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Sentenza

Sentenza n. 2653/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia esecutiva - dell'ordinanza di sgombero ex art. 47, comma 2, del Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159, notificata ai ricorrenti in data 11 gennaio 2021, con la quale è stato ordinato il rilascio dell'immobile sito in -OMISSIS- (CE), alla via -OMISSIS-, identificato catastalmente al NCEU - -OMISSIS-- Sub 2 e Sub, entro il termine perentorio di 120 giorni dalla notifica, con avvertimento di sgombero coattivo in caso di inadempimento; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale

Giustizia amministrativa202601348

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di sgombero ex art. 47, comma 2, d.lgs. 159/2011, notificata l’11 gennaio 2021, relativa al rilascio di un immobile entro 120 giorni

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza di sgombero e degli atti presupposti, connessi e consequenziali. Il TAR ha rilevato che gli stessi ricorrenti avevano già proposto due ricorsi, ciascuno riferito alla posizione di uno di essi, aventi identico oggetto e diretti contro la medesima ordinanza di sgombero. Tali precedenti giudizi erano stati dichiarati improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse, sulla base di dichiarazioni omogenee depositate dai ricorrenti. Nel presente giudizio, i ricorrenti hanno comunque dimostrato di avere acquisito conoscenza dell’atto già nel 2021; il nuovo ricorso è stato pertanto proposto oltre il termine decadenziale per l’impugnazione.

La decisione

Il TAR, sentite le parti ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata e ha dichiarato il ricorso irricevibile per tardività. La conoscenza dell’ordinanza già acquisita nel 2021 rendeva ultratardiva l’impugnazione proposta con il presente ricorso. La precedente declaratoria di improcedibilità dei ricorsi già proposti non ha consentito di rimettere in termini i ricorrenti né di superare la tardività del nuovo gravame. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 47, comma 2, d.lgs. 159/2011

    Costituisce la base normativa dell’ordinanza di sgombero impugnata.

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Ha consentito al TAR di definire il ricorso nella camera di consiglio, previa informazione alle parti, ricorrendo i presupposti di legge.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per disporre l’oscuramento delle generalità dei ricorrenti.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità delle parti interessate mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La conoscenza effettiva dell’atto impugnabile acquisita dal destinatario fa decorrere il termine decadenziale per la proposizione del ricorso; un’impugnazione proposta successivamente è irricevibile per tardività.
  • La precedente proposizione di un ricorso contro il medesimo atto, successivamente dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non consente di superare la tardività di un nuovo ricorso proposto oltre il termine decorrente dalla conoscenza dell’atto.
  • Quando ricorrono i presupposti e le parti siano state previamente avvisate, il giudizio può essere definito in camera di consiglio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTermini e notificazione del ricorsoDecisione e riti speciali
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàSopravvenuta carenza di interesse

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