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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25027/2024 del 25/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che confermava la condanna, in rito abbreviato, per più reati commessi il 31/08/2022: soprattutto furto consumato e tentato furto (capi a e b) e reati connessi alla condotta di guida e resistenza/lesioni (capi c e d). I motivi di ricorso denunciavano: 1) vizio per mancata declaratoria di non doversi procedere per difetto di querela rispetto ai reati di cui ai capi a) e b), alla luce della riforma ("Cartabia") che ha reso il furto procedibile a querela; 2) censura sulla valutazione della responsabilità per i capi c) e d), sostenendo che le fotografie dimostrerebbero che la pattuglia aveva tamponato la Fiat Panda e non viceversa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in parte fondato: ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alle imputazioni dei capi a) e b) (furto/tentato furto) perché l'azione penale non poteva proseguire per difetto di querela dopo la modifica legislativa; ha inoltre eliminato gli aumenti di pena in continuazione correlati a quei capi (mesi 6 e giorni 20). Quanto ai capi c) e d) (condotta pericolosa, investimento della volante e reati connessi), la Corte ha dichiarato il motivo inammissibile/manifestamente infondato e ha confermato la responsabilità valutata dai giudici di merito, ritenendo la ricostruzione dei fatti coerente e logicamente motivata; la Cassazione ha rideterminato la pena in base alle statuizioni di merito eliminando gli aumenti collegati ai capi a) e b.

Norme richiamate

  • d.lgs. 150/2022 (c.d. riforma Cartabia), art. 2 comma 10 lett. i)

    modifica il comma 3 dell'art. 624 cod. pen.

    La riforma ha reso il delitto di furto punibile a querela della persona offesa, salvo particolari aggravanti peculiari non presenti nel caso; pertanto, in assenza di querela valida, non sussiste la condizione di procedibilità e l'azione penale deve essere estinta per quei reati

  • art. 624 cod. pen. (come modificato)

    "Il delitto è punibile a querela della persona offesa" (salvo aggravanti particolari)

    Il nuovo testo impone la procedibilità a querela per il reato di furto (anche se aggravato in alcune ipotesi), per cui la mancanza di querela è rilevabile d'ufficio e determina l'improcedibilità dell'azione penale

  • D.Lgs. 150/2022, art. 85 comma 1

    richiamato nel procedimento per i termini relativi alla formalizzazione della querela

    Stabilisce i termini per la formalizzazione della querela; l'assenza di costituzione della querela nel termine rilevante giustifica la cessazione degli effetti della misura cautelare relativa al reato interessato

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Permette al giudice di rilevare d'ufficio la mancanza di una condizione di procedibilità (comma 1) e, in assenza di emergenze che giustifichino proscioglimento pieno, consente l'annullamento senza rinvio per difetto di procedibilità (comma 2)

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Stabilisce i motivi di ricorso in Cassazione attinenti alla violazione di legge e alla mancata o manifesta illogicità della motivazione; la Corte ricorda che il sindacato di legittimità non consente la rinnovazione del giudizio di merito ma verifica la coerenza e la sufficienza della motivazione del provvedimento impugnato

  • art. 620 cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Cassazione la facoltà di rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito quando annulla in parte la sentenza impugnata

  • art. 23 comma 8 d.l. n. 137/2020 e art. 16 comma 1 d.l. n. 228/2021

    richiamati in tema di trattamento cartolare del procedimento

    Disciplinano la possibilità di trattare il procedimento in forma cartolare (senza discussione orale), consentendo al collegio di decidere anche sulla base delle conclusioni scritte depositate dalle parti

Massime di principio

  • Dopo la riforma (d.lgs.150/2022) il reato di furto è, in linea di principio, procedibile a querela: l'assenza di querela è rilevabile d'ufficio e può determinare l'improcedibilità dell'azione penale per quei capi
  • Il giudice di merito deve esaminare e decidere sulla sussistenza della condizione di procedibilità (querela) quando la questione è dedotta o emerge dagli atti; la mancata pronuncia su tale questione è motivo decisivo in Cassazione
  • La Cassazione non può riformare la valutazione probatoria dei giudici di merito né riesaminare integralmente le prove: può annullare per carenza manifesta di motivazione solo se il testo della sentenza è logicamente carente o contraddittorio
  • Quando la condotta dell'imputato integra una serie di manovre pericolose e deliberate finalizzate alla fuga e a impedire il controllo delle forze dell'ordine, i giudici possono ritenere la responsabilità anche se la meccanica esatta dello scontro è dibattuta; dubbi sulla dinamica non sono automaticamente decisivi se il comportamento complessivo mostra pericolosità volontaria
  • In procedure trattate per iscritto (rito cartolare) le conclusioni scritte contano come strumenti essenziali per sollevare questioni di diritto: la difesa deve porre con chiarezza questioni come la mancanza di querela, perché il collegio decide anche sulla base di tali memorie
  • Se la Corte di legittimità annulla solo alcune imputazioni per difetto di procedibilità, può rideterminare la pena residua sulla base delle statuizioni di merito ed eliminare eventuali aumenti correlati ai capi annullati

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