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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11805/2026 del 30/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il riesame contro il decreto di sequestro preventivo relativo al dehors di 50 mq posto su suolo pubblico antistante il "Gallo Restaurant". Il ricorrente contestava (i) la sussistenza del reato per invasione/occupazione del suolo pubblico in quanto esisteva un'autorizzazione comunale del 26/02/2018 (art. 4 del Regolamento comunale), (ii) la necessità dell'autorizzazione paesaggistica alla luce delle deroga Covid (argomentando che dal 2020 l'autorizzazione non sarebbe stata necessaria per manufatti temporanei funzionali a pubblici esercizi), (iii) la prescrizione del reato paesaggistico perché il manufatto sarebbe stato realizzato nel 2018, e (iv) la non applicabilità retroattiva dell'art. 518-bis cod. pen. entrato in vigore nel 2022.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di interesse: l'indagato non era proprietario del bene (la proprietà è della "Gallo s.r.l.") e non ha specificamente allegato un interesse concreto e attuale derivante dalla rimozione del sequestro tale da giustificare l'impugnazione, richiamando il principio delle Sezioni Unite (Sez. U. n. 7983/2025). Per l'inammissibilità è seguita la condanna a rifondere le spese del procedimento e il pagamento di una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la costituzione del Tribunale in sede di riesame; contesto procedurale

  • art. 518-bis cod. pen. (citato come 518-duocecies nel provvedimento)

    Norma richiamata tra le fattispecie contestate (pregiudizio nella fruizione di un bene culturale); il ricorrente ha eccepito la non retroattività rispetto a fatti del 2018

  • art. 633 cod. pen.

    Richiamato tra le norme penali ipotizzate a carico del ricorrente in relazione all'occupazione/invasione di suolo pubblico

  • art. 639-bis cod. pen.

    Richiamato tra le norme penali ipotizzate; utilizzato per le contestazioni connesse alle attività commerciali

  • d.lgs. n. 42/2004, art. 45, comma 1

    Norma del Codice dei beni culturali richiamata tra le disposizioni rilevanti per il sequestro e per la valutazione dell'illiceità dell'opera

  • d.lgs. n. 42/2004, art. 52

    Richiamato nel quadro delle norme paesaggistiche/beni culturali connesse al sequestro

  • d.lgs. n. 42/2004, art. 106, comma 2-bis

    Richiamato dal Tribunale come norma che impone autorizzazione paesaggistica preventiva; il difensore ha contestato l'applicabilità per effetto delle deroghe Covid

  • d.lgs. n. 42/2004, art. 181

    Richiamato nel contesto delle violazioni paesaggistiche ipotizzate

  • Regolamento delle occupazioni del suolo pubblico del Comune di Trani, art. 4 (delibera n. 64/27.10.2017)

    delibera n. 64 del 27 ottobre 2017

    Richiamato dal ricorrente per sostenere la legittimità dell'occupazione in virtù dell'autorizzazione comunale rilasciata nel 2018; quest'ultima ritenuta dal difensore giuridicamente efficace seppur eventualmente irregolare

  • art. 21 e art. 146 d.lgs. n. 42/2004

    Richiamati dal difensore in relazione alla disciplina derogatoria invocata per le misure legate all'emergenza Covid (presunta estensione delle deroghe alla necessità dell'autorizzazione paesaggistica)

  • Sez. U., n. 7983 del 25/09/2025 (Calvarese), Rv. 289319-01

    Sez. U. n. 7983 del 25/09/2025, dep. 2026, Calvarese, Rv. 289319 - 01

    Precedente vincolante richiamato: per proporre riesame/impugnazione della misura cautelare l'indagato deve allegare un interesse concreto e attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro; distinzione tra legittimazione e interesse

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria a seguito dell'inammissibilità del ricorso e in assenza di assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

  • Corte Cost., sent. n. 186 del 13/06/2000

    Corte Cost. sent. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata nel quadro della valutazione sulla sanzione pecuniaria collegata all'inammissibilità

Massime di principio

  • La legittimazione a impugnare un provvedimento di sequestro non equivale automaticamente all'interesse all'impugnazione: chi non è proprietario del bene deve comunque allegare un interesse concreto e attuale derivante dalla rimozione del sequestro per rendere ammissibile il ricorso.
  • Se il bene è di proprietà di una società, l'amministratore o il gestore che non detiene diritti reali sul bene dovrà specificare quale pregiudizio diretto e attuale il vincolo di indisponibilità arreca alla sua posizione personale per poter ottenere il riesame.
  • Le questioni di merito (validità dell'autorizzazione comunale, sanatorie covid, prescrizione, retroattività di norme) restano rilevanti ma non possono essere esaminate dalla Corte di legittimità se il ricorso è dichiarato inammissibile per mancanza di interesse: prima va superata la soglia di ammissibilità.
  • Le deroga normative (es. misure emergenziali Covid) e i profili di sanatoria/validità degli atti amministrativi rilevano come linee di difesa, ma devono essere presentate e provate nel ricorso con specificità e, se necessario, dal soggetto titolare della posizione giuridica sul bene.
  • La mancata allegazione di un interesse concreto può comportare non solo l'inammissibilità del ricorso ma anche la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria ex art. 616 c.p.p.; è dunque essenziale valutare preliminarmente la titolarità e l'impatto della misura prima di proporre impugnazioni.

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