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Sentenza

Sentenza n. 105/2026 - Potenza, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, - della determinazione dirigenziale dell'Ufficio compatibilità ambientale della Regione Basilicata n. 23BD.2025/D.00607 del 9 maggio 2025; - di ogni altro atto presupposto e successivo, anche ove non conosciuto.

Giustizia amministrativa202500163

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale regionale recante valutazione di incidenza ambientale, fase di screening, favorevole alla realizzazione di un nuovo stabilimento balneare nella ZPS "Corridoio Ionico di migrazione"

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione e controinteressata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la determinazione regionale di VINCA deducendo la violazione dell'art. 5, commi 7 e 8, d.P.R. n. 357/1997, dell'art. 5 del regolamento di attuazione della direttiva 92/43/CEE, dell'art. 6 della direttiva 92/43/CEE, dell'art. 5, lett. b-ter, d.lgs. n. 152/2006, dell'art. 32 l. n. 394/1991, degli artt. 16, comma 3, e 17, comma 2, l. n. 241/1990, nonché delle Linee guida nazionali per la VINCA. In particolare, ha contestato la mancata acquisizione del proprio "sentito" quale ente gestore delle riserve naturali statali di Metaponto e Marinella di Stornara, anche se l'intervento ricadeva all'esterno delle riserve ma all'interno della ZPS "Corridoio Ionico di migrazione". La controinteressata ha eccepito l'inammissibilità del ricorso per omessa impugnazione della D.G.R. n. 748 del 10 dicembre 2024, che aveva istituito la ZPS, individuato la Regione Basilicata quale ente gestore della ZPS e delle ZSC in essa comprese e limitato la competenza del Reparto biodiversità alle sole porzioni ricadenti nelle riserve statali.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile. La D.G.R. n. 748 del 2024 è stata qualificata come atto presupposto immediatamente lesivo, poiché ha definito direttamente le competenze gestionali sulla ZPS e ha stabilito che il Reparto biodiversità conserva la propria competenza soltanto per le porzioni dei siti ricadenti nelle riserve statali. La successiva determinazione di VINCA è stata considerata atto meramente applicativo ed esecutivo della deliberazione, privo di autonoma lesività. L'omessa impugnazione dell'atto presupposto rende inammissibile l'impugnazione dell'atto consequenziale, salvo la deduzione di vizi propri dell'atto applicativo. Nel caso concreto il ricorrente non ha dedotto vizi autonomi della determinazione di VINCA, ma ha contestato esclusivamente la mancata acquisizione del proprio parere, vizio che derivava direttamente dalla disciplina già posta dalla D.G.R. n. 748 del 2024. Il TAR ha inoltre ritenuto che la D.G.R. fosse conosciuta dal ricorrente almeno dal 4 aprile 2025, poiché espressamente richiamata e allegata a una nota regionale, e ha escluso che tale nota costituisse un autonomo atto lesivo. Spese integralmente compensate per la peculiarità della questione e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 5, commi 7 e 8, d.P.R. n. 357/1997

    La disposizione è richiamata in relazione all'obbligo di acquisire il parere preventivo del soggetto gestore dell'area interessata nell'ambito della VINCA; il giudice non esamina nel merito la sua concreta applicazione perché dichiara il ricorso inammissibile.

  • art. 6 direttiva 92/43/CEE

    Richiamato quale parametro della disciplina della valutazione di incidenza ambientale; la relativa violazione non viene esaminata nel merito.

  • art. 5, lett. b-ter, d.lgs. n. 152/2006

    Richiamato dal ricorrente tra i parametri di legittimità della VINCA, senza esame di merito.

  • art. 32 l. n. 394/1991

    Richiamato in relazione alle competenze degli enti gestori delle aree protette, senza esame di merito.

  • artt. 16, comma 3, e 17, comma 2, l. n. 241/1990

    Richiamati dal ricorrente con riguardo agli apporti istruttori e ai pareri nel procedimento, senza esame di merito.

  • art. 74 c.p.a.

    Consente al giudice di richiamare la motivazione di una precedente sentenza conforme, alla quale il Collegio dichiara di dare continuità.

Massime di principio

  • Quando tra atti amministrativi sussiste un rapporto di presupposizione, l'omessa o tardiva impugnazione dell'atto presupposto immediatamente lesivo rende inammissibile il ricorso contro l'atto consequenziale meramente applicativo, salvo che quest'ultimo presenti vizi propri e autonomamente lesivi.
  • Un atto generale o organizzatorio è immediatamente impugnabile quando definisce direttamente le sfere soggettive di attribuzione e produce una lesione attuale, senza lasciare margini di discrezionalità agli atti successivi.
  • La mancata acquisizione di un parere o apporto istruttorio non costituisce vizio autonomo dell'atto consequenziale quando deriva necessariamente dall'assetto di competenze stabilito da un atto presupposto immediatamente lesivo non impugnato.
  • La conoscenza dell'atto presupposto può risultare dalla sua espressa menzione e allegazione in una comunicazione dell'amministrazione, purché tale conoscenza consenta al destinatario di percepirne il contenuto lesivo.

Come è indicizzato

MaterieVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàGiurisdizione e riparto
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardivitàEccesso di potere

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