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Sentenza

Sentenza n. 1501/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza quanto al ricorso n. 1996 del 2025: della sentenza del Tribunale di Bologna n. 705/2025.. quanto al ricorso n. 568 del 2026: - della sentenza del Tribunale di Bologna n. 705/2025; - della sentenza del Tribunale di Bologna n. 732/2025..

Giustizia amministrativa202600568

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Inadempimento alle sentenze del Tribunale di Bologna n. 705/2025 e n. 732/2025, passate in giudicato, quanto alle statuizioni economiche e alle spese legali

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente e difensore)

Prevale il privato

La controversia

La docente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Bologna n. 705/2025. Con ricorso autonomo, il difensore ha chiesto il pagamento delle spese legali liquidate con le sentenze n. 705/2025 e n. 732/2025. Le sentenze erano passate in giudicato ed erano state notificate al Ministero ai fini dell'esecuzione, ma l'Amministrazione era rimasta inadempiente. È stata inoltre richiesta una penalità di mora.

La decisione

Il TAR ha riunito i ricorsi per connessione e li ha accolti, ordinando al Ministero e al Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni delle sentenze entro novanta giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione, detraendo quanto eventualmente già corrisposto alla docente e al difensore. In caso di ulteriore inadempienza, su istanza della parte ricorrente, gli adempimenti sostitutivi saranno svolti entro i successivi sessanta giorni dal commissario ad acta già nominato nel Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale o in un funzionario delegato, con facoltà di subdelega. È stata respinta la richiesta di penalità di mora: la sentenza n. 705/2025 già riconosceva rivalutazione monetaria o interessi dal dovuto al saldo, misura ritenuta equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in complessivi 800 euro, oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato versato per entrambi i ricorsi; spese distratte a favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Va respinta, invece, la richiesta di ottenere una somma a titolo di penalità di mora in quanto la sentenza del G.O. n. 705/2025 di cui si chiede l’ottemperanza ha già previsto la corresponsione della “rivalutazione monetaria o interessi dal dovuto al saldo”, la cui misura appare equa anche ai fini dell’articolo 114, comma quarto, del c.p.a.

    La penalità di mora non è riconosciuta quando il titolo da eseguire già prevede rivalutazione monetaria o interessi dal dovuto al saldo e tale misura è ritenuta equa.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, accertato il passaggio in giudicato del titolo e l'inadempimento dell'amministrazione, il giudice può ordinare l'esecuzione delle statuizioni entro un termine e nominare fin da subito un commissario ad acta, incaricato di provvedere in via sostitutiva in caso di ulteriore inadempienza.
  • La penalità di mora può essere negata quando il titolo da eseguire già prevede rivalutazione monetaria o interessi fino al saldo e il giudice ritiene equa tale tutela anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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