Cassazione Penale, Sentenza n. 27509/2025 del 25/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi contestavano, a vario titolo: la sussistenza e la qualificazione della partecipazione ad associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.) e il ruolo apicale/organizzativo contestato ad alcuni imputati; la configurabilità dell'associazione finalizzata al narcotraffico (art. 74 d.P.R. n. 309/1990) e dell'aggravante dell'associazione armata; l'erronea valutazione probatoria (intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e riscontri); la mancata concessione delle attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.); la confisca e il carattere illecito della somma sequestrata; vizi relativi alla determinazione della pena; e l'ammissibilità di ricorsi avverso pronunce rese in sede di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da La Rocca Giuseppe Francesco, Gangemi Emilio, Spartano Giuseppe e Distefano Giuseppe (concordato in appello: limiti di impugnazione). Ha invece rigettato i ricorsi di Cavallaro Sebastiano e Santoro Giovanni: le statuizioni di merito sulla responsabilità per associazione mafiosa e/o associazione finalizzata al narcotraffico, sui ruoli apicali/organizzativi, sull'aggravante dell'associazione armata, sulla rilevanza delle intercettazioni e sui riscontri (sequestri di armi, danaro, video) sono state ritenute adeguatamente motivate e non manifestamente illogiche. È stata confermata la decisione della Corte d'Appello nei termini impugnati; la Corte di Cassazione ha condannato i proponenti (Cavallaro e Santoro) al pagamento delle spese del procedimento (art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen. (associazione di tipo mafioso)
"tre o più persone" che si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva...
La Corte richiama la giurisprudenza (Mannino, Modaffari e successive) secondo cui la partecipazione richiede un'inserzione attiva e stabile nel sodalizio; la prova può essere indiziaria mediante "indicatori logici" (comportamenti, funzioni, facta concludentia) e non si limita al mero status o all'accordo di ingresso.
art. 416-bis, comma 2 cod. pen. (promotore/dirigente/organizzatore)
I capi che promuovono, dirigono o organizzano sono autonome figure incriminatrici; la Corte ha ritenuto provato ruolo apicale/organizzativo per specifici imputati sulla scorta di riscontri probatori (intercettazioni, gestione cassa comune, direzioni operative).
art. 74 d.P.R. n. 309/1990 (associazione finalizzata al narcotraffico)
Per l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti occorre accordo associativo stabile con coordinamento e disponibilità di risorse; la prova può emergere da facta concludentia (contatti continui, beni, divisione compiti, modus operandi) e dalle intercettazioni che evidenzino organizzazione e volumi.
art. 74, comma 4 d.P.R. n. 309/1990 (associazione armata - aggravante)
L'aggravante può essere attribuita solo se vi sia un coefficiente di prevedibilità concreta, da parte del singolo partecipante, della disponibilità di armi nell'associazione; la Corte ha ritenuto soddisfatti i requisiti per alcuni imputati per presenza di sequestri, intercettazioni e riscontri.
art. 73 d.P.R. n. 309/1990 (delitti in materia di stupefacenti)
Le intercettazioni e i riscontri possono essere utilizzati per provare l'ingente attività di spaccio; la derubricazione alla fattispecie di lieve entità è stata esclusa per i consistenti volumi e riscontri.
art. 62-bis cod. pen. (circostanze attenuanti generiche)
Il riconoscimento è valutazione di merito non sindacabile in cassazione salvo manifesta illogicità; la Corte ha ritenuto adeguatamente motivate le ragioni di esclusione (pregresse condanne, gravità del fatto, partecipazione a più associazioni).
art. 192 cod. proc. pen. (regole sull'apprezzamento degli indizi)
La Corte richiama i criteri di gravità, precisione, univocità e concordanza per la valutazione indiziaria e sottolinea che la valutazione degli indizi deve essere globale e non atomistica.
art. 129 cod. proc. pen. (condizioni di proscioglimento previste dal concordato)
La Corte ricorda i limiti dell'impugnazione in caso di concordato in appello: sono ammissibili motivi relativi alla formazione della volontà concordataria, al consenso del P.M. e al contenuto difforme della pronuncia; non sono ammissibili doglianze sui motivi rinunciati o su questioni di merito non trasfuse nell'illegalità della pena.
art. 599-bis cod. proc. pen. (concordato in appello)
La Cassazione sottolinea i limiti di impugnabilità delle sentenze rese su concordato e dichiara inammissibili alcuni ricorsi per motivi che eccedono tali limiti.
art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen. (motivi di ricorso in Cassazione)
Richiamata per inquadrare i censi attinenti alla motivazione e al travisamento della prova; la Corte ribadisce il principio di autosufficienza del ricorso e i limiti della sindacabilità del giudizio di merito in Cassazione.
art. 616 cod. proc. pen. (condanna alle spese processuali)
La Corte ha disposto la condanna delle parti che hanno proposto ricorso rigettato al pagamento delle spese del procedimento.
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina i fatti o rivaluta l'attendibilità delle fonti se la motivazione di merito non è manifestamente illogica: i ricorsi che chiedono una diversa valutazione delle prove sono inammissibili o infondati.
- Per l'art. 416-bis c.p. la partecipazione richiede una stabile e concreta messa a disposizione del sodalizio; la prova può essere indiziaria tramite indicatori logici (comportamenti, ruoli, facta concludentia), non bastando il mero "status" o la sola affiliazione senza attività concreta.
- Le intercettazioni, se dirette o adeguatamente riferibili all'imputato, costituiscono prova diretta; se assumono valore indiziario devono però rispettare i requisiti di gravità, precisione, univocità e concordanza previsti dall'art. 192 c.p.p.
- L'aggravante dell'associazione armata (art. 74, comma 4 d.P.R. 309/1990) richiede che il singolo partecipante avesse una prevedibilità concreta della disponibilità di armi; non è sufficiente la mera esistenza di armi senza collegamenti probatori con il singolo.
- La mancata concessione delle attenuanti generiche è valutazione di merito e va contestata in Cassazione solo se la motivazione è contraddittoria o manifestamente illogica; la decisione può basarsi su un elemento ritenuto prevalente tra quelli indicati dall'art. 133 c.p.
- Nei casi di concordato in appello (art. 599-bis c.p.p.) l'impugnabilità è limitata: ammissibili i profili relativi alla formazione del consenso e al rispetto delle condizioni previste, mentre sono inammissibili censure meramente sostanziali o rinunciate.
- L'onere di autosufficienza del ricorso in Cassazione impone di indicare e, se utile, allegare gli atti e i passaggi che si ritengono travisati: non è ammesso eccepire travisamenti senza l'esatta indicazione/motivo dimostrativo.
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