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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18373/2026 del 21/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il giudice ha dichiarato il ricorso inammissibile de plano per tardività ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.; ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma, ritenuta equa, di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso proposto da Giuseppe Arnone è stato depositato a mezzo PEC il 13/03/2026, oltre il termine perentorio di 45 giorni previsto dall'art. 585 cod. proc. pen. (termine scaduto il 12/03/2026); per tale tardività è stata invocata l'inammissibilità de plano ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 585 cod. proc. pen.

    stabilisce il termine di 45 giorni per proporre il ricorso contro la sentenza; il rispetto di tale termine è valutato come requisito di ammissibilità del ricorso

  • art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    prevede la declaratoria di inammissibilità de plano per i ricorsi tardivi; comporta la condanna del ricorrente alle spese e può prevedere il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • Il termine di 45 giorni previsto dall'art. 585 c.p.p. è perentorio: il deposito oltre la scadenza rende il ricorso inammissibile de plano salvo che non sussistano specifici presupposti per rimediare alla tardività
  • La data e l'ora del deposito via PEC sono decisive: conservare e produrre le ricevute pec e ogni attestazione temporale è essenziale per dimostrare la tempestività
  • In caso di tardività dovuta a impedimenti non imputabili al ricorrente, valutare immediatamente rimedi straordinari (ad es. istanza di restituzione in integrum) che tuttavia richiedono presupposti rigorosi e prova dell'impedimento
  • La declaratoria di inammissibilità comporta normalmente la condanna alle spese processuali e può comportare l'obbligo di versare una somma alla Cassa delle Ammende; pertanto il rischio economico del deposito tardivo è concreto
  • Se insorgono dubbi sul termine o sulle modalità di deposito, agire tempestivamente e consultare un difensore: anticipare il deposito evita il rischio di decadenza perentoria

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