Ordinanza n. 10951/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del provvedimento n. -OMISSIS- emesso dal Ministero dell’Interno il 6 maggio 2024 e notificato il 2 agosto 2024, con il quale è stata negata la domanda di cittadinanza italiana
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della cittadinanza italiana fondato su pregiudizi di carattere penale riferiti a familiari della richiedente
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale che ha negato la domanda di cittadinanza italiana. Il diniego risulta fondato sull'esistenza di pregiudizi penali a carico di familiari, in particolare del coniuge convivente. La ricorrente ha contestato la genericità degli addebiti, evidenziando la mancanza di informazioni sulle circostanze concrete delle condotte contestate, sugli eventuali esiti e sviluppi processuali e deducendo altresì l'acquisizione dello status di cittadino italiano da parte dei figli. Il testo non specifica ulteriori motivi di ricorso.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito della controversia. Ha disposto incombenti istruttori, ritenendo necessario acquisire dal Ministero dell'Interno chiarimenti sui fatti e sulle deduzioni posti a fondamento del ricorso, nonché sui motivi ostativi sottesi al diniego, con particolare riguardo alla genericità dei pregiudizi penali riferiti al coniuge convivente e alla posizione dei figli della ricorrente. Il Ministero dovrà adempiere entro centoventi giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza. L'udienza pubblica di discussione del merito è stata fissata al 16 dicembre 2026. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
Norme richiamate
artt. 65, 66 e 67 c.p.a.
Richiamati quali norme sulla facoltà del giudice amministrativo di disporre acquisizioni istruttorie e chiarimenti ai fini della decisione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità per tutelare i diritti o la dignità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei dati personali della parte.
Massime di principio
- Quando un diniego di cittadinanza si fonda su pregiudizi penali riferiti a familiari del richiedente, l'amministrazione deve fornire una rappresentazione sufficientemente concreta dei fatti, delle condotte contestate e degli eventuali esiti o sviluppi processuali, non essendo sufficienti addebiti generici.
- Nel giudizio contro un diniego di cittadinanza, qualora la motivazione dell'atto e le allegazioni delle parti non consentano di ricostruire compiutamente i motivi ostativi e i fatti rilevanti, il giudice amministrativo può disporre chiarimenti e acquisizioni istruttorie prima di decidere il merito.
Come è indicizzato
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