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Sentenza

Sentenza n. 553/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza DEL GIUDICATO formatosi sulla sentenza n. 629/2024 del Tribunale di Teramo, Sezione Lavoro, pubblicata in data 05.11.2024 inerente Bonus elettronica Carta del Docente.

Giustizia amministrativa202500493

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Teramo, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto della docente alla Carta del Docente per due annualità, per complessivi 1.000 euro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 112, comma 2, lettera c), c.p.a., per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, recante l'accertamento del suo diritto, in relazione a contratti a tempo determinato, al beneficio economico annuo di 500 euro previsto per la formazione e l'aggiornamento del personale docente e la condanna del Ministero all'attribuzione di un buono elettronico complessivo di 1.000 euro, oltre alle spese di lite. La sentenza non era stata impugnata, risultava munita della certificazione del passaggio in giudicato ed era stata notificata al Ministero ai fini dell'esecuzione. La ricorrente ha inoltre dedotto il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni. Non risultando l'avvenuto adempimento, ha chiesto la condanna del Ministero all'esecuzione integrale del giudicato e la nomina di un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo integrati i presupposti dell'azione di ottemperanza: la sentenza del giudice ordinario era passata in giudicato, l'azione era tempestiva, era decorso il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo e il Ministero non aveva fornito prova dell'adempimento. Ha quindi dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esatta e integrale esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, con deposito della prova dell'adempimento secondo le regole del processo amministrativo telematico. È stato nominato sin d'ora commissario ad acta il responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega. In caso di inerzia, il commissario dovrà provvedere entro ulteriori 60 giorni agli atti necessari, inclusi allocazione in bilancio, impegno, liquidazione, ordinazione e pagamento della spesa. L'esaurimento dei fondi o l'indisponibilità di cassa non costituiscono impedimento legittimo all'esecuzione del giudicato. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    L'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione [...] delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi, per quanto riguarda il caso deciso, al giudicato.

    La disposizione consente di agire davanti al giudice amministrativo per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando l'obbligo di conformazione grava su una pubblica amministrazione.

  • art. 114, comma 1, c.p.a.

    Il TAR ha ritenuto rispettato il termine previsto per la proposizione dell'azione di ottemperanza.

  • art. 87, comma 2, lett. d), e comma 3, c.p.a.

    Il TAR ha ritenuto rispettato il termine processuale applicabile al rito camerale dell'ottemperanza.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente di procedere all'esecuzione forzata nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 115 c.p.a.

    La notificazione del titolo esecutivo all'amministrazione rileva ai fini dell'esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 1 l. n. 107/2015

    Costituisce la base normativa del beneficio economico della Carta del Docente, riconosciuto dal giudicato anche in favore della docente interessata in relazione alle annualità indicate nella sentenza del giudice ordinario.

  • art. 6 d.m. 17 gennaio 2025, n. 6

    Individua la struttura dirigenziale del Ministero presso la quale opera il soggetto nominato commissario ad acta.

Massime di principio

  • L'azione di ottemperanza è esperibile davanti al giudice amministrativo per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando essa impone a una pubblica amministrazione un obbligo di conformazione relativo al caso deciso.
  • Accertati il passaggio in giudicato del titolo, la sua notificazione all'amministrazione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni, la mancata prova dell'adempimento giustifica l'ordine giudiziale di esecuzione integrale del giudicato.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare un termine per l'adempimento e nominare contestualmente un commissario ad acta, destinato a operare in caso di persistente inerzia dell'amministrazione.
  • L'esaurimento degli stanziamenti di bilancio o l'indisponibilità di cassa non costituiscono, di per sé, un impedimento legittimo all'esecuzione di un giudicato recante un obbligo pecuniario a carico della pubblica amministrazione; il commissario deve adottare le iniziative necessarie per rendere possibile il pagamento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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