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Sentenza

Sentenza n. 743/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento ex art. 130 del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii. pratica SINADOC n. 7416/2024, notificato a mezzo pec in data 23.2.2024, con cui si diffida la Tuttaserigrafia S.r.l. a trasmettere al SUAP del Comune di San Lazzaro di Savena, entro e non oltre il 25.3.2024 domanda di modifica sostanziale ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D.P.R. n. 59/2013 della vigente AUA per la matrice scarico di acque reflue in pubblica fognatura; nonché contestualmente, si sospende nelle more del rilascio della Modifica Sostanziale di AUA: “LO SCARICO IN PUBBLICA FOGNATURA DELLE ACQUE REFLUE INDUSTRIALI DI CUI ALL’AUTORIZZAZIONE UNICA AMBIENTALE VIGENTE, con la sola esclusione delle acque reflue domestiche e meteoriche “non contaminate” … E, DI CONSEGUENZA, OGNI CICLO PRODUTTIVO DAL QUALE POSSANO ESSERE GENERATE SITUAZIONI DI PERICOLO PER LA SALUTE PUBBLICA E PER L’AMBIENTE PER IL RISCHIO DI TRASCINAMENTO E/O PRESENZA DI SOSTANZE PERICOLOSE NELLO SCARICO IN PUBBLICA FOGNATURA.”; - nonché di ogni altro atto connesso, presupposto e/o conseguenziale ed in particolare: a) del rapporto tecnico Arpae-APAM - Servizio Territoriale di Bologna - Distretto Urbano del 12.1.2024 PG/2024/6362; b) del verbale di campionamento acque reflue effettuato presso lo stabilimento in oggetto in data 28.11.2023; c) della nota PG/2024/20360 dell’1.2.2024 con la quale Arpae-AACM ha richiesto al Comune di San Lazzaro di Savena parere in merito a quanto emerso dalle attività di controllo effettuate; d) del parere favorevole alla sospensione della matrice scarico in pubblica fognatura di cui all’Autorizzazione Unica Ambientale espresso dal Comune di San Lazzaro di Savena con Prot. n. 6500 del 9.2.2024; e) degli esiti delle analisi di laboratorio sul campione prelevato in data 28.11.2023.

Giustizia amministrativa202400233

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di diffida a presentare domanda di modifica sostanziale dell’AUA e di sospensione dello scarico di acque reflue industriali in pubblica fognatura, adottato ai sensi dell’art. 130 d.lgs. 152/2006

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (autorità ambientale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato il provvedimento di Arpae che, a seguito di attività di controllo, le imponeva di trasmettere al SUAP una domanda di modifica sostanziale dell’autorizzazione unica ambientale relativa alla matrice dello scarico di acque reflue in pubblica fognatura e, nelle more, sospendeva lo scarico delle acque reflue industriali nonché ogni ciclo produttivo potenzialmente idoneo a generare pericoli per la salute pubblica e l’ambiente. Sono stati impugnati anche gli atti presupposti e connessi, tra cui il rapporto tecnico, il verbale di campionamento, la richiesta di parere al Comune, il parere comunale favorevole alla sospensione e gli esiti delle analisi di laboratorio. Il testo richiama la deduzione di plurimi profili di illegittimità, senza specificarne il contenuto. L’istanza cautelare è stata respinta con ordinanza n. 111 del 16 aprile 2024. Successivamente, Arpae ha prorogato il termine per adempiere e l’impresa ha presentato la richiesta di modifica sostanziale dell’AUA, dando esecuzione al provvedimento impugnato; per tale ragione ha dichiarato sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e chiesto la declaratoria di improcedibilità.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della sopravvenuta carenza di interesse dichiarata dalla ricorrente. La presentazione della domanda di modifica sostanziale dell’AUA, intervenuta dopo la proroga del termine disposta da Arpae, ha comportato l’esecuzione del provvedimento originariamente impugnato e ha fatto venir meno l’interesse alla pronuncia sul merito. Il giudice non ha esaminato i vizi dedotti né la legittimità degli atti impugnati. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti per giustificati motivi.

Norme richiamate

  • art. 130 d.lgs. 152/2006

    Costituisce la base normativa del provvedimento amministrativo di diffida e sospensione dello scarico impugnato; la sentenza non ne esamina nel merito l’applicazione.

  • art. 6, comma 2, d.P.R. 59/2013

    È richiamato nel provvedimento impugnato quale fondamento dell’obbligo di presentare una domanda di modifica sostanziale dell’AUA; la sentenza non ne esamina nel merito l’applicazione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    È applicato per dichiarare l’improcedibilità del ricorso a seguito della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, il ricorrente dichiara e documenta la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esaminare i motivi di illegittimità dedotti.
  • La presentazione, da parte del destinatario di un provvedimento amministrativo impugnato, dell’istanza che il provvedimento gli imponeva di presentare può determinare il venir meno dell’interesse alla decisione, quando ciò comporti l’esecuzione del provvedimento e sia accompagnato da una dichiarazione processuale di sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieAIA, AUA e autorizzazioni ambientaliEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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