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Sentenza

Sentenza n. 3044/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento di: A) Determinazione a firma del Dirigente del Settore Politiche Sociali Cultura Scolastico SUAP del Comune di Villaricca prot. n.15897/2022 del 27.10.2022, recante diniego sulla richiesta di installazione di gazebo prodotta dalla ricorrente in data 4/12/2020, Prot. Gen. n. 19946/2020 - prat. n. 322/2020 (doc.1); B) Tutti gli atti preordinati, connessi e conseguenziali al provvedimento sub A, tra i quali precipuamente il parere urbanistico prot. n. 979 del 10.10.2022, del quale se ne ignora il contenuto e per il quale ci si riserva la proposizione di motivi aggiunti;

Giustizia amministrativa202206111

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego comunale dell'autorizzazione all'installazione di tre gazebo e atti connessi, tra cui il parere urbanistico

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva presentato un'istanza per l'autorizzazione all'installazione di tre gazebo in struttura metallica, di dimensioni complessive rilevanti, richiamando il regolamento comunale sui chioschi non permanenti e sui gazebo. Dopo averli realizzati senza attendere il rilascio del titolo, aveva ricevuto ordinanze di demolizione, confermate da una precedente sentenza del TAR, e aveva quindi demolito i manufatti. A seguito della richiesta di definizione del procedimento, il Comune aveva adottato il diniego impugnato. La ricorrente ha dedotto, con un'unica censura, la violazione degli artt. 2 e seguenti della l. 241/1990, degli artt. 7 e seguenti del regolamento comunale, il difetto assoluto di motivazione e di istruttoria, la violazione del giusto procedimento e la manifesta illogicità e irrazionalità dell'azione amministrativa. In particolare, la controversia concerneva la possibilità di ottenere il titolo comunale previsto dal regolamento per manufatti qualificati dalla ricorrente come gazebo installabili secondo la disciplina comunale.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la questione decisiva non fosse quella prospettata dalla ricorrente in termini di applicazione del regolamento comunale e di vizi motivazionali o istruttori del diniego, bensì la qualificazione edilizia dei manufatti. Per dimensioni, struttura e destinazione funzionale, i tre gazebo costituivano strutture stabilmente destinate ad ampliare l'attività di pubblico esercizio, comportavano una consistente trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e non potevano essere considerati precari. Secondo il Collegio, tali manufatti rientrano nelle nuove costruzioni ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. e.5), d.P.R. 380/2001 e necessitano di permesso di costruire. Il gazebo è sottratto al titolo edilizio soltanto quando sia privo di autonomia funzionale, amovibile e aperto; in caso contrario altera la sagoma e non rientra nell'edilizia libera. La circostanza che i manufatti fossero stati appoggiati su piattaforme di calcestruzzo confermava la loro funzionalità permanente e l'incremento del carico urbanistico. Poiché la società non aveva mai richiesto il permesso di costruire, il diniego è stato ritenuto legittimo, indipendentemente dalle ulteriori censure dedotte. Spese compensate, con la formula "nulla sulle spese".

Norme richiamate

  • art. 3, comma 1, lett. e.5), d.P.R. 380/2001

    Le strutture stabilmente destinate a estendere l'attività di pubblici esercizi, quando comportano una consistente trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, sono qualificabili come nuove costruzioni.

  • art. 6 d.P.R. 380/2001

    Il gazebo è realizzabile in edilizia libera solo se privo di autonomia funzionale, amovibile e aperto; quando altera la sagoma e svolge una funzione stabile, è necessario un titolo edilizio.

  • artt. 2 e seguenti l. 241/1990

    La censura relativa alla conclusione del procedimento e ai vizi dell'azione amministrativa non conduce all'annullamento quando l'intervento richiesto è comunque subordinato a un titolo edilizio diverso e più oneroso, mai richiesto.

  • artt. 7 e seguenti del regolamento comunale sull'installazione di chioschi non permanenti e gazebo

    La disciplina regolamentare comunale non consente di superare la qualificazione dei manufatti derivante dalla normativa edilizia nazionale e non sostituisce il permesso di costruire richiesto dalla legge.

Massime di principio

  • Dehors, verande attrezzate, chioschi e gazebo destinati stabilmente ad ampliare l'attività di un pubblico esercizio sono qualificabili come nuove costruzioni quando, per dimensioni, struttura e funzione, determinano una consistente trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio.
  • Un gazebo è esente da titolo edilizio soltanto quando non possiede autonomia funzionale, è amovibile e resta aperto; se altera stabilmente la sagoma dell'edificio o soddisfa esigenze durevoli, non rientra nell'edilizia libera e richiede il titolo edilizio previsto per la nuova costruzione.
  • La posa dei gazebo su piattaforme di calcestruzzo costituisce un indice della non precarietà del manufatto, della sua destinazione a esigenze permanenti e dell'incremento del carico urbanistico.
  • Un regolamento comunale relativo all'installazione di chioschi o gazebo non può derogare alla disciplina edilizia nazionale né sostituire il permesso di costruire quando l'intervento, per caratteristiche oggettive, è qualificabile come nuova costruzione.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaPrincipio di legalità e tipicità

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