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Sentenza

Sentenza n. 15211/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento - del Decreto del Presidente della Repubblica -OMISSIS-09.2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. -OMISSIS-10.2025, con cui è stato disposto lo scioglimento del Consiglio Comunale di -OMISSIS- -OMISSIS- e la nomina di una Commissione Straordinaria per la gestione provvisoria per 18 mesi, ai sensi dell'art. 143 D.Lgs. n. 267/2000; - della Relazione del Ministero dell'Interno -OMISSIS-09.2025, allegata al Decreto del Presidente della Repubblica -OMISSIS-09.2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. -OMISSIS-10.2025; - della Relazione della Prefettura di -OMISSIS- prot. n. -OMISSIS- -OMISSIS-06.2025, allegata al Decreto del Presidente della Repubblica -OMISSIS-09.2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. -OMISSIS-10.2025; - ove occorra, della delibera del Consiglio dei Ministri -OMISSIS-09.2025, non conosciuta; - ove occorra, ancora, del parere del Comitato Provinciale dell'Ordine e della Sicurezza Pubblica -OMISSIS-06.2025, non conosciuto; - ove e per quanto occorra, del decreto con il quale il Ministero dell'Interno ha conferito al Prefetto di -OMISSIS- delega per l'esercizio dei poteri di accesso, ai sensi dell'art. 1 co. 4 D.L. n. 629/82, non conosciuto; - del decreto del Prefetto di -OMISSIS- -OMISSIS-.02.2025, con il quale si è nominata la Commissione Ispettiva ed è stato disposto l'accesso degli organi di verifica presso il Comune di -OMISSIS-, non conosciuto; - della Relazione Conclusiva della Commissione di Accesso -OMISSIS-.05.2025, non conosciuta; - di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e conseguenziali, ivi compresi, i Verbali e le Relazioni della Commissione di Accesso e delle Forze dell'Ordine, non conosciuti.

Giustizia amministrativa202514859

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Presidente della Repubblica del settembre 2025 di scioglimento del consiglio comunale e nomina di una commissione straordinaria per 18 mesi, con le relazioni e gli atti presupposti

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'ex sindaco ha impugnato il decreto di scioglimento adottato ai sensi dell'art. 143 d.lgs. 267/2000, deducendo violazione e falsa applicazione della norma ed eccesso di potere per difetto dei presupposti, sviamento, carenze istruttorie e motivazionali. Ha contestato che fosse stata provata l'effettiva soggezione dell'ente al condizionamento criminale, sostenendo che l'amministrazione avesse desunto tale condizionamento quasi automaticamente dai precedenti scioglimenti del Comune e che fossero necessari la dimostrazione del condizionamento mafioso, degli eventi agevolativi e del nesso causale. Ha inoltre contestato la significatività degli indizi raccolti. Con motivi aggiunti ha ulteriormente chiesto l'annullamento degli atti impugnati.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso e i motivi aggiunti. Ha ritenuto che gli elementi raccolti dalla commissione di accesso fossero significativi e concordanti e, valutati nel loro insieme secondo il criterio del più probabile che non, rendessero plausibile il pericolo di condizionamento criminale dell'ente. Ha valorizzato i rapporti parentali e di frequentazione tra amministratori o dipendenti e soggetti criminali, l'omessa acquisizione delle informative antimafia nonostante i precedenti scioglimenti e in assenza di urgenza, le omissioni nei controlli territoriali e nella rimozione di raffigurazioni celebrative, l'inattività nella destinazione dei beni confiscati, le anomalie negli affidamenti e nelle proroghe, le criticità edilizie e tributarie. Le contestazioni del ricorrente non hanno scalfito la ricostruzione, poiché le criticità non erano riconducibili a mere disfunzioni, ma a omissioni colpose che producevano effetti favorevoli a soggetti legati alla criminalità. Il Collegio ha escluso che lo scioglimento fosse automatico o fondato per contagio sui precedenti: la misura si basava su un'autonoma e rinnovata istruttoria. Ha inoltre precisato che, in questa materia, il sindacato giurisdizionale è limitato al travisamento palese e alla macroscopica illogicità, non ravvisati nel caso concreto. Spese a carico del ricorrente, liquidate in complessivi 2.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 143 d.lgs. 267/2000

    Ed invero l’articolo 143 del TUEL delinea un modello di valutazione prognostica, basata sul criterio del “più probabile che non”, che realizza un avanzamento del livello istituzionale di prevenzione, con riguardo ad un evento di pericolo per l’ordine pubblico quale desumibile dal complesso degli effetti derivanti dai collegamenti e dalle forme di condizionamento in termini di compromissione della libera determinazione degli organi elettivi, del buon andamento dell’amministrazione, nonché del regolare funzionamento dei servizi, ovvero in termini di grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica.

    Lo scioglimento si fonda su una valutazione prognostica: non occorre provare responsabilità individuali o un condizionamento già pienamente realizzato, ma un quadro complessivo di elementi, anche indiziari e di pericolo, che renda più probabile che non l'ingerenza mafiosa e i suoi effetti sull'autonomia e sul funzionamento dell'ente.

  • art. 100 d.lgs. 159/2011

    È risultato infatti disatteso il disposto di cui all'articolo 100 del Testo Unico antimafia, il quale impone agli enti già sciolti ai sensi dell'articolo 143 del TUEL di richiedere, nel periodo successivo dei 5 anni a far data dall'atto dissolutorio, le dovute informazioni antimafia per la stipula di rapporti contrattuali con terzi.

    Per gli enti già sciolti ai sensi dell'art. 143 TUEL, nel quinquennio successivo allo scioglimento sussiste l'obbligo di acquisire le informazioni antimafia per la stipula di rapporti contrattuali con terzi.

  • art. 1, comma 4, d.l. 629/1982

    A seguito di ciò, in pari data il Prefetto di -OMISSIS- ha chiesto di essere delegato all’esercizio dei poteri di accesso, ai sensi dell’art. 1, comma 4, del D.L. 629/1982.

    Il passaggio riferisce la richiesta prefettizia di delega per l'esercizio dei poteri di accesso; la sentenza non sviluppa ulteriormente l'interpretazione della disposizione.

Massime di principio

  • Lo scioglimento di un consiglio comunale ai sensi dell'art. 143 TUEL è una misura preventiva fondata su una valutazione prognostica secondo il criterio del più probabile che non; il condizionamento può risultare da elementi anche meramente indiziari e di pericolo, apprezzati nel loro insieme per verificare la compromissione della libera determinazione degli organi, del buon andamento amministrativo o del regolare funzionamento dei servizi.
  • Ai fini dello scioglimento ex art. 143 TUEL non è necessario accertare la responsabilità individuale degli amministratori né una loro intenzione diretta di favorire la criminalità organizzata: possono rilevare anche omissioni colpose che, nel contesto complessivo, producano effetti favorevoli a soggetti o imprese legati alle consorterie criminali.
  • La reiterazione di precedenti scioglimenti non determina di per sé un nuovo scioglimento automatico o per contagio; la misura deve poggiare su una nuova e autonoma istruttoria, pur potendo il contesto territoriale e la continuità delle dinamiche criminali essere considerati nella valutazione.
  • Il sindacato del giudice amministrativo sulla valutazione discrezionale posta a fondamento dello scioglimento per infiltrazioni mafiose è limitato ai casi di palese travisamento dei fatti o macroscopica illogicità.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafia
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazione
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaEccesso di potere

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