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Sentenza

Sentenza del 05/02/2019 n. 3257 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava un avviso di liquidazione emesso in relazione alla cessione di un'azienda, il cui unico cespite attivo era costituito da un immobile. L'Agenzia delle Entrate aveva richiesto in via suppletiva le imposte ipotecaria e catastale in misura proporzionale al valore dell'immobile, senza detrarre le passività della società, ritenendole non riferibili al bene immobile. I contribuenti avevano contestato la pretesa. In Cassazione l'Agenzia ha dedotto, in primo luogo, la nullità della sentenza per omessa pronuncia, poiché la Commissione tributaria centrale aveva esaminato soltanto la base imponibile dell'imposta di registro, senza decidere espressamente sull'applicazione della medesima base imponibile alle imposte ipotecaria e catastale. In via subordinata ha denunciato la violazione della normativa sulle imposte di registro, ipotecaria e catastale.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo che la Commissione tributaria centrale avesse omesso di pronunciarsi sulla specifica questione relativa alle imposte ipotecaria e catastale. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. La sentenza impugnata è stata cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte ha deciso direttamente nel merito, rigettando il ricorso originario dei contribuenti e confermando quindi la legittimità della pretesa fiscale. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    nullità della sentenza per difetto di corrispondenza tra il chiesto e il pronunziato

    Consente di denunciare in cassazione i vizi processuali della sentenza, tra cui l'omessa pronuncia su una domanda o questione devoluta al giudice.

  • Art. 112 c.p.c.

    corrispondenza tra il chiesto e il pronunziato

    Impone al giudice di pronunciarsi su tutta la domanda e sui motivi dedotti, senza omettere questioni rilevanti né decidere oltre i limiti delle richieste.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    violazione o falsa applicazione di norme di diritto

    Prevede il ricorso per cassazione quando la decisione impugnata applica in modo errato o non applica una disposizione normativa.

  • D.P.R. n. 634 del 1972

    Normativa richiamata in materia di imposta di registro, rilevante per la determinazione della base imponibile connessa alla cessione d'azienda.

  • D.P.R. n. 635 del 1972, art. 3, comma 1

    Richiamato in relazione all'equiparazione o al collegamento della base imponibile delle imposte ipotecaria e catastale con quella rilevante ai fini dell'imposta di registro; la Corte non ha esaminato nel merito il secondo motivo, dichiarandolo assorbito.

Massime di principio

  • Quando una sentenza tributaria esamina solo una parte delle imposte o delle questioni oggetto dell'avviso e del ricorso, può configurarsi omessa pronuncia ai sensi dell'art. 112 c.p.c., con conseguente cassazione della decisione.
  • In caso di cessione d'azienda comprendente un immobile, le imposte ipotecaria e catastale possono essere oggetto di liquidazione suppletiva se in sede di registrazione sono state applicate soltanto in misura fissa e successivamente emerge che dovevano essere calcolate in misura proporzionale.
  • La base imponibile riferibile all'immobile può essere determinata senza dedurre passività aziendali generiche, quando non sia dimostrato che tali passività siano specificamente riferibili al bene trasferito.
  • Un richiamo generico o implicito a una norma non è sufficiente a dimostrare che il giudice abbia effettivamente deciso una specifica domanda o questione tributaria.
  • Se il vizio processuale è accolto e non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può cassare la sentenza e decidere direttamente nel merito, anche rigettando il ricorso originario del contribuente.

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