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Sentenza

Sentenza del 19/07/2021 n. 20438 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Avvisi di accertamento per gli anni 2007 e 2008 (IVA, IRES e, per il socio, IRPEF) basati su: impiego di personale in nero, deduzione di costi oltre i limiti di legge, movimentazioni bancarie non giustificate (anche su conti intestati a terzi, es. conto di C.R., nipote del socio), incongruenza tra acquisti di latte e produzione dichiarata (rese) con omessa dichiarazione di ricavi/partite di acquisto; per il 2008 il maggior reddito derivava dal disconoscimento di perdite pregresse a seguito di precedenti accertamenti.

La decisione

I giudici di merito (CTP e CTR) rigettarono i ricorsi; la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso per cassazione: ha dichiarato inammissibile il controricorso tardivo, ha ritenuto le censure infondate o inammissibili. In particolare la Cassazione ha confermato la correttezza della valutazione di congruità delle rese del latte e dell'impiego di personale non contabilizzato, ha affermato che l'utilizzo di indagini bancarie e l'imputazione di operazioni su conti di terzi non richiedono necessariamente un contraddittorio preventivo nelle imposte dirette, e ha stabilito che, quanto all'IVA (tributo armonizzato), la carenza di contraddittorio avrebbe potuto invalidare l'atto solo se il contribuente avesse dimostrato in concreto che, se ascoltato, avrebbe potuto far valere ragioni idonee a modificare l'esito (cd. "prova di resistenza"), prova che qui è mancata. Il ricorso è quindi rigettato e le spese rimangono a carico delle parti come stabilito.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973

    art. 32, comma 1, n. 2; art. 39, comma 2; art. 42

    Art. 32: non impone un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per l'utilizzo delle movimentazioni bancarie nelle imposte dirette; Art. 39/42: utilizzate nel censire la quantificazione dei redditi e delle rettifiche, ma le doglianze sulla valutazione probatoria sono in gran parte questioni di merito non sindacabili in Cassazione.

  • D.P.R. n. 633 del 1972

    Riguarda l'IVA: per i tributi armonizzati il contraddittorio preventivo discende dal diritto unionale; la violazione può determinare l'invalidità dell'atto solo se il contribuente prova che avrebbe potuto far valere elementi utili (prova di resistenza).

  • D.Lgs. n. 546 del 1992

    Richiamato nella censura sulla motivazione della sentenza di merito; la Cassazione ritiene la motivazione della CTR sufficiente a superare il vaglio di legittimità, trattandosi di apprezzamento di prova.

  • L. n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente)

    Si invoca in relazione al contraddittorio; la Corte ricorda che i diritti di difesa devono essere garantiti ma che l'eventuale violazione rileva ai fini dell'annullamento solo se il contribuente dimostra la concreta incidenza sul risultato (prova di resistenza).

  • Codice di Procedura Civile

    art. 360 c.p.c., artt. 348 ter, 112, 111 Cost., comma 6

    Regole di ammissibilità del ricorso per cassazione: molte doglianze erano inammissibili perché miravano a rinnovare valutazioni di fatto o non erano state correttamente riproposte nei gradi precedenti; la motivazione del giudice di merito è soggetta a controllo limitato in Cassazione (minimo costituzionale).

  • Giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea

    es. Sopropè C-349/07; Foshan C-141/08; SC C.F. SRL C-430/19; Glencore C-189/18; altri precedenti citati

    Stabilisce il principio che, nei procedimenti relativi all'IVA, il contraddittorio preventivo è richiesto e la sua violazione può comportare nullità dell'atto solo se il contribuente dimostra che la mancata partecipazione avrebbe potuto condurre a un esito differente (principio di effettività e prova di resistenza). Glencore è circoscritta a contesti diversi e non applicabile automaticamente.

Massime di principio

  • La ricostruzione del reddito basata su indagini bancarie e su conti intestati a terzi è ammessa; non sussiste un obbligo generale di contraddittorio preventivo per le imposte dirette: l'ufficio può procedere "a tavolino" anche senza accesso o ispezione.
  • Per l'IVA (tributo armonizzato) è richiesto un contraddittorio efficace ex diritto UE; tuttavia la mancata attivazione del contraddittorio invalida l'atto solo se il contribuente dimostra concretamente (prova di resistenza) che avrebbe potuto far valere elementi idonei a cambiare l'esito.
  • Le valutazioni di fatto del giudice di merito (es. incongruenza tra acquisti di latte e rese, impiego di personale in nero) sono sottoposte a sindacato limitato in Cassazione: le censure che mirano a rinnovare la valutazione probatoria sono, di regola, inammissibili.
  • L'omesso esame di fatti decisivi può essere dedotto in Cassazione solo se la censura è correttamente qualificata e riprodotta con precisione; molte doglianze generiche o nuove in cassazione sono inammissibili.
  • Il contribuente che lamenti vizi procedimentali (mancato contraddittorio, mancato accesso agli atti) deve in giudizio spiegare concretamente quali argomenti avrebbe potuto addurre e come questi avrebbero potuto influire sull'esito (onere di allegazione della prova di resistenza).
  • Questioni procedurali come il tempestivo deposito del controricorso e il rispetto dei termini processuali sono rilevanti: atti notificati tardivamente possono essere dichiarati inammissibili.

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