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Sentenza

Sentenza n. 1378/2026 - Torino, Sezione 3

per l’annullamento del provvedimento di diniego del visto d’ingresso emesso dal Consolato Generale d’Italia a Casablanca in data 22 agosto 2025 (riferimento n. 311085017 – prot. n. 3716) nonché di ogni atto connesso, ordinando all’Amministrazione di riesaminare l’istanza;

Giustizia amministrativa202600803

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego del visto d'ingresso per lavoro subordinato e revoca del nulla osta al lavoro quale atto presupposto

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al resistente (amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso emesso dal Consolato Generale d'Italia a Casablanca, motivato dalla revoca del nulla osta al lavoro da parte dello Sportello Unico per l'Immigrazione, chiedendo anche il riesame dell'istanza. Ha dedotto: violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990; violazione di legge ed eccesso di potere per difetto di istruttoria, carenza di motivazione, illogicità, sviamento, violazione del principio di leale collaborazione e manifesta irragionevolezza. Il giudizio, inizialmente proposto dinanzi al TAR Lazio, è stato riassunto dinanzi al TAR Piemonte a seguito della declinatoria di competenza territoriale, fondata sul rapporto di connessione tra l'impugnazione principale della revoca del nulla osta e quella accessoria del diniego di visto. In udienza il Collegio ha rilevato d'ufficio possibili profili di inammissibilità per la mancata tempestiva notifica del ricorso all'Amministrazione autrice della revoca del nulla osta. Il ricorrente ha chiesto anche la rimessione in termini per errore scusabile, invocando l'asserita oggettiva incertezza sulla natura giuridica dell'atto presupposto.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ritenendo sussistenti le condizioni per decidere all'esito della fase cautelare senza pregiudizio per le garanzie difensive. Ha dichiarato inammissibile l'impugnazione della revoca del nulla osta, poiché il ricorso non era stato tempestivamente notificato all'Amministrazione che aveva adottato l'atto, ossia il Ministero dell'Interno - Sportello Unico per l'Immigrazione. La revoca del nulla osta è stata qualificata come provvedimento autonomamente impugnabile, anche se adottato nell'ambito di un procedimento automatizzato. È stata respinta la richiesta di rimessione in termini per errore scusabile: il procedimento per il visto di lavoro subordinato, disciplinato dagli artt. 22 d.lgs. n. 286/1998 e 31 d.P.R. n. 394/1999, evidenzia l'interazione tra Sportello Unico per l'Immigrazione, Ministero dell'Interno e autorità consolare, sicché non sussisteva un'oggettiva incertezza idonea a giustificare la deroga eccezionale ai termini perentori. L'inammissibilità dell'impugnazione dell'atto presupposto si è riflessa sull'impugnazione del diniego di visto, ritenuto esito vincolato in assenza di un valido nulla osta. Sono stati pertanto respinti i motivi relativi alla violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990 e al difetto di istruttoria e motivazione del diniego consolare. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio cautelare quando la causa è già matura per la decisione e sono salvaguardate le garanzie difensive.

  • art. 37 c.p.a.

    Disciplina la rimessione in termini per errore scusabile, istituto eccezionale e di stretta interpretazione, non applicabile in assenza di una situazione di oggettiva incertezza.

  • art. 39, comma 1, c.p.a.

    Consente il richiamo delle disposizioni del codice di procedura civile compatibili, tra cui la disciplina della connessione tra domanda principale e domanda accessoria.

  • art. 31 c.p.c.

    La domanda accessoria può essere proposta al giudice territorialmente competente per la domanda principale affinché sia decisa nello stesso processo

    È stato utilizzato per giustificare la connessione territoriale tra l'impugnazione della revoca del nulla osta e quella del diniego del visto.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La sua violazione è stata esclusa perché il diniego consolare era esito vincolato dalla mancanza di un valido nulla osta.

  • art. 22 d.lgs. n. 286/1998

    Inserisce il rilascio del visto per lavoro subordinato in un procedimento unitario nel quale interagiscono Sportello Unico per l'Immigrazione, Ministero dell'Interno e autorità consolare.

  • art. 31 d.P.R. n. 394/1999

    Concorre a delineare il procedimento unitario di rilascio del visto per lavoro subordinato e il collegamento tra nulla osta e attività consolare.

Massime di principio

  • La revoca del nulla osta al lavoro costituisce un provvedimento autonomamente impugnabile, anche quando sia adottata nell'ambito di un procedimento automatizzato; il ricorso deve quindi essere notificato tempestivamente all'Amministrazione che ha emanato tale atto.
  • Nel procedimento per il rilascio del visto d'ingresso per lavoro subordinato, disciplinato dall'art. 22 d.lgs. n. 286/1998 e dall'art. 31 d.P.R. n. 394/1999, il diniego consolare è esito vincolato in mancanza di un valido nulla osta al lavoro.
  • L'omessa tempestiva notificazione del ricorso all'Amministrazione autrice dell'atto presupposto determina l'inammissibilità dell'impugnazione di tale atto e può riflettersi sull'impugnazione dell'atto consequenziale quando quest'ultimo costituisca esito vincolato del primo.
  • La rimessione in termini per errore scusabile ha carattere eccezionale ed è soggetta a stretta interpretazione; non è giustificata dalla mera allegazione di un'incertezza sulla natura dell'atto presupposto quando il quadro normativo e procedimentale consenta di individuarne l'autonoma impugnabilità e l'Amministrazione emanante.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrereSilenzio della pubblica amministrazione

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