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Sentenza

Sentenza del 05/11/2020 n. 3350 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento - Riqualificazione contrattuale - Legittimità - Interposizione - Redditi di capitale - Obbligo di effettuazione della ritenuta alla fonte - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

l'Amministrazione aveva contestato la qualificazione formale delle cessioni di crediti come vere e proprie cessioni, ritenendo invece che la causa reale e prevalente dell'operazione fosse un finanziamento: il cedente avrebbe ottenuto liquidità anticipando crediti il cui incasso era prossimo e con rischio minimo, senza l'intento di trasferire l'attività di riscossione o di alienare crediti in sofferenza. Per l'individuazione dei reali cessionari non residenti si è fatto riferimento alle regole anti-interposizione (art. 37, co. 3, DPR 600/73). Il recupero fiscale richiesto è stato motivato dalla qualificazione della differenza tra valore nominale dei crediti e prezzo di cessione come reddito di capitale assoggettabile a ritenuta alla fonte ai sensi dell'art. 26, co. 5, DPR 600/73.

La decisione

la sentenza ha ritenuto legittima la riqualificazione operata dall'Amministrazione: in base al principio di prevalenza della sostanza sulla forma, si è accertato che l'operazione aveva natura di finanziamento e non di reale trasferimento del rischio di credito. Ne consegue che la plusvalenza implicita (valore nominale meno prezzo di cessione) costituisce reddito di capitale, di natura poco aleatoria, rientrante nella fattispecie di cui all'art. 44, co. 1, lett. h) del TUIR, e soggetta a ritenuta alla fonte a titolo d'imposta ai sensi dell'art. 26, co. 5, del DPR 600/73. Pertanto l'azione dell'Amministrazione è stata accolta e l'obbligo di ritenuta sussiste.

Norme richiamate

  • d.P.R. 917/86 (TUIR), art. 44, co. 1, lett. h)

    la differenza tra valore nominale dei crediti e prezzo di cessione è stata qualificata come "reddito di capitale" rientrante in questa lettera quando il flusso reddituale è privo di significativa aleatorietà

  • d.P.R. 600/73, art. 37, co. 3

    consente all'Amministrazione di superare forme di interposizione per individuare i reali cessionari non residenti; permette quindi di attribuire i flussi reddituali ai soggetti effettivi

  • d.P.R. 600/73, art. 26, co. 5

    prevede la ritenuta alla fonte a titolo d'imposta su taluni redditi corrisposti a non residenti; la corte ha ritenuto che tale obbligo sussista rispetto alla componente di reddito di capitale risultante dalla riqualificazione

Massime di principio

  • La sostanza economica prevale sulla forma giuridica: se l'operazione ha effetto economico di finanziamento (anticipazione di liquidità su crediti prossimi all'incasso) può essere riqualificata come prestito anche se formalmente è una cessione di crediti.
  • Fattori che favoriscono la riqualificazione in finanziamento: crediti di prossima esigibilità e a rischio minimo, prezzo di cessione significativamente inferiore al valore nominale, assenza di trasferimento del rischio di incasso o della concreta volontà di esternalizzare la riscossione.
  • Se il cessionario formale è un soggetto non residente, l'Amministrazione può verificare l'eventuale interposizione e risalire ai reali beneficiari per applicare la disciplina fiscale dei non residenti.
  • La differenza tra valore nominale e prezzo di cessione, quando non è frutto di aleatorietà commerciale ma di un'anticipazione finanziaria, va qualificata come reddito di capitale ai fini del TUIR.
  • Sulle somme così qualificate può gravare l'obbligo di ritenuta alla fonte a titolo d'imposta (art. 26, co. 5 DPR 600/73) se il percettore è non residente.
  • Per evitare contestazioni è opportuno documentare la genuinità della cessione: trasferimento di titolarità, reale trasferimento del rischio di credito, assenza di garanzie di riacquisto o di facoltà di regresso, prezzi di mercato e notifiche al debitore ceduto.
  • In operazioni cross-border con SPV o cessionari non residenti, valutare preventiva consulenza fiscale e, ove possibile, ruling o ulteriori garanzie di sostanza economica per ridurre il rischio di riqualificazione.

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