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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34585/2022 del 19/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Bari che aveva rigettato la richiesta di ammissione alle misure alternative (affidamento in prova o detenzione domiciliare) relativamente a una pena residua di 3 anni, 11 mesi e 10 giorni. Il motivo di cassazione denunciava violazione delle norme processuali per essere stato il provvedimento adottato all'esito di un'udienza camerale svolta in assenza del difensore di fiducia, avv. Davide De Cato. Il difensore aveva tempestivamente presentato istanza di differimento per legittimo impedimento dovuto a concomitanti impegni professionali, documentandoli; il Tribunale tuttavia rigettò la richiesta ritenendo prevalente la propria priorità e dubitando dell'impossibilità di avvalersi di un sostituto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato l'applicabilità dell'art. 420-ter, comma 5, c.p.p. anche nel procedimento di sorveglianza e la giurisprudenza che considera l'impegno professionale in altro procedimento quale legittimo impedimento, a condizione che sia tempestivamente documentato e che il difensore soddisfi gli oneri probatori (tempestività, motivazione della presenza necessaria nell'altro processo, assenza di altro codifensore e impossibilità di nominare un sostituto). Nel caso di specie la Corte ha ritenuto che il Tribunale di Sorveglianza abbia sbagliato valutazione: l'avv. De Cato aveva documentato impegni sopravvenuti riferiti alla difesa di detenuti (status detentionis) e dichiarato l'assenza di collaboratori o sostituti disponibili; tale circostanza avrebbe dovuto portare al differimento. Il vizio procedurale ha comportato la nullità per violazione del contraddittorio. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Bari per nuovo giudizio, libero da quel vizio.

Norme richiamate

  • art. 420-ter, comma 5, cod. proc. pen.

    "Il giudice differisce l'udienza nel caso di assenza del difensore, quando risulta che l'assenza stessa è dovuta ad assoluta impossibilità di comparire per legittimo impedimento, purché prontamente comunicato"; la disposizione poi elenca le eccezioni (due difensori, designazione di sostituto, richiesta dell'imputato di procedere in assenza)

    Si applica anche nel procedimento di sorveglianza. L'impegno professionale in altro processo può costituire legittimo impedimento se il difensore: a) prospetta l'impedimento appena ne viene a conoscenza; b) specifichi le ragioni che rendono essenziale la sua presenza nell'altro procedimento; c) attesti l'assenza di altro codifensore idoneo; d) rappresenti l'impossibilità di designare un sostituto. Il giudice deve bilanciare l'interesse difensivo e l'interesse pubblico alla rapida trattazione, tenendo conto dello status delle parti (es. detenuti).

  • art. 102, cod. proc. pen.

    Riferimento alla figura del sostituto processuale: il difensore che chiede il rinvio deve rappresentare l'impossibilità di ricorrere al sostituto ai sensi di tale norma; la Corte valuta la dichiarazione del difensore circa la mancanza di collaboratori o la impossibilità di delegare colleghi.

  • artt. 623, comma 1, lett. b), 604, comma 4, e art. 179 cod. proc. pen.

    Combinato disposto applicabile in caso di nullità assoluta per violazione del contraddittorio: quando è accertata una causa di nullità ex art. 179, il rimedio è l'annullamento con rinvio ai sensi degli artt. 623 e 604 c.p.p.

Massime di principio

  • L'art. 420-ter, comma 5, c.p.p. si applica anche nei procedimenti di sorveglianza: il legittimo impedimento del difensore per concomitante impegno professionale, se documentato tempestivamente, deve di norma determinare il differimento dell'udienza.
  • Il difensore ha l'onere di documentare tempestivamente l'impedimento e di spiegare perché la sua presenza nell'altro procedimento è essenziale; deve altresì rappresentare l'assenza di altro codifensore o l'impossibilità di nominare un sostituto.
  • Nel bilanciamento degli interessi il giudice deve tener conto dello status delle parti: la posizione di un detenuto (status detentionis) può giustificare la priorità dell'altro impegno e quindi il rinvio, perché la mancata trattazione può arrecare un danno più grave.
  • Il rifiuto del differimento non motivato in conformità ai criteri giurisprudenziali integra un vizio procedurale che può comportare la nullità per violazione del contraddittorio e l'annullamento con rinvio.
  • In situazioni analoghe i giudici devono valutare con attenzione la tempestività e la qualità della documentazione prodotta dal difensore prima di negare il rinvio: dubbi non fondati circa la disponibilità di sostituti o la priorità degli impegni non giustificano automaticamente il rigetto.

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