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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9622/2024 del 06/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Milano sostenendo la violazione degli artt. 640 e 649-bis c.p.: poiché la querela per il reato di truffa era stata rimessa dalla persona offesa (Tommaso Marcantonio) e accettata dall'imputata, la nuova disciplina sulla procedibilità (riforma Cartabia, d.lgs. 10/10/2022 n.150) rende il reato di truffa procedibile d'ufficio solo se sussistono circostanze aggravanti ad effetto speciale; nel caso di specie tali condizioni non ricorrono, per cui la ricorrente chiedeva la declaratoria di estinzione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che la querela era stata rimessa e accettata e, alla luce della disciplina vigente (art. 649-bis nel testo post-riforma), il delitto di tentata truffa è estinto per remissione di querela ai sensi dell'art. 152 c.p.; di conseguenza ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al capo relativo alla tentata truffa. Ha inoltre rideterminato direttamente la pena per il residuo reato (resistenza a pubblico ufficiale, art. 337 c.p.) in mesi sei di reclusione, applicando l'art. 620 lett. I) c.p.p., e ha condannato l'imputata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    Il reato di truffa contestato è stato esaminato alla luce della procedibilità: in assenza di aggravanti speciali che rendano il reato procedibile d'ufficio, la remissione della querela determina l'estinzione del reato.

  • art. 649-bis cod. pen.

    Interpretato alla stregua della riforma Cartabia: la truffa è procedibile d'ufficio solo se sussistono circostanze aggravanti ad effetto speciale (diverse dalla recidiva); non essendovi tali circostanze nel caso concreto, la procedibilità d'ufficio non opera.

  • art. 152 cod. pen.

    Riconosciuta la causa di estinzione del reato per remissione di querela accettata dalla querelata; ciò comporta l'annullamento della condanna per quel capo di imputazione.

  • art. 129, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato come norma che consente al giudice di riconoscere la causa di estinzione del reato emersa in corso di giudizio e di disporre l'annullamento limitato della sentenza.

  • art. 620, lett. I), cod. proc. pen.

    Consentita alla Corte di Cassazione la rideterminazione diretta della pena residua per effetto di un'operazione aritmetica (senza necessità di rinvio), riducendo la pena complessiva in conseguenza dell'annullamento parziale.

  • art. 340, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla liquidazione e assegnazione delle spese processuali quando non sia stato diversamente convenuto; la condanna alle spese è stata disposta nei confronti dell'imputata.

  • art. 337 cod. pen.

    Individua il reato residuo (resistenza a pubblico ufficiale) per il quale la Corte ha rideterminato la pena in mesi sei di reclusione.

Massime di principio

  • La remissione della querela, accettata dalla querelata, determina l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 152 c.p. salvo che la norma sulla procedibilità preveda espressamente il carattere d'ufficio in presenza di specifiche aggravanti.
  • Dopo la riforma (d.lgs. 10/10/2022 n.150), il delitto di truffa può essere procedibile d'ufficio solo se ricorrono aggravanti ad effetto speciale previste dall'art. 649-bis; in assenza di tali aggravanti la remissione della querela estingue il reato.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio le parti di sentenza relative a reati estinti e, nei limiti previsti dall'art. 620 c.p.p., può rideterminare direttamente la pena residua mediante operazioni aritmetiche quando la composizione della pena è desumibile dagli atti.
  • Se la questione della procedibilità non è stata decisamente risolta dai giudici di merito, ma emerge alla luce di modifiche legislative intervenute, la Suprema Corte può riconoscere d'ufficio la causa di estinzione e adeguare la decisione in conseguenza.
  • Anche ove sia annullata la condanna per uno o più capi, il giudice può comunque confermare o rideterminare sanzioni per i reati rimanenti e disporre la condanna alle spese se non risultano accordi differenti.

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