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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15208/2026 del 28/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, relativo alla destinazione a spaccio della sostanza, e inammissibile il secondo motivo, relativo al diniego delle attenuanti generiche, perché sorretto da motivazione congrua e non illogica.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente proponeva impugnazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la responsabilità per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. In concreto, gli erano stati contestati grammi 30,19 di sostanza tipo monoacetilmorfina, da cui erano ricavabili 114,9 dosi singole, e grammi 9,19 di cocaina, da cui erano ricavabili 48,9 dosi singole; nel medesimo luogo era stato rinvenuto anche un rotolo di carta stagnola, ritenuto materiale utile al confezionamento. Con il primo motivo denunciava la correttezza della motivazione in punto di finalità di spaccio, deducendo che la detenzione fosse per uso personale. Con il secondo motivo censurava il diniego delle circostanze attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p., sostenendo che la motivazione fosse viziata. La Corte ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato perché la motivazione di merito valorizzava il dato ponderale, la compresenza di sostanze di diversa tipologia e la presenza di materiale per il confezionamento; ha ritenuto il secondo motivo inammissibile, reputandolo comunque manifestamente infondato, poiché la Corte territoriale aveva legittimamente negato la mitigazione del trattamento sanzionatorio richiamando la dedizione all'attività illecita durante gli arresti domiciliari.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    La detenzione di sostanze stupefacenti può ritenersi finalizzata a un uso non esclusivamente personale quando il dato quantitativo, la compresenza di sostanze differenti e la presenza di materiale per il confezionamento costituiscono indici logici coerenti con la destinazione allo spaccio.

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche richiedono elementi positivi idonei a giustificare una mitigazione del trattamento sanzionatorio; l'esistenza di elementi di segno contrario può legittimamente fondare il loro diniego.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di ricorso dichiarato inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Ai fini della configurabilità della detenzione di stupefacenti per finalità di spaccio, il giudice può fondare il proprio convincimento su una valutazione complessiva di indici sintomatici, quali il quantitativo detenuto, la presenza di sostanze di diversa tipologia e il rinvenimento di strumenti o materiali funzionali al confezionamento.
  • La censura di legittimità che si limita a riproporre questioni già esaminate e disattese dai giudici di merito è destinata a essere dichiarata inammissibile o manifestamente infondata quando la motivazione di merito sia congrua e logica.
  • Il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche non è automatico, ma presuppone la presenza di elementi positivi idonei a incidere favorevolmente sulla valutazione della gravità del fatto e della personalità dell'imputato; elementi contrari possono bastare per escluderle.
  • L'uso dell'attività illecita durante l'esecuzione di una misura restrittiva della libertà personale può costituire valido elemento ostativo al riconoscimento delle attenuanti generiche.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniRiti alternativi
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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