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Cassazione Civile, Ordinanza n. 38367/2021 del 03/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (debitore)

La controversia

Un soggetto aveva proposto opposizione avverso un'intimazione di pagamento emessa dall'agente della riscossione per crediti derivanti da sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada. Il giudizio era stato dapprima dichiarato incompetente per valore dal giudice di pace e poi riassunto davanti al tribunale. Il tribunale, ritenendo che la controversia rientrasse nella competenza per materia del giudice di pace, ha sollevato d'ufficio conflitto negativo di competenza ex art. 45 c.p.c. Tuttavia, l'ordinanza di rimessione non precisava in modo adeguato la natura dell'opposizione, se diretta contro i verbali di accertamento, le ordinanze-ingiunzioni oppure contro l'intimazione di pagamento come opposizione all'esecuzione o agli atti esecutivi, né indicava l'importo delle singole sanzioni. La Corte ha quindi esaminato se l'atto di rimessione fosse sufficientemente motivato e completo per investire validamente la Cassazione della questione di competenza.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza d'ufficio sollevato dal Tribunale di Roma. Ha rilevato che l'ordinanza di rimessione era carente nella motivazione e nell'esposizione dei fatti processuali indispensabili, perché non consentiva di comprendere le concrete ragioni del conflitto né di verificare se la competenza spettasse al giudice di pace o al tribunale. Non vi è stata pronuncia sulle spese, perché il conflitto era stato sollevato d'ufficio e nessuna parte aveva svolto difese.

Norme richiamate

  • art. 45 c.p.c.

    Il conflitto negativo di competenza d'ufficio presuppone che il giudice della riassunzione indichi le ragioni del proprio dissenso rispetto alla declinatoria del primo giudice.

  • art. 47, comma 4, c.p.c.

    L'istanza di regolamento di competenza d'ufficio deve essere proposta con ordinanza, la cui struttura è soggetta ai requisiti di contenuto desumibili dalle norme generali sull'ordinanza.

  • art. 134 c.p.c.

    L'ordinanza deve essere motivata; se la motivazione e l'esposizione dei fatti sono insufficienti rispetto allo scopo dell'atto, l'istanza è inidonea.

  • art. 366 c.p.c.

    La Corte richiama in via analogica i requisiti di contenuto del ricorso per cassazione per affermare che la mancanza degli elementi essenziali comporta inammissibilità.

  • art. 162, comma 1, c.p.c.

    Non è consentita la rinnovazione dell'istanza di regolamento di competenza per sanare i difetti di contenuto ritenuti essenziali.

  • art. 22-bis l. 24 novembre 1981, n. 689

    È richiamato dal tribunale come base della competenza per materia del giudice di pace nelle opposizioni relative a sanzioni amministrative, ma la Corte osserva che il richiamo non basta senza la corretta qualificazione della fattispecie concreta.

  • art. 205, comma 3, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    È indicato dal tribunale, ma la Corte segnala che la disposizione risulta abrogata.

  • art. 6 d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150

    Regola la competenza nelle opposizioni alle ordinanze-ingiunzioni amministrative, con competenza per materia del giudice di pace ma con limite di valore per le singole sanzioni.

  • art. 7 d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150

    Regola le opposizioni ai verbali di accertamento di infrazioni al codice della strada, attribuendo la competenza per materia al giudice di pace senza limiti di valore.

  • art. 615 c.p.c.

    La Corte lo richiama per distinguere l'opposizione all'esecuzione dall'opposizione a verbali o ordinanze-ingiunzioni; la qualificazione incide sulla competenza.

  • art. 617 c.p.c.

    La Corte lo richiama per distinguere l'opposizione agli atti esecutivi, che è attratta alla competenza del tribunale.

  • art. 480 c.p.c.

    È richiamato per il diverso criterio territoriale applicabile all'opposizione all'esecuzione rispetto alle opposizioni amministrative.

  • art. 380-ter c.p.c.

    È la norma del rito camerale utilizzato per la trattazione del regolamento di competenza.

Massime di principio

  • Il regolamento di competenza d'ufficio deve contenere una motivazione effettiva e un'esposizione sufficiente del fatto processuale, tali da consentire alla Corte di comprendere le concrete ragioni del conflitto e di verificare la corretta qualificazione della domanda.
  • Quando la competenza dipende dalla qualificazione dell'azione proposta, il giudice rimettente deve chiarire se l'impugnazione investa verbali di accertamento, ordinanze-ingiunzioni, opposizione all'esecuzione o opposizione agli atti esecutivi, poiché ciascuna figura comporta un diverso criterio di competenza.
  • Il richiamo astratto a norme sulla competenza del giudice di pace non è sufficiente se non è specificato l'oggetto concreto della contestazione e, quando rilevante, l'importo delle singole sanzioni.
  • La mancanza dei requisiti essenziali dell'ordinanza di rimessione può determinare inammissibilità del regolamento di competenza, senza possibilità di rinnovazione dell'istanza.
  • Nelle controversie relative a sanzioni del codice della strada, la competenza varia in base al tipo di atto impugnato: verbali di accertamento, ordinanze-ingiunzioni e atti dell'esecuzione non sono processualmente sovrapponibili.

Come è indicizzato

MaterieCompetenza
RamiProcesso civile
IstitutiLitisconsorzio necessarioOnere della prova

Testo integrale

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