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Sentenza

Sentenza del 19/05/2023 n. 13914 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione del diniego di disapplicazione della disciplina antielusiva (art. 172, comma 7, T.u.i.r.) connessa ad un'operazione di merger leveraged buyout (MLBO) realizzata nel 2010. L'Agenzia contestava la deducibilità/riporto delle perdite fiscali legate agli oneri finanziari contratto per l'acquisizione della target e la sussistenza di un intento elusivo; la società aveva richiesto la disapplicazione della norma antielusiva e, dopo aver neutralizzato fiscalmente la perdita e versato le imposte, aveva chiesto il rimborso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate confermando la decisione della Commissione tributaria regionale che aveva accolto l'appello della contribuente. La Corte ha ritenuto che l'operazione di MLBO non fosse priva di sostanza economica né manifestamente artificiosa e che esistessero valide ragioni economiche/extrafiscali (ristrutturazione societaria, modifica dell'assetto proprietario-gestionale) comprovate, tra l'altro, da una relazione della società di revisione e da una relazione dell'esperto nominato dal Tribunale di Firenze. È stato affermato che l'onere probatorio sull'esistenza di un disegno elusivo grava sull'Amministrazione finanziaria mentre il contribuente deve allegare ragioni economiche alternative; nel caso di specie l'Agenzia non ha dimostrato l'assenza di valide ragioni economiche. L'Agenzia è stata condannata alle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 29 settembre 1973, n. 600, art. 37-bis

    Fondamento del principio antielusivo: vieta il conseguimento di vantaggi fiscali mediante uso distorto di strumenti giuridici in difetto di valide ragioni economiche; la Corte richiama il principio ma osserva che operazioni come LBO/MLBO non sono abusive di per sé.

  • Legge n. 212/2000, art. 10-bis

    Norma che ha riorganizzato il principio antielusivo (sostitutiva dell'art. 37-bis) e specifica che non sono abusive le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali non marginali; la Corte la utilizza in chiave interpretativa per confermare l'orientamento giurisprudenziale.

  • D.P.R. n. 22 dicembre 1986, n. 917 (T.u.i.r.), art. 172, comma 7

    Prevede limiti al riporto delle perdite fiscali in caso di acquisizioni; la questione era se il comma 7 impedisse il riporto delle perdite della società veicolo: la Corte ha ritenuto che il veicolo possa essere considerato "vitale" quando svolge funzione strumentale nella MLBO, giustificando la disapplicazione in presenza di valide ragioni economiche.

  • Codice civile, art. 2501-bis

    Disciplina la fusione a seguito di acquisizione con indebitamento (fusione a seguito di LBO): la legittimità civilistica dell'operazione non esclude la possibilità di controllo fiscale, ma la norma conferma che tali fusioni sono previste dall'ordinamento e non sono di per sé elusive.

  • Codice civile, art. 2697

    Regola l'onere della prova; la Corte precisa la ripartizione probatoria: spetta all'Amministrazione dimostrare il disegno elusivo e le manipolazioni, mentre al contribuente incombe allegare ragioni economiche alternative.

  • D.Lgs. n. 128/2015, art. 1 (riferimento interpretativo)

    Riferimento temporale/interpretativo sull'entrata in vigore delle modifiche normative antielusive; la Corte ne ricava valore interpretativo per la linea evolutiva del diritto tributario.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 19

    Norma citata in relazione alla non impugnabilità dell'atto di interpello in sede giurisdizionale; nel procedimento di merito la C.T.P. aveva dichiarato inammissibile il ricorso avverso il diniego di interpello, ma la controversia principale riguardava il diniego di rimborso e la disapplicazione.

  • Circolare Agenzia delle Entrate n. 6/E del 30 marzo 2016

    Espone che l'indebitamento della società veicolo è in linea di principio funzionale all'acquisizione nella MLBO e che la newco può essere considerata "vitale" salvo profili concreti di artificiosità; la Corte ne condivide l'interpretazione come orientamento interpretativo rilevante.

Massime di principio

  • LBO/MLBO non sono abusive di per sé: vanno valutate concretamente per verificare se siano prive di sostanza economica o finalizzate essenzialmente a un vantaggio fiscale indebito.
  • Ripartizione dell'onere della prova: l'Amministrazione deve provare l'esistenza del disegno elusivo e le modalità artificiose; il contribuente deve allegare e documentare ragioni economiche alternative o extrafiscali non marginali.
  • La società veicolo può essere considerata "vitale" (esente dall'applicazione rigida del test di operatività) quando svolge funzione strumentale nell'operazione di MLBO e quando esistono elementi oggettivi che supportano la prospettiva reddituale o riorganizzativa.
  • Prove utili a favore del contribuente: relazioni di revisione indipendenti, perizie di esperti terzi (es. nominati dal Tribunale), piani economico-finanziari con basi ragionevoli e elementi che mostrino un mutamento reale dell'assetto proprietario o gestionale.
  • Fattori che segnalano rischi di elusività: assenza totale di attività economica del veicolo senza giustificazione, identità di soggetti controllori prima e dopo l'operazione senza mutamento sostanziale, proiezioni economiche non plausibili o manifestamente artificiose, cambio di assetti volto solo a conservare vantaggi fiscali.
  • Documentazione preventiva consigliata: interpello ove possibile, documentazione di business plan, pareri/revisioni indipendenti, evidenza delle ragioni ristrutturative/organizzative e dei benefici gestionali attesi.

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