Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 4097/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Sezione Settima, 12 luglio 2023, n. 4196, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202401409

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Parere negativo vincolante della Soprintendenza sulla proposta favorevole al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica relativa a un’istanza di condono edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’appellante ha chiesto la riforma della sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro il parere negativo vincolante della Soprintendenza, relativo a un fabbricato per civile abitazione sito nel Comune di Massa Lubrense. Il parere aveva ritenuto l’immobile incompatibile con il vincolo di inedificabilità assoluta previsto dal Piano urbanistico territoriale dell’area sorrentino-amalfitana, per la Zona Territoriale 13 «Riserva Naturale Integrata». Con il primo motivo è stata dedotta la carenza di motivazione del parere, anche per omessa considerazione della documentazione prodotta nelle osservazioni ex art. 10-bis l. 241/1990, nonché l’illegittima integrazione postuma della motivazione da parte del TAR. È stata inoltre dedotta la violazione del principio di non contestazione, poiché la Soprintendenza non avrebbe specificamente contestato i fatti e i documenti prodotti, dai quali sarebbe risultata l’ultimazione del manufatto nel 1985. Con il secondo motivo è stata contestata la valutazione del TAR circa l’insufficienza dei verbali dei Carabinieri del 6 e del 16 maggio 1985 e delle aerofotogrammetrie a provare l’ultimazione dell’opera entro il termine utile per il condono e anteriormente all’approvazione del PUT nel 1987. È stata chiesta, in subordine, l’ammissione di prova testimoniale scritta sull’epoca di realizzazione del fabbricato. Con il terzo motivo è stata dedotta l’insufficienza della motivazione del diniego paesaggistico, sostenendo che, in presenza di un vincolo sopravvenuto, l’amministrazione avrebbe dovuto svolgere un’istruttoria specifica sulla compatibilità dell’opera preesistente con i valori tutelati, senza limitarsi a richiamare l’inedificabilità dell’area.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha esaminato congiuntamente i motivi e li ha respinti. Ha rilevato che l’art. 17 della legge regionale Campania n. 35 del 1987, nel disciplinare la Zona Territoriale 13 «Riserva Naturale Integrata», richiama una disciplina corrispondente a quella dei «Parchi speciali», caratterizzata da inedificabilità assoluta. Ai sensi dell’art. 33, comma 1, l. 47/1985, richiamato dall’art. 39 l. 724/1994, le opere contrastanti con vincoli di inedificabilità imposti prima della loro esecuzione non sono suscettibili di sanatoria. L’appellante non ha fornito la prova rigorosa e univoca che il fabbricato fosse stato ultimato prima dell’imposizione del vincolo. L’onere della prova dell’epoca di realizzazione dell’abuso grava sul privato, che è il soggetto in grado di fornire la documentazione oggettiva necessaria; per tale ragione è stata esclusa anche l’ammissibilità della prova testimoniale richiesta in appello. I verbali del 1985 attestavano che il solaio di copertura era soltanto montato e non completato, mentre l’art. 31 l. 47/1985 considera ultimati, ai fini del condono, gli edifici nei quali siano stati eseguiti il rustico e completata la copertura. Non essendo provata l’ultimazione, l’opera non poteva beneficiare del condono e risultava successiva all’imposizione del vincolo. Il Collegio ha inoltre escluso il difetto di istruttoria e di motivazione del parere, ritenendo sufficiente, data la natura assoluta del vincolo paesaggistico, la pacifica ricomprensione dell’area nella zona tutelata. L’appello è stato integralmente rigettato, con condanna dell’appellante alle spese del grado, liquidate in euro 4.000 oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 146, comma 7, d.lgs. 42/2004

    Disciplina il parere della Soprintendenza nell’ambito del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica; nel caso concreto il parere negativo era vincolante.

  • art. 17 l.r. Campania n. 35/1987

    «Riserve naturali integrate. Comprende le aree interessanti per la presenza di flora spontanea caratteristica dell'ambiente e/o di alto valore botanico. Essa va trasferita nei piani regolatori generali come zona di piano regolatore "riserva naturale integrale". La normativa di piano regolatore generale deve essere integralmente simile a quella relativa alla zona di piano regolatore che deriva dalla zona territoriale 9»

    La disciplina della Zona Territoriale 13 è stata ritenuta corrispondente a quella della zona dei Parchi speciali e comportante inedificabilità assoluta.

  • art. 33, comma 1, l. 47/1985

    «Le opere di cui all'articolo 31 non sono suscettibili di sanatoria quando siano in contrasto con i seguenti vincoli, qualora questi comportino inedificabilità e siano stati imposti prima della esecuzione delle opere stesse: a) vincoli imposti da leggi statali e regionali nonché dagli strumenti urbanistici a tutela di interessi storici, artistici, architettonici, archeologici, paesistici, ambientali, idrogeologici […]»

    Esclude la sanatoria delle opere in contrasto con vincoli di inedificabilità imposti prima della loro esecuzione.

  • art. 39, comma 1, l. 724/1994

    Richiama, per il condono previsto dalla legge, la disciplina ostativa dell’art. 33 l. 47/1985.

  • art. 31 l. 47/1985

    «si intendono ultimati gli edifici nei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura […]»

    Ai fini del condono, l’edificio è ultimato soltanto quando siano stati eseguiti il rustico e completata la copertura; il semplice montaggio del solaio di copertura non è sufficiente.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Rilevante per le contestazioni dell’appellante sull’omessa considerazione delle osservazioni e della documentazione prodotta nella fase partecipativa; la censura è stata respinta.

  • art. 63, comma 3, c.p.a.

    Invocato per chiedere l’ammissione della prova testimoniale scritta; la richiesta è stata esclusa perché l’epoca dell’abuso deve essere provata dal privato mediante documentazione certa e univoca.

  • art. 115 c.p.c.

    Invocato dall’appellante in relazione al principio di non contestazione; la censura non ha condotto alla riforma della sentenza.

  • art. 64 c.p.a.

    Invocato dall’appellante in relazione al principio di non contestazione e all’onere della prova; la censura è stata respinta.

Massime di principio

  • In materia di condono edilizio, l’onere di provare l’epoca di realizzazione e l’ultimazione dell’abuso grava sul privato, che deve fornire una documentazione certa, rigorosa e univoca; non sono sufficienti elementi meramente presuntivi o dichiarazioni sostitutive e non è ammissibile supplire alla carenza documentale mediante prova testimoniale quando la data di realizzazione costituisce il presupposto della sanatoria.
  • Ai fini dell’art. 31 l. 47/1985, un edificio può considerarsi ultimato per il condono soltanto quando siano stati realizzati il rustico e completata la copertura; il solaio di copertura meramente montato, ma non completato, non integra l’ultimazione richiesta dalla legge.
  • Ai sensi dell’art. 33 l. 47/1985, richiamato dall’art. 39 l. 724/1994, la sanatoria è preclusa quando l’opera contrasti con un vincolo di inedificabilità imposto prima della sua esecuzione. La verifica della anteriorità dell’opera rispetto al vincolo richiede una prova rigorosa dell’ultimazione del manufatto.
  • Quando il vincolo paesaggistico comporta inedificabilità assoluta e la ricomprensione dell’area nella zona vincolata è pacifica, il diniego dell’autorizzazione paesaggistica può essere motivato mediante il richiamo a tale incompatibilità, senza che sia necessaria un’ulteriore valutazione analitica della compatibilità concreta dell’opera con i valori paesaggistici tutelati.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniAutorizzazione paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.