Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40675/2023 del 05/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte di assise d'appello di Napoli del 30/05/2022 che li aveva condannati a 30 anni di reclusione per l'omicidio di Vincenzo De Bernardo e per il possesso di due pistole di provenienza illecita. Le censure principali erano: vizio della motivazione (mancanza, contraddittorietà, illogicità) nella valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e delle intercettazioni ambientali; omissione di valutazione di elementi a favore; errata qualificazione del fatto (richiesta di derubricazione in reato colposo o diverso) e travisamento delle prove balistiche; omessa o insufficiente motivazione sul diniego delle attenuanti generiche e sull'entità della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha ritenuto la motivazione della Corte di appello approfondita e non affetta dai vizi denunciati, ha confermato la valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e l'interpretazione delle intercettazioni (notando la presenza di riscontri esterni e la coerenza complessiva), ha ritenuto corretta la qualificazione del reato come omicidio volontario con aggravante di cui all'art. 416-bis.1 (contesto camorristico) e ha respinto la richiesta di derubricazione. Ha inoltre reputato legittima la decisione di non concedere le attenuanti generiche e l'entità del trattamento sanzionatorio (pena ridotta solo in applicazione dell'art. 78 cod.pen.), confermando quindi le condanne e le relative motivazioni.

Norme richiamate

  • art. 575 cod. pen.

    Norma delittuosa base (omicidio). La Corte ha confermato che il reato di omicidio era provato oltre ogni ragionevole dubbio nei confronti degli imputati.

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante collegata all'agire nell'ambito di un'associazione di tipo mafioso o finalità similari. La Corte ha ritenuto sussistente l'aggravante in relazione al contesto camorristico, alle finalità e alle modalità dell'omicidio.

  • art. 10, 12, 14 legge n. 497/1974

    Norme richiamate tra le imputazioni (collegate anche alla disciplina sulle armi/reati connessi). Sono state richiamate come parte del quadro normativo dei reati contestati.

  • art. 648 cod. pen.

    Norma relativa alla ricettazione o alla detenzione di cose di provenienza illecita. Applicata ai due pistole rinvenute/occultate.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Limiti di ammissibilità dei motivi di ricorso per cassazione: la Corte ricorda che sono censurabili solo la mancanza, la manifesta illogicità o la contraddittorietà della motivazione su punti essenziali. Molte doglianze che chiedono una diversa valutazione dei fatti risultano inammissibili.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Criteri di valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (attendibilità intrinseca, attendibilità della chiamata di correità, riscontri esterni). La Corte ha ritenuto che tali criteri siano stati applicati e che esistano riscontri sufficienti.

  • art. 78 cod. pen.

    Criterio moderatore della pena: la Corte di appello ha applicato il criterio moderatore riducendo il trattamento sanzionatorio in misura limitata; la Corte di Cassazione ha ritenuto corretta la valutazione.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha valutato i criteri (vita antefacta, condotta successiva, comportamento processuale) e ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti.

  • artt. 586-83 cod. pen.

    Norme richiamate nella richiesta difensiva di derubricazione (inaspettato/errore nell'esecuzione). La Corte ha esaminato la perizia balistica e le dichiarazioni ed ha ritenuto provato il dolo omicidiario, respingendo la derubricazione.

  • Giurisprudenza di legittimità (es. Sez. 2, n. 9106 del 12/02/2021, Caradonna)

    Principio richiamato sulla limitazione del sindacato di cassazione in tema di motivazione: non è consentito sostituirsi al giudice di merito per rivalutare i fatti quando la motivazione non presenti vizi manifesti.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione esercita un sindacato limitato: non può ri-valutare i fatti o sostituirsi al giudice di merito se la motivazione non è manifestamente mancante, illogica o contraddittoria. Le doglianze che chiedono una diversa lettura delle prove sono spesso inammissibili.
  • La valutazione delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia richiede un esame complessivo: attendibilità intrinseca, origine delle informazioni e riscontri esterni. Contraddizioni parziali non comportano automaticamente l'inattendibilità se esistono riscontri e coerenze complessive.
  • Quando la sentenza di primo grado è confermata in appello (c.d. 'doppia conforme'), la struttura argomentativa complessiva si rafforza e la Cassazione richiede vizi più evidenti per annullare.
  • Per ottenere la derubricazione del reato o la concessione delle attenuanti generiche occorre dimostrare che il giudice di merito abbia omesso di considerare elementi essenziali o abbia travisato in modo manifesto le risultanze probatorie, non basta una diversa interpretazione possibile delle prove.
  • Le intercettazioni, se interpretate in relazione ad altri elementi probatori (dichiarazioni, sentenze definitive, riscontri esterni), possono fornire un quadro probatorio consistente anche in presenza di dichiarazioni di fonte secondaria.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.