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Ordinanza

Ordinanza n. 296/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’Ordinanza di Demolizione n. 2460 del 03/03/2026 (prot. COMUNE DI SCAFATI - Serv_E_F - 0015565 - Uscita - 03/03/2026 - 18:33), a firma del Responsabile del Settore IV – Pianificazione e Sviluppo del Territorio; del verbale di accertamento tecnico redatto congiuntamente dall’U.T.C. e dalla Polizia Municipale in data 01.12.2025 e 06/02/2026 - prot. n. 11618 del 16.02.2026 e della comunicazione di avvio del procedimento di annullamento in autotutela della SCIA commerciale prot. 0023368 del 02/04/2026, a firma del Responsabile del Settore IV - Pianificazione e Sviluppo del Territorio, SUAP.

Giustizia amministrativa202600807

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione relativa a opere edilizie e comunicazione di avvio del procedimento di annullamento in autotutela della SCIA commerciale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, l'ordinanza di demolizione n. 2460 del 3 marzo 2026, il verbale di accertamento tecnico redatto dall'Ufficio tecnico comunale e dalla Polizia municipale e la comunicazione di avvio del procedimento di annullamento in autotutela della SCIA commerciale. Le opere contestate consistevano in: un ampliamento di circa 71 mc al piano terra; il mutamento di destinazione d'uso del primo piano, da scuola a civile abitazione; un soppalco al primo piano; una tettoia sul lastrico solare; servizi igienici sulla particella 1885. Il testo dell'ordinanza non espone ulteriori motivi di ricorso né specifiche censure di violazione di legge, incompetenza o eccesso di potere.

La decisione

Il TAR ha rigettato la domanda cautelare. Ha rilevato che, quanto alle opere consistenti nell'ampliamento di circa 71 mc, nel soppalco e nella tettoia, l'efficacia del provvedimento impugnato risultava temporaneamente sospesa per la pendenza dell'istanza di sanatoria presentata il 10 aprile 2026. Ha invece ritenuto che il mutamento di destinazione d'uso del primo piano e i servizi igienici sulla particella 1885 non apparissero sorretti da un idoneo titolo legittimante. La decisione cautelare è stata adottata ai sensi dell'art. 55 c.p.a.; le spese della fase sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda di sospensione cautelare è stata esaminata ai sensi della disposizione sul procedimento cautelare; il TAR l'ha rigettata ritenendo rilevante, per alcune opere, la pendenza dell'istanza di sanatoria e, per le altre, l'assenza apparente di un idoneo titolo legittimante.

Massime di principio

  • La pendenza di un'istanza di sanatoria può incidere temporaneamente sull'efficacia di un provvedimento repressivo limitatamente alle opere cui l'istanza si riferisce, senza determinare necessariamente l'accoglimento della domanda cautelare relativa all'intero provvedimento.
  • In sede cautelare, la mancanza apparente di un idoneo titolo legittimante per determinate opere edilizie costituisce elemento contrario alla sospensione dell'ordinanza di demolizione.
  • La domanda cautelare deve essere valutata distintamente per le diverse opere contestate, potendo il giudice rilevare effetti sospensivi o impeditivi riferibili solo ad alcune di esse.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutotutelaTutela cautelare
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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