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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18791/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva riformato la pronuncia del Tribunale di Foggia confermando la condanna per furto di energia elettrica (allaccio abusivo dal contatore condominiale al box del ricorrente). La corte territoriale aveva escluso la circostanza aggravante della violenza sulle cose, ritenuto invece sussistente l'uso di un mezzo fraudolento e aveva valutato le circostanze attenuanti generiche in sede di bilanciamento, infliggendo la pena di 6 mesi di reclusione e 200 euro di multa. Con il ricorso per cassazione Piacquadio denunciava: nullità per omessa motivazione sulle circostanze attenuanti (artt. 62-bis, 132, 133 c.p.), vizio di motivazione circa l'attribuzione esclusiva della proprietà del box, violazione dell'art. 521 c.p.p. per ritenuta aggravante non contestata in fatto (uso di mezzo fraudolento), e che la condotta andava inquadrata non come furto ma come appropriazione indebita ai sensi dell'art. 646 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili e/o generici i primi due motivi (omessa/contraddittoria motivazione e censure di merito generiche). Sul punto dell'aggravante per uso di mezzo fraudolento ha confermato l'orientamento consolidato secondo cui l'allacciamento abusivo mediante filo/cavo volante integra il mezzo fraudolento previsto dall'art. 625, comma 1, n. 2 c.p.; non è stata ravvisata violazione dell'art. 521 c.p.p. in quanto il nucleo essenziale del fatto contestato è rimasto identico e la difesa non ha dimostrato pregiudizio concreto. Sull'ultimo motivo la Corte ha condiviso il recente indirizzo secondo cui l'impossessarsi di energia elettrica mediante allaccio abusivo a valle del contatore condominiale integra il delitto di furto (art. 624 c.p.) e non l'appropriazione indebita (art. 646 c.p.). Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Codice Penale - art. 624, co. 1 e 2

    Rilevata l'applicabilità della fattispecie di furto all'impossessamento di energia elettrica tramite allaccio abusivo; la condotta è stata qualificata come furto.

  • Codice Penale - art. 625, co. 1, n. 2

    L'allacciamento abusivo mediante filo/cavo che consente la sottrazione di energia è qualificato come "uso di un mezzo fraudolento", integrando la circostanza aggravante richiamata.

  • Codice Penale - art. 625, co. 1, n. 7-bis

    La circostanza aggravante era contestata in fatto ma non è stata considerata dal primo giudice; la corte ne ha osservato l'irritualità rispetto alle contestazioni effettive.

  • Codice Penale - art. 646

    La Corte ha escluso l'applicabilità dell'appropriazione indebita (art. 646) alla fattispecie: l'impossessamento di energia tramite allaccio abusivo a valle del contatore comune integra invece il delitto di furto.

  • Codice di Procedura Penale - art. 521

    Principio di correlazione fra accusa e sentenza: la modifica della qualificazione giuridica della fattispecie non viola l'art. 521 quando il nucleo essenziale del fatto è rimasto identico e la difesa non ha subito pregiudizio concreto.

  • Codice Penale - artt. 62-bis, 132, 133

    Riguardano la valutazione delle circostanze attenuanti e la determinazione della pena; la Corte territoriale ha ritenuto e applicato le attenuanti generiche nel giudizio di bilanciamento in equivalenza con l'unica aggravante ritenuta sussistente.

  • Codice di Procedura Penale - art. 616

    Norma sulla liquidazione delle spese di giustizia; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • D.I. 28 ottobre 2020, n. 137 - art. 23, co. 8 e D.L. 30 dicembre 2021, n. 228 (conv. L. 25/02/2022, n. 15)

    Riferimenti procedurali relativi alla possibilità di trattazione orale dei ricorsi in udienza pubblica solo se specificamente richiesta; la memoria depositata è stata considerata ai fini della trattazione.

Massime di principio

  • L'allacciamento abusivo alla rete elettrica mediante filo/cavo (cavo volante) è considerato mezzo fraudolento ai sensi dell'art. 625, co.1, n.2 c.p. e costituisce aggravante nel reato di furto di energia elettrica.
  • L'impossessarsi di energia elettrica prelevata da contatore condominiale mediante allaccio abusivo integra il reato di furto (art. 624 c.p.) e non l'appropriazione indebita (art. 646 c.p.), secondo l'orientamento più recente della giurisprudenza di legittimità.
  • Non si configura violazione dell'art. 521 c.p.p. quando la qualificazione giuridica cambia ma il nucleo essenziale del fatto contestato rimane immutato e la difesa non prova un danno effettivo alla possibilità di difendersi.
  • In sede di cassazione sono inammissibili motivi generici o che reiterano censure di merito già rifiutate senza fornire argomentazione specifica e confrontarsi con la motivazione della corte di merito.
  • Se la corte d'appello riconosce e applica le circostanze attenuanti in un giudizio di equivalenza con una circostanza aggravante, il riconoscimento può rendere priva di interesse una censura del ricorrente su presunta omessa concessione delle attenuanti.
  • Nelle fasi processuali prossime alla prescrizione l'interesse pubblico alla rapida definizione del procedimento può prevalere sulle richieste difensive di differimento udienza; il difensore deve motivare tempestivamente conflitti inevitabili.

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