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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20507/2024 del 23/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo di €76.980,00 rinvenuti presso l'esercizio commerciale della ricorrente e posti sotto sequestro in relazione al reato di ricettazione. La ricorrente aveva giustificato la provenienza del denaro principalmente con contratti di finanziamento documentati con la società Findomestic e in minima parte con redditi della sua attività lavorativa. Contestata la mancata valutazione da parte del Tribunale delle giustificazioni documentate e la mancata individuazione del reato presupposto necessario per configurare la ricettazione/riciclaggio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Foggia per nuovo esame. La Corte ha ritenuto che il Tribunale non abbia individuato, neppure implicitamente, il reato presupposto nella sua tipologia, violando il principio di diritto consolidato secondo cui per configurare la ricettazione o il riciclaggio è necessario indicare la tipologia del delitto presupposto. Inoltre la Corte ha valutato come apparente la motivazione del Tribunale circa la provenienza lecita del denaro, specialmente perché la difesa aveva fornito giustificazioni documentali (prestiti Findomestic) e il Tribunale non si era confrontato compiutamente con le allegazioni dell'accusa. Per questi motivi la decisione è stata annullata e il procedimento rinviato per un approfondimento del merito.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. 2, n. 46773 del 23/11/2021 (Peri)

    Principio secondo cui per la configurabilità della ricettazione o del riciclaggio è necessario individuare la tipologia del delitto presupposto, senza bisogno di ricostruirne tutti gli estremi fattuali.

  • Cass. Sez. 2, n. 29689 del 28/05/2019 (Maddaloni)

    Giurisprudenza coerente che sostiene l'obbligo di identificare il reato presupposto nella sua tipologia ai fini della configurabilità del reato di ricettazione/riciclaggio.

Massime di principio

  • Per il sequestro preventivo relativo a somme ritenute provento di reato (ricettazione/riciclaggio), il giudice deve indicare la tipologia del reato presupposto: l'assenza di tale individuazione vizi la decisione.
  • Le giustificazioni documentali fornite dall'indagato sulla provenienza del denaro (es. contratti di finanziamento, documentazione bancaria) devono essere esaminate e valorizzate nel provvedimento; la mancata considerazione costituisce carenza motivazionale.
  • La mera esistenza di elementi di sospetto non è sufficiente se non accompagnata da un quadro che colleghi la somma a un reato presupposto individuato nella sua tipologia.
  • In sede di riesame il giudice deve confrontarsi con le allegazioni sia dell'accusa sia della difesa e motivare perché le giustificazioni fornite siano ritenute insufficienti o incongrue.
  • Se, all'esito di un primo esame, permangono dubbi rilevanti sulla provenienza lecita delle somme, il corretto procedimento è approfondire l'istruttoria o disporre ulteriori accertamenti prima di confermare un sequestro preventivo.

Testo integrale

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