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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00859/2025 del 09/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari che lo aveva ritenuto responsabile del reato di ricettazione. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità, ma la doglianza mirava sostanzialmente a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio e una diversa ricostruzione dei fatti, non consentite in sede di legittimità. Con il secondo motivo ha lamentato violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento di una pena sostitutiva ex art. 20-bis c.p., ma senza sviluppare censure specifiche idonee a superare i requisiti di ammissibilità; la Corte ha comunque ritenuto la decisione di merito sorretta da un giudizio prognostico sfavorevole sulla futura non reiterazione di reati, fondato su elementi soggettivi della personalità dell'imputato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il primo motivo tendesse a una inammissibile rivalutazione del fatto e della prova, attività riservata al giudice di merito, e che il secondo motivo fosse privo di specificità e, in ogni caso, manifestamente infondato, poiché il diniego della pena sostitutiva era sorretto da una motivazione logica e non illogica, basata su un giudizio prognostico negativo sulla non reiterazione dei reati. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    i motivi formalmente ricondotti alla violazione di legge non possono mascherare una richiesta di rivalutazione del materiale probatorio e dei fatti, attività preclusa in cassazione

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    il vizio di motivazione non consente alla Corte di cassazione una nuova lettura degli elementi di fatto o un diverso giudizio di attendibilità delle prove

  • art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p.

    il ricorso deve essere specifico, pena l'inammissibilità

  • art. 591, comma 1, lett. c) c.p.p.

    la mancanza di specificità dei motivi comporta l'inammissibilità del ricorso

  • art. 20-bis c.p.

    la pena sostitutiva può essere negata sulla base di un giudizio prognostico sfavorevole, fondato su elementi della personalità e sulla valutazione dell'incidenza del fatto sulla capacità a delinquere

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito proporre censure che, pur formalmente dedotte come violazione di legge o vizio di motivazione, mirino in realtà a una nuova valutazione delle prove o a una diversa ricostruzione del fatto.
  • La Corte di cassazione non può sovrapporre il proprio apprezzamento a quello del giudice di merito né confrontare la motivazione impugnata con modelli alternativi di ragionamento per sostituirsi alla valutazione di merito.
  • Il motivo di ricorso deve essere specifico: censure generiche o meramente assertive, soprattutto se dirette contro il diniego di un beneficio, sono inammissibili.
  • Il diniego di una pena sostitutiva è legittimo quando il giudice di merito effettui una prognosi sfavorevole sulla futura commissione di reati e motivi tale giudizio con elementi concreti attinenti alla personalità dell'imputato e all'incidenza del fatto sulla sua capacità a delinquere.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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