Cassazione Penale, Sentenza n. 36377/2022 del 26/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso il rigetto della richiesta di affidamento in prova al servizio sociale. Il difensore ha denunciato illogicità e contraddittorietà della motivazione del Tribunale, che pur avendo rilevato elementi favorevoli (assenza di altre condanne, lavoro stabile da circa tre anni, disponibilità a volontariato, vita familiare riservata) ha comunque rifiutato la misura basandosi su una breve osservazione dell'UEPE, la gravità del reato (detenzione illegale di arma commessa con metodo mafioso e finalità intimidatoria), l'entità della pena residua e il pericolo di recidiva, invocando il principio di gradualità trattamentale.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua e non contraddittoria la valutazione del Tribunale che, pur avendo considerato elementi positivi nel comportamento del ricorrente, ha valorizzato la gravità del reato, la possibile contiguità familiare con ambienti mafiosi, l'entità della pena residua e la totale assenza di revisione critica emergente dalla breve osservazione dell'UEPE, e ha applicato legittimamente il principio di gradualità richiedendo un ulteriore periodo di osservazione o esperimenti premiali prima di concedere l'affidamento in prova. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 47, legge 26 luglio 1975, n. 354
legge 26 luglio 1975, n. 354, art. 47
Attribuisce al tribunale di sorveglianza il potere-dovere di svolgere attività istruttoria e valutativa sul percorso trattamentale del condannato prima di concedere misure alternative; legittima l'acquisizione di osservazioni e verifiche dall'UEPE
art. 96, DPR 30 giugno 2000, n. 230
D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, art. 96
Indica modalità e compiti dell'Ufficio di esecuzione penale esterna (UEPE) nel fornire osservazioni al tribunale, utili alla valutazione dell'idoneità per misure alternative
Cass. Sez. 1, n. 31420 del 5/5/2015, Incarbone, Rv. 264602
Cass. Sez. 1, n. 31420 del 5/5/2015
Giurisprudenza che sottolinea la necessità di valutare la personalità del soggetto, la condotta successiva e il giudizio prognostico di buona riuscita della prova, specie con riguardo al rischio di recidiva
Cass. Sez. 1, n. 27264 del 14/1/2015, Sicari, Rv. 264037
Cass. Sez. 1, n. 27264 del 14/1/2015
Conferma la legittimità del principio di gradualità: anche in presenza di elementi positivi il giudice può richiedere ulteriori osservazioni o esperimenti trattamentali prima di concedere misure alternative
Cass. Sez. 1, n. 15064 del 6/3/2003, Chiara, Rv. 224029
Cass. Sez. 1, n. 15064 del 6/3/2003
Richiama la possibilità per il tribunale di non concedere misure alternative se la valutazione prognostica non è favorevole, valorizzando la gravità del reato nell'analisi
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che consente la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso in Cassazione
Massime di principio
- Il tribunale di sorveglianza può legittimamente rifiutare misure alternative anche in presenza di elementi positivi se manca una revisione critica del condannato o sussiste un concreto rischio di recidiva
- Le brevi osservazioni dell'UEPE, se motivatamente valutate, possono avere rilievo decisivo nella prognosi del percorso trattamentale
- Per reati gravi o collegati a contesti mafiosi il principio di gradualità giustifica richieste di ulteriori periodi di osservazione o esperimenti premiali prima di concedere l'affidamento in prova
- Le valutazioni discrezionali del tribunale, purché adeguatamente motivate e ancorate a elementi istruttori, sono difficilmente censurabili in sede di legittimità
- In situazione simile occorre documentare in modo forte e concreto la revisione critica del comportamento, la stabilità del percorso lavorativo/trattamentale e misure che riducano il rischio di contiguità con ambienti delinquenziali
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