Cassazione Penale, Sentenza n. 12193/2023 del 23/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Valenti Santo impugnava la conferma della confisca della società "Isole d'oro" (costituita nel 2006) sostenendo che la società era stata costituita prima della manifestazione della sua pericolosità e che, pertanto, bisognava provare che l'impresa fosse frutto di attività illecita e che la sua espansione fosse stata concretamente agevolata dall'attività illecita; chiedeva quindi un accertamento secondo lo statuto probatorio tipico delle misure di prevenzione (ad es. perizia contabile). Angela Maria Terranova censurava la confisca in quanto, a suo dire, non era stata tenuta in considerazione la consulenza tecnica di parte e mancava una perizia contabile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Quanto a Valenti, la Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello non meramente apparente: la Corte di merito aveva delimitato il periodo di manifestazione della pericolosità al 2013 e spiegato che la società "Isole d'oro", pur costituita nel 2006, era divenuta successivamente strumento dell'azione criminosa del ricorrente ("a partire da una certa data", individuata nel 2013) e si era alimentata grazie ai contatti del Valenti con esponenti di consorterie criminali, giustificando così il vincolo di prevenzione. Quanto a Terranova, la Cassazione ha ritenuto che la consulenza tecnica di parte era stata valutata dalla Corte d'appello e considerata generica e non idonea a contrastare le emergenze probatorie che indicavano pericolosità e sproporzione. Per entrambi i ricorrenti è stata disposta la condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 616 cod. proc. pen.
Norma richiamata per la conseguenza della inammissibilità del ricorso: condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende. La Corte ha applicato tale disposizione per quantificare la pena pecuniaria equitativamente.
Giurisprudenza della Cassazione (richiamata)
Sez. 6 - Sentenza n. 21525 del 18/06/2020, Mulè, Rv. 279284
Principio che nel campo delle misure di prevenzione il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge, comprensiva della motivazione inesistente o meramente apparente; la motivazione è 'meramente apparente' quando omette di confrontarsi con un elemento potenzialmente decisivo che, considerato isolatamente, potrebbe determinare un esito diverso.
Massime di principio
- Nel giudizio sulle misure di prevenzione il ricorso per cassazione è limitato alle ipotesi di violazione di legge o di motivazione inesistente/meramente apparente: il semplice dissenso sulla valutazione delle prove di fatto non è sufficiente.
- La confisca di beni costituiti prima della manifestazione della pericolosità è possibile se il giudice di merito dimostra un nesso temporale e funzionale per cui, "a partire" dalla data di manifestazione della pericolosità, i beni/attività sono stati effettivamente utilizzati o "alimentati" dall'attività illecita.
- Per contestare efficacemente una confisca occorre indicare in modo preciso e documentato in che punto la motivazione è carente o contraddittoria: argomentazioni generiche sulla necessità di una perizia contabile o sulla presunta inosservanza di una consulenza tecnica di parte non bastano se la Corte d'appello ha valutato e motivato il rigetto.
- La consulenza tecnica di parte deve essere specifica e confrontabile con le emergenze probatorie; se è generica, il giudice può legittimamente escluderne il valore dimostrativo.
- Se si vuole ottenere la restituzione di beni acquisiti prima della manifestazione della pericolosità, è necessario proporre ricorso motivato che dimostri l'assenza di qualsiasi utilizzo o rafforzamento patrimoniale derivante dall'attività illecita nel periodo successivo alla manifestazione della pericolosità.
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