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Sentenza

Sentenza n. 1535/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601283

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: permesso di costruire in sanatoria relativo ad alcune opere abusive, unitamente agli atti presupposti e al parere tecnico favorevole

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria confinante)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato il permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune ai proprietari dell'immobile limitrofo, deducendo anzitutto la violazione del giudicato formatosi su precedenti pronunce relative all'annullamento del titolo edilizio in sanatoria e alle ordinanze di demolizione. Secondo la ricorrente, il precedente giudicato avrebbe accertato la totale abusività dell'immobile originario e la non assentibilità dell'istanza di condono o fiscalizzazione; il Comune, pertanto, avrebbe dovuto respingere nel merito la domanda dopo avere rinnovato il procedimento per eliminare i vizi formali già rilevati. È stata inoltre dedotta la mancata considerazione dell'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale per effetto dell'inottemperanza alle ordinanze di demolizione, la violazione delle prescrizioni relative alla necessità del collaudo o di un provvedimento dell'ufficio tecnico regionale, nonché la carenza di istruttoria e il travisamento della realtà quanto alla conformità dell'edificio preesistente al titolo originario. Il giudizio si è svolto senza costituzione del Comune e dei controinteressati. Il TAR, richiamando anche l'ordinanza cautelare del Consiglio di Stato, ha ritenuto decisivo che la sanatoria fosse stata concessa senza un'effettiva verifica dell'aumento di volumetria dell'immobile.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso manifestamente fondato e lo ha definito con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. È stato accertato che il Comune non aveva adeguatamente verificato l'aumento di volumetria rispetto ai titoli edilizi richiamati nel procedimento, limitandosi a considerare la situazione apparente risultante da un sopralluogo. Tale aumento di volumetria era invece un elemento necessario per valutare la sanabilità dell'immobile. L'omessa verifica ha determinato l'illegittimità del permesso di costruire in sanatoria, che è stato annullato. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda e della mancata costituzione dell'amministrazione e dei controinteressati.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Il giudizio può essere definito con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio fissata per la trattazione della domanda cautelare, previo avviso alle parti.

    La disposizione ha consentito al TAR di definire immediatamente il giudizio, ritenendo il ricorso manifestamente fondato e avendo previamente avvisato le parti della possibile definizione con sentenza breve.

  • art. 38 d.P.R. 380/2001

    illegittimità dell'ordinanza di demolizione emessa prima della definizione dell'istanza di fiscalizzazione

    Nel quadro delle precedenti pronunce richiamate, la definizione dell'istanza di fiscalizzazione doveva precedere l'adozione dell'ordinanza di demolizione.

  • art. 31 l.r. Campania 38/2017

    ha prorogato al 31.12.2018 i termini per la definizione delle istanze di condono edilizio

    La norma è richiamata nel contesto delle precedenti decisioni relative alla necessità di definire l'istanza di parte prima dell'adozione delle misure demolitorie.

Massime di principio

  • Il rilascio di un permesso di costruire in sanatoria richiede una verifica effettiva e non meramente apparente della consistenza dell'immobile e, in particolare, dell'eventuale aumento di volumetria rispetto ai titoli edilizi rilevanti.
  • L'amministrazione non può fondare la sanatoria sulla sola situazione apparente risultante da un sopralluogo quando dagli atti del procedimento emergano elementi idonei a mettere in dubbio la conformità dell'immobile ai titoli edilizi preesistenti.
  • L'omessa valutazione dell'aumento di volumetria, elemento rilevante ai fini della sanabilità dell'opera, integra un difetto di istruttoria e rende illegittimo il titolo edilizio in sanatoria.
  • La definizione dell'istanza di fiscalizzazione o di altro procedimento edilizio preliminare, quando imposta dal giudicato o da precedenti pronunce giurisdizionali, costituisce un passaggio che l'amministrazione deve rispettare prima di adottare gli atti consequenziali.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioQualificazione degli interventiMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaEccesso di potereEffetto conformativo e riedizione del potere

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