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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24537/2024 del 20/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Premuda impugnava l'ordinanza del 6/7/2023 con cui il giudice dell'esecuzione aveva rigettato la richiesta di applicazione, in sede esecutiva, della disciplina della continuazione (art. 671 c.p.p.) tra più sentenze definitive e decreti penali a suo carico riguardanti reati di associazione e di produzione/traffico/detenzione di stupefacenti (artt. 73 e 74 T.U. stupefacenti). Il ricorrente sostiene che le diverse realtà associative erano connesse e che egli fungeva da collegamento tra i nuclei familiari e i fornitori, nonché che i singoli episodi di detenzione/traffico rientravano in un unico disegno criminoso emerso dalle indagini. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione non avesse svolto una valutazione approfondita e motivata degli indici esteriori (contiguità spazio-temporale, omogeneità delle violazioni, modalità, causali, sistematicità) necessari per accertare l'unitarietà progettuale richiesta dall'art. 81 c.p., limitandosi a conclusioni generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato, e ha annullato l'ordinanza impugnata per carenza e incongruità della motivazione. Ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Palermo in diversa composizione per un nuovo esame della richiesta di applicazione della continuazione in sede esecutiva, richiamando i criteri giurisprudenziali e costituzionali applicabili (tra cui la necessità di una valutazione puntuale degli indici esteriori che attestano l'unitarietà del disegno criminoso).

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Consente al giudice dell'esecuzione di applicare in executivis la continuazione tra più sentenze o decreti penali irrevocabili nei confronti della stessa persona e di rideterminare le pene secondo i criteri ivi previsti; richiede valutazione degli indici esteriori che attestino un disegno criminoso unitario.

  • art. 81 cod. pen. (secondo comma)

    Definisce la continuazione come la commissione di più reati tramite una plurima esecuzione di un disegno criminoso unitario; il suo riconoscimento richiede prova della unità progettuale dei fatti.

  • art. 73 T.U. stupefacenti

    Norma sostanziale che punisce produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti; nella motivazione è stata considerata unitariamente rispetto ad altre condotte simili per valutare omogeneità del bene protetto ai fini della continuazione.

  • art. 74 T.U. stupefacenti

    Norma sostanziale che punisce l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; rilevante per verificare il nesso tra diverse associazioni e la possibilità di riconoscere un disegno unitario.

  • Sentenza Corte Cost. n. 183 del 03/07/2013

    Stabilisce il principio secondo cui, in caso di annullamento di ordinanze in materia di applicazione della continuazione in sede esecutiva, il giudice di rinvio deve essere di diversa composizione, ordinando pertanto la diversa composizione del giudice del rinvio nella presente vicenda.

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 4, n. 16066 del 17/12/2008; Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010)

    Richiama i criteri giurisprudenziali per il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva: occorrono indici esteriori significativi (distanza cronologica, modalità, tipologia dei reati, bene tutelato, omogeneità delle violazioni, causalità, contiguità spazio-temporale, sistematicità e programmabilità dei reati) e una motivazione puntuale che li valuti nel loro insieme.

Massime di principio

  • La continuazione può essere riconosciuta anche in sede esecutiva (art. 671 c.p.p.) ma richiede una valutazione concreta e motivata degli indici esteriori che attestino l'unità progettuale dei reati.
  • Non è sufficiente richiamare genericamente i requisiti della continuazione: il giudice dell'esecuzione deve analizzare caso per caso la contiguità spazio-temporale, l'omogeneità delle condotte e del bene tutelato, le modalità, le causali e la sistematicità degli episodi.
  • La prova della unitarietà è ricavabile da elementi esterni (indici obiettivi) e non dalla pura inferenza psicologica; più indici convergenti rafforzano la possibilità di riconoscere la continuazione.
  • Se la motivazione è carente o incongrua, la decisione può essere annullata e gli atti rinviati a diversa composizione del giudice (principio richiamato dalla Corte costituzionale), con nuovo esame della richiesta.
  • In ipotesi di reati dello stesso settore (es. più delitti relativi agli stupefacenti e associazioni connesse), la valutazione della omogeneità del bene protetto e della contiguità operativa è centrale per decidere l'applicabilità della continuazione.

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