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Sentenza

Sentenza n. 1775/2026 - Palermo, Sezione 5

Giustizia amministrativa202401574

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: parere negativo della Soprintendenza di Agrigento sul progetto agrivoltaico e precedente preavviso di conclusione negativa del procedimento paesaggistico

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (assessorati regionali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il parere negativo del 4 settembre 2024 e il preavviso di conclusione negativa del 18 giugno 2024, relativi alla valutazione paesaggistica di un impianto agrivoltaico. Ha dedotto la tardività del parere nell’ambito del procedimento di VIA, l’illegittimo svolgimento autonomo del subprocedimento paesaggistico al di fuori della Conferenza di servizi, la violazione del contraddittorio per il mancato esame delle osservazioni presentate, nonché il difetto di istruttoria e motivazione sulla compatibilità paesaggistica e ambientale dell’intervento. La Regione ha chiesto il rigetto, sostenendo che il superamento dei termini rilevasse solo ai fini del silenzio-inadempimento, che la valutazione paesaggistica fosse autonoma rispetto alla VIA e che il parere fosse adeguatamente motivato in ragione della sensibilità paesaggistica dell’area, dell’incidenza sulle visuali panoramiche, sulle aree vincolate, sui beni rurali storici e sul contesto delle Maccalube di Aragona. Il Collegio ha rilevato d’ufficio la possibile carenza di interesse, poiché gli atti impugnati erano pareri endoprocedimentali non vincolanti e il procedimento di VIA non era ancora concluso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure sulla tardività, sul contraddittorio, sulla Conferenza di servizi e sui difetti di istruttoria e motivazione. Il Collegio ha ritenuto che i pareri della Soprintendenza resi nell’ambito della VIA regionale costituiscano apporti istruttori non vincolanti, che confluiscono nella valutazione dell’autorità procedente senza predeterminarne l’esito. In quanto privi di autonoma lesività, non sono immediatamente impugnabili: la loro eventuale illegittimità deve essere fatta valere insieme al provvedimento conclusivo della VIA. L’immediata impugnabilità è stata ricondotta, in via generale, agli atti vincolanti o agli atti endoprocedimentali che arrestino il procedimento o ne determinino irreversibilmente l’esito; tale situazione non ricorreva nel caso concreto, anche perché il procedimento di VIA era ancora pendente. Le spese sono state integralmente compensate per il contrasto giurisprudenziale esistente sulla questione.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    preavviso di conclusione negativa del procedimento

    La norma è richiamata quale base del preavviso di rigetto impugnato; il giudice non ne esamina nel merito la violazione.

  • artt. 23 e 24 d.lgs. 152/2006

    fase consultiva del procedimento di valutazione di impatto ambientale

    Le amministrazioni coinvolte, inclusa la Soprintendenza, rendono pareri e osservazioni che confluiscono nell’istruttoria, senza vincolare l’autorità competente alla decisione finale.

  • art. 25 d.lgs. 152/2006

    La censura di tardività del parere non è stata esaminata; la Regione sosteneva che la violazione dei termini rilevasse esclusivamente ai fini del silenzio-inadempimento.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    autorizzazione paesaggistica

    La Regione lo ha richiamato per sostenere l’autonomia e la specialità della valutazione paesaggistica; il giudice non ha deciso nel merito tale questione.

  • art. 34 c.p.a.

    preclusione per il giudice di sostituirsi all’amministrazione nell’esercizio di poteri non ancora espressi nella loro forma conclusiva

    La disposizione è utilizzata come argomento sistematico contro l’impugnazione anticipata di segmenti non definitivi dell’azione amministrativa.

  • art. 211 d.lgs. 50/2016

    distinzione tra pareri vincolanti e non vincolanti dell’ANAC

    La disposizione è richiamata quale conferma del criterio secondo cui la vincolatività dell’atto, e non la sua forma, determina l’immediata impugnabilità.

Massime di principio

  • I pareri non vincolanti resi dalla Soprintendenza nell’ambito di un procedimento regionale di VIA sono atti endoprocedimentali privi di autonoma lesività e non sono immediatamente impugnabili; la loro eventuale illegittimità deve essere dedotta insieme al provvedimento conclusivo della VIA.
  • L’immediata impugnabilità di un atto endoprocedimentale richiede, in via generale, che esso sia immediatamente lesivo perché vincolante, oppure che arresti il procedimento o ne determini in modo irreversibile l’esito; non è sufficiente la mera probabilità che l’amministrazione procedente recepisca il contenuto dell’atto.
  • La qualificazione di un parere come sostanzialmente decisorio non può dipendere da valutazioni prognostiche sulla maggiore o minore probabilità del suo recepimento, dovendo l’individuazione degli atti impugnabili fondarsi su criteri oggettivi, quali la natura vincolante dell’atto.
  • Quando il procedimento amministrativo non è ancora concluso, l’impugnazione autonoma di un parere non vincolante è inammissibile per carenza di interesse, poiché la lesione della posizione del privato si concretizza, di regola, solo con il provvedimento finale.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaVIA, VAS e verifica di assoggettabilitàLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiBeni culturali e paesaggioAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardivitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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