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Sentenza

Sentenza n. 3283/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento DEL DECRETO DEL MINISTERO DELL'INTERNO DEL 12.09.2018 CON CUI VENIVA RESPINTA L'ISTANZA DI CITTADINANZA ITALIANA K10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa201900824

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego ministeriale del 12 settembre 2018 dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana per asserita pericolosità per la sicurezza della Repubblica

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di concessione della cittadinanza italiana, fondato sull'asserita pericolosità per la sicurezza della Repubblica. Nel corso del giudizio il TAR ha disposto l'acquisizione della relazione dei servizi di sicurezza posta a fondamento dell'atto. Il Ministero ha poi preannunciato il riesame della posizione, determinando il rinvio della trattazione. All'esito del riesame, l'Amministrazione ha adottato un nuovo diniego il 14 novembre 2025, notificato il 20 novembre 2025 e depositato in giudizio il 17 dicembre 2025. Il nuovo provvedimento ha ritenuto superata la precedente causa ostativa relativa alla sicurezza della Repubblica, ma ha individuato ulteriori e diversi motivi ostativi, consistenti in controindicazioni di carattere penale a carico del ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il provvedimento originariamente impugnato è stato eliminato dal mondo giuridico e sostituito da un nuovo diniego adottato all'esito di una rinnovata istruttoria. Poiché il nuovo atto ha superato la precedente causa ostativa e ha introdotto motivi ostativi nuovi e diversi, l'interesse alla decisione sull'illegittimità del primo diniego è venuto meno. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • artt. 72-bis e 74 c.p.a.

    Disposizioni richiamate per la definizione del giudizio con sentenza semplificata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando il provvedimento amministrativo impugnato viene eliminato dal mondo giuridico e sostituito da un nuovo provvedimento adottato all'esito di una rinnovata istruttoria, il ricorso contro il primo atto diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, se il nuovo atto supera la precedente motivazione ostativa e introduce ragioni ostative nuove e diverse.
  • L'adozione di un nuovo provvedimento amministrativo, fondato su una rinnovata istruttoria e sostitutivo dell'atto impugnato, non consente di trasferire automaticamente nel giudizio originario la contestazione del nuovo atto, che presenta motivi ostativi diversi.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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