Ordinanza n. 333/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto della Questura di Padova recante divieto di reingresso nel Comune di Padova
Esito
Favorevole al ricorrente (destinatario del divieto)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il decreto del 23 gennaio 2026 con cui la Questura di Padova gli ha vietato il reingresso nel Comune di Padova. In sede cautelare è emerso che, alla data di adozione del provvedimento, il ricorrente lavorava per una società con sede di lavoro nel Comune di Padova. Il TAR ha ritenuto che tale circostanza avrebbe dovuto essere adeguatamente considerata dalla Questura nella valutazione della posizione dell'interessato. Il provvedimento richiama inoltre una grave condotta del 20 dicembre 2025 e numerosi precedenti per atti di violenza, elementi valorizzati dall'Amministrazione ai fini della valutazione di pericolosità.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare esclusivamente ai fini del riesame della posizione del ricorrente, ordinando alla Questura di rivalutare il provvedimento tenendo conto della circostanza lavorativa, entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. Non è stata invece sospesa l'efficacia del divieto nelle more del riesame, poiché il bilanciamento degli interessi è stato ritenuto prevalente a favore dell'interesse pubblico alla sicurezza, in considerazione della valutazione di pericolosità collegata alla grave condotta del 20 dicembre 2025 e ai numerosi precedenti violenti. È stata fissata una camera di consiglio per il 23 settembre 2026, ai sensi dell'art. 72-bis c.p.a., per verificare la permanenza dell'interesse alla decisione del ricorso. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato
La tutela cautelare è stata esercitata disponendo un riesame della posizione, senza sospendere nelle more l'efficacia dell'atto impugnato.
art. 72-bis c.p.a.
ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse alla decisione del ricorso
È stata fissata una successiva camera di consiglio per verificare se permanga l'interesse alla decisione del ricorso.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
La disposizione è stata richiamata quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata
La disposizione è stata richiamata, unitamente alla normativa nazionale, a fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi della parte.
Massime di principio
- Nel valutare la legittimità di un divieto di reingresso in un territorio comunale, l'amministrazione deve considerare anche l'eventuale attività lavorativa dell'interessato svolta nel territorio colpito dal divieto, poiché tale circostanza incide concretamente sulla posizione individuale e sugli interessi coinvolti.
- Quando l'atto impugnato presenta un possibile deficit di ponderazione di una circostanza rilevante, il giudice amministrativo può accogliere la tutela cautelare ai soli fini del riesame, ordinando all'amministrazione una nuova valutazione entro un termine, senza necessariamente sospendere l'efficacia dell'atto.
- Nel bilanciamento cautelare, l'esigenza di sicurezza pubblica può giustificare il mantenimento provvisorio dell'efficacia di un divieto di reingresso, qualora la valutazione di pericolosità sia collegata a una grave condotta recente e a numerosi precedenti per atti di violenza.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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