Sentenza n. 8425/2026 - Roma, Sezione 1T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata il 15 giugno 2024
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto un ricorso avverso il silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno, chiedendo che fosse dichiarata l'illegittimità del silenzio e che fosse ordinato alla Questura competente di provvedere con un provvedimento espresso. Nel corso del giudizio, la Questura di Roma ha comunicato che il titolo richiesto sarebbe stato rilasciato, essendosi positivamente definito il relativo procedimento.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ritenendo che, alla luce della comunicazione della Questura circa l'imminente rilascio del titolo richiesto e la positiva definizione del procedimento, il ricorrente non avesse più interesse alla definizione del giudizio. Le spese di lite sono state compensate per giustificati motivi. Poiché il ricorrente era stato ammesso al patrocinio a spese dello Stato, il Tribunale ha liquidato in favore del difensore, per l'attività svolta, la somma di euro 903,25, oltre spese generali al 15% e accessori di legge, applicando le riduzioni indicate nel provvedimento.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso a seguito del sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicate nella decisione.
art. 130 d.P.R. 115/2002
Applicato per la riduzione del compenso spettante al difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato.
art. 4, comma 9, decreto richiamato nel provvedimento
Richiamato per la riduzione del compenso professionale in relazione all'inammissibilità, improponibilità o improcedibilità.
Massime di principio
- Il ricorso avverso il silenzio della pubblica amministrazione diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione comunica la positiva definizione del procedimento e l'imminente adozione del provvedimento richiesto.
- La sopravvenuta definizione positiva del procedimento amministrativo elimina l'interesse del ricorrente a ottenere dal giudice un ordine di provvedere espressamente sulla medesima istanza.
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