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Ordinanza

Ordinanza n. 183/2026 - Milano, Sezione 2

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, - dell’ordinanza di demolizione n. -OMISSIS- del 12 novembre 2025, emessa dal Comune di Gorgonzola in persona del Responsabile del Settore 5, Governo e gestione del territorio; - nonché di tutti gli atti ad essa presupposti, connessi o comunque consequenziali, tra cui la relazione del 21 ottobre 2025, predisposta a seguito del sopralluogo effettuato il 17 ottobre 2025.

Giustizia amministrativa202600122

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione relativa a strutture metalliche, coperture telonate, plinti e basamenti in cemento, pavimentazioni in calcestruzzo, superfici stabilizzate e altri manufatti accessori non autorizzati

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (impresa proprietaria o utilizzatrice dell’area)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato un’ordinanza comunale di demolizione e gli atti presupposti, tra cui la relazione redatta a seguito del sopralluogo, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Il testo non espone i singoli motivi di ricorso, ma evidenzia che la controversia presenta profili di complessità tali da richiedere un approfondito esame non realizzabile nella fase cautelare. La società ha rappresentato un pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’immediata rimessione in pristino dei manufatti presenti nell’area in cui esercita la propria attività commerciale.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’esecuzione dell’ordinanza di demolizione. Ha ravvisato il danno grave e irreparabile per la società, considerata l’incidenza della rimessione in pristino su numerosi manufatti e sull’area destinata all’attività di vendita. Quanto al fumus boni iuris, il Collegio non ha anticipato la decisione di merito, rilevando la complessità della controversia e la necessità di un esame approfondito incompatibile con la fase cautelare. La sospensione è stata disposta per preservare una res adhuc integra, con rinvio della verifica sulla fondatezza del ricorso all’udienza pubblica fissata per il 19 novembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; sulla base di tale disposizione il TAR ha accolto la domanda di sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata ai fini dell’oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sussistenza di un danno grave e irreparabile derivante dall’esecuzione di un’ordinanza di demolizione può giustificare la sospensione dell’atto, anche quando il fumus boni iuris richieda un esame approfondito non compatibile con i tempi e i limiti della fase cautelare.
  • Quando la controversia presenta profili di particolare complessità e la valutazione della fondatezza del ricorso non può essere compiuta compiutamente in sede cautelare, il giudice può sospendere l’esecuzione dell’atto per preservare una res adhuc integra e rinviare ogni accertamento sul merito alla fase di cognizione piena.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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