Cassazione Penale, Sentenza n. 43537/2022 del 16/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Berlusconi proponeva la revisione della sentenza di condanna (processo "Mediaset") deducendo: 1) contrasto/inconciliabilità tra quel giudicato e altre pronunce definitive (processi "Mediatrade", proscioglimenti e pronunce civili) tali da costituire "fatto" nuovo idoneo a travolgere il giudicato; 2) sopravvenienza e scoperta di numerose prove e dichiarazioni testimoniali e documentali (affidavit, rogatorie, sentenza civile n. 868/2020, dichiarazioni ex art. 391-bis, atti fiscali USA ecc.) che, se valutate in contraddittorio, avrebbero dimostrato l'insufficienza/contraddittorietà delle prove a sostegno della condanna; 3) violazioni dei principi del giusto processo (art. 111 Cost. e altri diritti) ritenute tali da rendere accessibile la revisione o da imporre la questione di legittimità costituzionale dell'art. 630 c.p.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso come infondato e confermato l'ordinanza della Corte d'appello di Brescia che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione. La Corte ha richiamato e applicato la distinzione fra fase "rescindente" (delibazione sommaria sulla non manifesta infondatezza: valutazione astratta di novità, pertinenza e capacità dimostrativa del novum) e fase "rescissoria" (giudizio pieno con assunzione della prova in contraddittorio). Ha ritenuto che molte delle prove indicate non fossero nuove (già valutate o ritenute superflue nei precedenti gradi), non pertinenti o ictu oculi non decisive; alcuni documenti erano formali/invalidi (es. affidavit senza apostille); le sentenze civili non vincolano automaticamente il penale e la sentenza civile indicata non era passata in giudicato; le censure sul giusto processo non possono costituire motivo autonomo di revisione se non nei casi previsti e/o in presenza di pronuncia definitiva della Corte EDU. In sintesi: corretta applicazione dei criteri di ammissibilità della revisione e rigetto del ricorso.
Norme richiamate
art. 630 cod. proc. pen.
Disciplina le ipotesi di revisione; la Corte ricorda che il rimedio è limitato a ‘fatti’ nuovi e che la novità è requisito assorbente: senza novità la domanda va dichiarata inammissibile in fase rescindente
art. 631 cod. proc. pen.
Rilevato nel dibattito sul ruolo delle nuove prove; la Corte chiarisce che l'art. 631 concerne mezzi di prova sopravvenuti ma che in fase rescindente il controllo è astratto sulla loro idoneità, non un esame di merito
art. 634 cod. proc. pen.
Prevede la declaratoria di inammissibilità per manifesta infondatezza; la Corte indica i limiti di questo filtro: può essere usato solo quando il novum è evidentemente inidoneo a capovolgere il giudicato
art. 636 cod. proc. pen.
Regola la fase rescissoria (giudizio di merito nella revisione) con assunzione delle prove in contraddittorio; la Corte distingue nettamente la delibazione sommaria (rescindente) dall'accertamento pieno (rescissorio)
art. 187 e art. 192 cod. proc. pen.
Richiamati come criteri di valutazione probatoria: le sentenze civili e le prove esterne devono essere valutate sul piano probatorio e non assumono automaticamente efficacia vincolante nel penale
Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961 (apostille)
Per i documenti pubblici formati in Paesi aderenti è necessaria l'apostille; la mancanza di legalizzazione può rendere inammissibile o privo di efficacia un affidavit estero nella fase rescindente
art. 3, 24, 25, 111 Cost.
Richiamati dal ricorrente per profili di giusto processo; la Corte ricorda l'interpretazione costituzionale consolidata: le presunte violazioni di regole 'interne' non costituiscono di per sé nuovo 'fatto' di revisione salvo il caso di pronuncia definitiva della Corte EDU
Legge 10 marzo 2000, n. 74 (artt. rilevanti citati)
Norme penali relative alle fattispecie fiscali contestate nei processi citati; costituivano il fondamento della imputazione oggetto della revisione
Massime di principio
- La richiesta di revisione richiede che il nuovo elemento (novum) sia effettivamente nuovo, pertinente e, almeno astrattamente, capace di travolgere il giudicato: prove già note, ritenute superflue o già valutate non sono ammesse
- Occorre distinguere chiaramente la fase rescindente (filtro sommario sul carattere di novità/pertinenza/idoneità del novum) dalla fase rescissoria (giudizio pieno con assunzione della prova in contraddittorio); il giudice della delibazione non può svolgere un sindacato pieno di merito
- Documenti esteri richiedono regolarità formale (es. apostille) per essere valutati come prova nuova; carenze formali possono determinare l'inammissibilità nella fase preliminare
- Sentenze civili, anche definitive, non vincolano automaticamente l'accertamento penale: il loro contenuto va valutato ai fini probatori e la loro incidenza sulla decisione penale dev'essere esplicitata e pertinente
- Lamentare violazioni del giusto processo non basta, in assenza di una pronuncia definitiva della Corte europea dei diritti dell'uomo, a integrare il "fatto nuovo" necessario per la revisione; eventuali rimedi speciali o norme di adeguamento costituzionale devono essere esperiti secondo le vie previste
- Nelle istanze di revisione è essenziale indicare in modo concreto e circostanziato quali elementi nuovi si propongono, come cambierebbero il quadro probatorio e in che misura renderebbero non più sostenibile la condanna oltre ogni ragionevole dubbio; argomentazioni generiche o esplorative sono destinate a essere ritenute non decisive
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