Sentenza n. 6678/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Lazio che aveva accolto il ricorso contro il silenzio-inadempimento del Ministero sull’istanza di riconoscimento di un titolo di studio conseguito in Spagna
Esito
Favorevole al ricorrente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente in primo grado aveva impugnato il silenzio-inadempimento serbato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sull’istanza del 5 marzo 2024, diretta al riconoscimento di un titolo conseguito presso un’università spagnola. Il TAR aveva accertato l’inadempimento dell’Amministrazione, ordinandole di provvedere espressamente e prevedendo la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia, oltre alla condanna del Ministero alle spese. Il Ministero ha appellato la sentenza deducendo che, prima dell’udienza di decisione e comunque nelle more del giudizio, aveva adottato un provvedimento espresso di rigetto dell’istanza, comunicato alla richiedente. Ha quindi contestato la persistenza dei presupposti per la pronuncia sul silenzio e la condanna alle spese.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e riformato la sentenza di primo grado. Ha rilevato che il giudizio sul silenzio-inadempimento ha per oggetto l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia e che la condanna dell’Amministrazione a provvedere presuppone che l’inerzia perduri al momento della decisione. Poiché il Ministero aveva adottato un provvedimento espresso di rigetto prima della decisione del TAR, era venuto meno l’interesse alla pronuncia sul silenzio. Trattandosi di una condizione dell’azione che deve permanere fino alla decisione, il ricorso di primo grado avrebbe dovuto essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., e non accolto con ordine di provvedere e nomina del commissario ad acta. Le spese del giudizio di primo grado sono state compensate; nulla è stato disposto sulle spese d’appello, non essendosi costituita la parte appellata.
Norme richiamate
artt. 117 e 31 c.p.a.
il giudizio sul silenzio-inadempimento [...] ha per oggetto l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia serbata dall’Amministrazione sull’istanza che le è stata presentata e sulla quale è chiamata a provvedere
La tutela contro il silenzio presuppone la perdurante inerzia dell’Amministrazione e l’interesse attuale del privato a ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio e l’ordine di provvedere.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
il ricorso di primo grado deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse
L’adozione, nelle more del giudizio, di un provvedimento espresso in risposta all’istanza determina la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso contro il silenzio.
Massime di principio
- Nel giudizio contro il silenzio-inadempimento, l’interesse alla decisione e la condizione dell’azione devono permanere fino al momento della pronuncia giudiziale, poiché la tutela è diretta ad accertare l’illegittimità dell’inerzia ancora sussistente e a ottenere l’ordine di provvedere.
- L’adozione di un provvedimento espresso in risposta all’istanza, intervenuta prima della proposizione del ricorso, esclude originariamente l’interesse ad agire contro il silenzio; se interviene nelle more del giudizio, determina la sopravvenuta carenza di interesse e l’improcedibilità del ricorso.
- Quando l’Amministrazione adotta un provvedimento espresso nelle more del giudizio sul silenzio, il giudice non può confermare l’ordine di provvedere né disporre la nomina di un commissario ad acta, dovendo dichiarare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
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