione della provenienza lecita addotta dalla difesa e irrilevante l'assenza di costituzione di parte civile da parte della vittima. Conseguentemente la condanna in appello è stata confermata e il ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
art. 606 c.p.p.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Norma sui motivi di ricorso per cassazione (in particolare vizio di motivazione e inosservanza di norme di diritto). La Corte ha ritenuto inammissibili le censure quando la motivazione d'appello risulta coerente, non illogica e contiene la motivazione rafforzata richiesta per le dichiarazioni della persona offesa.
art. 603 c.p.p.
art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.
Regole sull'utilizzabilità delle dichiarazioni rese fuori udienza e sui casi di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in caso di appello del Pubblico Ministero contro proscioglimenti. La Corte ha richiamato l'esigenza che il giudice compia accertamenti congrui sulla irreperibilità del dichiarante e ha altresì evidenziato che la novella (d.lgs. n.150/2022) ha circoscritto l'obbligo di rinnovazione a specifiche ipotesi, non ricorrenti nel caso di specie.
art. 159 c.p.p.
Norma che regola le ricerche e gli accertamenti per rintracciare persone necessarie al procedimento. La Corte ha valutato come congrue le ricerche compiute (controlli anagrafici, nei database e ripetuti tentativi telefonici) alla luce dei dati in atti, ritenendo non obbligatorio ulteriore approfondimento ove le ricerche si siano mostrate infruttuose.
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 34
art. 34, comma 1, lett. i), n. 1) (che modifica il comma 3-bis dell'art. 603 c.p.p.)
La modifica normativa ha ristretto i casi in cui è obbligatoria la rinnovazione istruttoria in appello, motivo per il quale, anche annullando la sentenza impugnata sul punto, non sarebbe stato comunque obbligatorio procedere alla risentizione del testimone irreperibile nel caso concreto.
art. 438 e art. 441 c.p.p.
art. 438, comma 5 e art. 441, comma 5, cod. proc. pen.
Norme richiamate in relazione alla disciplina dell'integrazione probatoria nel giudizio abbreviato e ai limiti della rinnovazione: la Corte ha ritenuto che le ipotesi in cui è prevista la rinnovazione non ricorressero nel caso di specie.
Massime di principio
- Le dichiarazioni rese fuori udienza da un testimone poi irreperibile possono essere utilizzate se il giudice dà conto, con motivazione non manifestamente illogica, degli accertamenti compiuti e della ragionevole impossibilità di ulteriori ricerche.
- Gli accertamenti della polizia giudiziaria devono essere proporzionati e coerenti con i dati emersi dagli atti (es. ricerca in luogo di lavoro indicato, tentativi telefonici), ma non è richiesto un elenco infinito di indagini quando le verifiche effettuate risultino infruttuose e documentate.
- La scoperta di somme riconducibili al fatto (anche se parziali rispetto alla somma denunciata) e altri riscontri materiali (spray, lesioni compatibili) possono comporre un quadro indiziario idoneo a sostenere la condanna se la motivazione del giudice d'appello mostra la loro connessione logica alla versione della persona offesa.
- La mera difficoltà di spiegare la provenienza delle somme rinvenute dal difensore non è sufficiente a svuotare la rilevanza probatoria del rinvenimento, salvo che la difesa fornisca elementi probatori convincenti della legittima provenienza o della manipolazione della scena del ritrovamento.
- L'assenza di costituzione di parte civile da parte della persona offesa è, di per sé, un elemento neutro o, se del caso, indicativo di disinteresse economico, e non deve automaticamente indebolire l'attendibilità delle sue dichiarazioni.
- Le novità legislative (es. d.lgs. n.150/2022) possono limitare l'obbligo di rinnovazione istruttoria in appello; è importante verificare l'ambito applicativo delle modifiche rispetto alle modalità con cui furono acquisite le prove nel giudizio di primo grado.
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