Sentenza n. 1502/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Esiti della prova scritta e successiva graduatoria finale del concorso per 19 posti di Auditor presso la Regione Calabria, nella parte relativa alla non idoneità del candidato determinata dalla valutazione del quesito n. 10 di lingua inglese
Esito
Favorevole al ricorrente (candidato a concorso)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato gli esiti della prova scritta del concorso, composta da 40 quesiti a risposta multipla, nella quale aveva conseguito 20,75 punti, a fronte della soglia di 21 punti necessaria per accedere alla fase di valutazione dei titoli. Il motivo centrale riguardava l'erroneità e l'ambiguità del quesito n. 10 di lingua inglese: "According to the school rules, all the students ______ wear a uniform". Tra le opzioni figuravano "must" e "have to"; l'amministrazione aveva considerato corretta soltanto la prima, mentre il ricorrente aveva scelto "have to". Il ricorrente ha dedotto che anche tale risposta fosse grammaticalmente corretta e ha impugnato gli esiti della prova, gli atti della commissione relativi alla formulazione e validazione del quesito, l'esclusione dalla fase di valutazione dei titoli e, con motivi aggiunti, la graduatoria finale e il relativo decreto di approvazione. Nel corso del giudizio è stata disposta verificazione tecnica affidata a una docente ordinaria di lingua e traduzione inglese.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e i motivi aggiunti. Ha ritenuto che i quiz concorsuali debbano essere formulati in modo chiaro, completo e non ambiguo, prevedendo una sola risposta indubitabilmente esatta. La verificazione ha accertato che "must" e "have to" esprimono entrambe il concetto di obbligo e possono essere utilizzate anche nel contesto di regole scolastiche: "must" può riferirsi a un obbligo percepito internamente, mentre "have to" può indicare un obbligo derivante da una fonte esterna, senza che esista una regola grammaticale che imponga necessariamente una delle due forme. Il Collegio ha condiviso integralmente tali conclusioni, ritenendole logicamente coerenti e adeguatamente supportate dalla linguistica inglese. Ha quindi accertato l'errore del quesito e disposto l'attribuzione di +0,75 punti invece della penalità di -0,25, portando il punteggio del ricorrente da 20,75 a 21,75, oltre la soglia di sbarramento. Sono stati annullati gli atti impugnati, con obbligo dell'amministrazione di ammettere il ricorrente alla valutazione dei titoli, ove non già avvenuto; in caso di valutazione già svolta, di collocarlo in graduatoria sulla base del punteggio complessivo; e, se già collocato con riserva, di eliminare tale riserva. Le spese, liquidate in 4.000 euro oltre accessori, e il compenso del verificatore sono stati posti a carico della Commissione interministeriale RIPAM/Formez PA, quale soggetto incaricato della gestione delle fasi concorsuali.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
istanza ex art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare era stata accolta in via interinale, disponendo l'ammissione del ricorrente alla fase di valutazione dei titoli con riserva della decisione di merito.
Massime di principio
- Nelle prove concorsuali a quiz, ogni quesito deve essere formulato in modo chiaro, completo e non ambiguo e deve consentire l'individuazione di una sola risposta scientificamente e indubitabilmente corretta.
- È illegittimo il quesito a risposta multipla che imponga al candidato di scegliere tra risposte entrambe corrette secondo la disciplina scientifica di riferimento, anche quando una di esse sia soltanto ritenuta preferibile dalla commissione in ragione del contesto o dell'uso più frequente.
- La discrezionalità tecnica della commissione esaminatrice nella formulazione dei quiz è sindacabile dal giudice amministrativo quando il quesito violi i canoni della scienza di riferimento, presenti ambiguità o non consenta di individuare un'unica risposta corretta.
- Il giudice amministrativo, quale peritus peritorum, non è vincolato alle conclusioni del verificatore o del consulente tecnico e può discostarsene motivando adeguatamente le ragioni; quando invece ne condivida le conclusioni, non è tenuto a una motivazione approfondita ulteriore, purché l'elaborato tecnico sia coerente e adeguatamente fondato.
- Quando l'eliminazione dell'errore di un quesito determina il superamento della soglia di idoneità, l'annullamento degli atti concorsuali comporta l'obbligo conformativo dell'amministrazione di ammettere il candidato alla fase successiva o, se questa si è già svolta, di ricollocarlo in graduatoria sulla base del punteggio corretto, eliminando l'eventuale riserva.
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