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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47152/2022 del 13/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna inflitta dalla Corte d'appello di Bologna per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, denunciando: 1) errata qualificazione dell'elemento soggettivo (dolo eventuale) per il delitto di lesioni e confusione con categorie tipiche della colpa (prevedibilità); 2) mancanza di accertamento individualizzato dell'apporto causale nel concorso di persone nel reato, con attribuzione indistinta di responsabilità all'azione collettiva; 3) inutilizzabilità del filmato girato da un privato (Evaristo Sparvieri) e mancanza di verifica della genuinità/originale del video, posto che la prova della condotta dei ricorrenti poggiava in larga parte su quel filmato. Le difese chiedevano annullamento o riforma della sentenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi congiuntamente fondati solo in relazione al reato di lesioni: ha confermato la responsabilità dei ricorrenti per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, ritenendo adeguatamente provato, tramite videoregistrazioni e deposizioni convergenti, l'apporto materiale e morale alla spinta contro le transenne e al superamento degli sbarramenti e la sussistenza del dolo per la resistenza. Ha invece annullato la sentenza limitatamente al capo relativo alle lesioni, disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per una nuova valutazione, perché la motivazione della Corte territoriale, nella distinzione tra dolo eventuale e colpa cosciente, non ha esaminato con sufficiente approfondimento gli elementi volitivi richiesti dalle Sezioni Unite (Espenhahn) e non ha valutato compiutamente indici quali l'assenza di strumenti offensivi, la limitata percezione delle lesioni da parte dei manifestanti, la natura collettiva dell'azione e il comportamento successivo degli attori. Sulla questione dell'utilizzabilità del filmato la Cassazione ha ritenuto corretta la decisione della Corte d'appello: le riprese effettuate da privati in luogo pubblico e pubblicate sul web sono acquisibili ai sensi dell'art. 234 c.p.p. e, se confrontabili con altri filmati e con le deposizioni, possono ritenersi genuine.

Norme richiamate

  • Codice penale, artt. 110, 337, 582-585 in relazione all'art. 576

    Articolazione dei reati contestati: concorso di persone (art. 110) e contravvenzioni/delitti concernenti la resistenza a pubblico ufficiale e le lesioni, con riferimento all'evento causato durante la manifestazione.

  • Codice di procedura penale, art. 234

    Consente l'acquisizione e la utilizzazione come documenti delle videoregistrazioni effettuate da privati in luogo pubblico; la Corte ha confermato la utilizzabilità del filmato estratto dal web qualora la registrazione risulti compatibile con altri elementi probatori e non emerga manipolazione fondata.

  • Giurisprudenza: Sezioni Unite, n. 38343 del 24/04/2014 (Espenhahn)

    Principi distintivi tra dolo eventuale e colpa cosciente: per riconoscere il dolo eventuale occorre accertare che l'agente si sia chiaramente rappresentato la significativa possibilità dell'evento e, pur avendone considerato 'il prezzo', si sia determinato ad agire comunque (adesione mentale all'evento). Indici utili per la ricostruzione del processo decisionale sono espressi dalla sentenza e devono essere valutati compiutamente.

  • Giurisprudenza di merito e di legittimità richiamata (es. Sez. 2 n. 10/30.11.2016; Sez. 5 n. 21027/21.02.2020; Sez. 5 n. 31831/06.10.2020; Sez. 6 n. 18485/27.04.2012)

    Confermano la possibilità di utilizzare filmati privati come prova documentale, nonché i criteri per valutare la partecipazione e il concorso morale/materiale in condotte collettive durante manifestazioni.

Massime di principio

  • Le videoregistrazioni effettuate da privati in luogo pubblico e pubblicate sul web sono acquisibili ex art. 234 c.p.p. e possono essere utilizzate come prova se la loro genuinità è confermata dal confronto con altri elementi probatori; il mero sospetto di manipolazione, senza riscontri, non ne determina automaticamente l'inutilizzabilità.
  • In contesti di azione collettiva (manifestazioni), il concorso di persone può essere provato anche attraverso una valutazione complessiva di filmati e deposizioni convergenti: comportamenti che rafforzano o sostengono l'azione altrui (spinte, incitamenti, uso dell'asta) possono costituire apporto causale idoneo a integrare la resistenza e il relativo dolo.
  • La qualificazione tra dolo eventuale e colpa cosciente richiede un'analisi motivata e puntuale del percorso decisionale dell'agente secondo gli indici indicati dalle Sezioni Unite (lontananza dalla condotta dovuta; personalità e pregresse esperienze; durata e ripetizione; comportamento successivo; fine della condotta; probabilità dell'evento; conseguenze negative per l'agente; contesto), non potendosi limitare a considerazioni sulla prevedibilità dell'evento.
  • La presenza di elementi che attenuano la capacità prognostica degli agenti (assenza di armi/strumenti offensivi, lesioni limitate e non percepite, interruzione dell'avanzata dopo il superamento dello sbarramento) è rilevante per escludere l'adesione mentale all'evento lesivo e può giustificare una qualificazione in termini di colpa cosciente.
  • Se la motivazione della sentenza di merito è insufficiente sul profilo soggettivo (dolo) relativo a reati di lesioni in contesto collettivo, la Cassazione può annullare limitatamente a quel capo e disporre il rinvio per un nuovo esame, pur confermando altri capi di imputazione adeguatamente motivati (es. resistenza).

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