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Sentenza

Sentenza n. 411/2026 - Napoli, Sezione 5

per l’esecuzione della sentenza n. 5174/2024 del 22 novembre 2024 del Tribunale di Napoli Nord, Sezione lavoro.

Giustizia amministrativa202505954

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord, Sezione lavoro, che aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 1.000 mediante emissione di buono elettronico della Carta del docente per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023, oltre interessi e spese

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione della sentenza n. 5174/2024 del Tribunale di Napoli Nord, Sezione lavoro, assumendone il passaggio in giudicato e denunciando l'inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Ha chiesto che fosse ordinata all'amministrazione l'esecuzione della pronuncia entro un termine e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero, pur costituitosi, ha depositato un atto di stile e non ha fornito elementi ostativi all'esecuzione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, ritenendo comprovata la mancata esecuzione della sentenza e rilevando l'assenza di elementi ostativi dedotti dall'amministrazione. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Per il caso di ulteriore inerzia ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione, assegnandogli un ulteriore termine di sessanta giorni per compiere gli atti necessari all'esecuzione del giudicato e della pronuncia sulle spese. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 800, oltre accessori di legge, per spese di giudizio, con distrazione ai difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La pronuncia è resa nell'ambito del giudizio di ottemperanza per l'esecuzione del giudicato, sebbene il testo non richiami espressamente la disposizione.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudice dispone l'ordine di esecuzione entro un termine e la nomina preventiva del commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia, secondo la struttura tipica del giudizio di ottemperanza, sebbene la disposizione non sia espressamente citata.

  • art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6

    La disposizione è richiamata per individuare il Responsabile della DGOSV quale soggetto nominato commissario ad acta, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non dimostra di avere eseguito una sentenza passata in giudicato e non allega specifici elementi ostativi, il giudice amministrativo può ordinare l'esecuzione entro un termine perentorio o comunque determinato.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare già nella sentenza un commissario ad acta destinato a sostituirsi all'amministrazione in caso di inutile decorso del termine assegnato per l'esecuzione.
  • La nomina del commissario ad acta può riguardare un dirigente dell'amministrazione inottemperante, con facoltà di delega a un funzionario della stessa amministrazione, purché siano individuati i poteri sostitutivi e il termine per esercitarli.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la mancata esecuzione del giudicato comporta la soccombenza dell'amministrazione anche ai fini della regolazione delle spese processuali.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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