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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34411/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catania (18/03/2024) che aveva confermato l'applicazione degli arresti domiciliari disposti dal GIP (30/01/2024). Il ricorrente deduceva: 1) nullità/invalidità della richiesta cautelare per incompetenza funzionale dell'EPPO (travisa- mento dei fatti e della prova; le condotte sarebbero state esclusivamente nazionali e le società estere 'esterovestite'); 2) insufficienza e apparente carenza motivazionale del Tribunale del riesame sulla sussistenza dei gravi indizi relativamente ai singoli reati-fine (false comunicazioni sociali e vari reati tributari) e sul superamento delle soglie di punibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi: il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato e risultava ex actis la connessione transnazionale (Italia-Bulgaria) che legittima l'intervento dell'EPPO e la sua richiesta cautelare; i restanti profili riguardanti la gravità indiziaria sono stati ritenuti contestazioni puramente ricostruttive/non rispondenti all'onere di specificazione richiesto in sede di cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese (e oneri) come riportato nel provvedimento.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Contestato il reato di associazione per delinquere; la Corte non entra nel merito di tale contestazione ma ne evidenzia l'esistenza nello svolgimento fattuale.

  • art. 3, 5, 8 D.Lgs. n. 74/2000

    Norme dei reati tributari oggetto di imputazione (reati-fine). La Corte ritiene che elementi indiziari documentali e intercettativi giustifichino la gravità indiziaria per tali contestazioni.

  • art. 291 cod. proc. pen.

    Disciplina della legittimità della richiesta cautelare da parte del P.M.; la Corte conferma che la richiesta formulata da un Procuratore europeo delegato rientra nelle previsioni dell'articolo e quindi è legittima se proposta da magistrato in possesso della qualifica ordinamentale.

  • art. 61-bis c.p.

    Aggravante della transnazionalità: la valutazione ai fini della competenza EPPO si fonda sull'astratta contestazione della circostanza aggravante e sul quadro indiziario che evidenzia connessioni tra Stati membri.

  • Regolamento UE 2017/1939 (EPPO) art. 22 e art. 25

    "la competenza scatta non 'solo se i reati previsti dalla direttiva europea siano commessi nel territorio di due o più Stati membri e se da essi derivi un danno di almeno 10 milioni di euro', ma anche 'qualora si trovi nella posizione migliore per svolgere le indagini o esercitare l'azione penale'"

    La Corte interpreta la norma in senso ampio: l'EPPO può avocare indagini anche quando è più idoneo a esercitare coordinamento investigativo transnazionale, giustificando la legittimità della richiesta cautelare avanzata dall'EPPO.

  • art. 9, comma 1, D.Lgs. n. 9/2021

    "in relazione ai procedimenti per i quali la Procura europea ha assunto la decisione di avviare o avocare un'indagine, i procuratori europei delegati esercitano, in via esclusiva e fino alla definizione del procedimento, ... le funzioni e i poteri spettanti ai pubblici ministeri nazionali"

    Sostegno normativo alla legittimazione del procuratore europeo delegato ad esercitare funzioni di pubblico ministero e a proporre misure cautelari nel procedimento avocato.

  • art. 4 del Regolamento EPPO

    Attribuisce alla Procura europea la funzione di svolgere indagini ed esercitare l'azione penale davanti agli organi giurisdizionali competenti fino alla pronuncia definitiva, giustificando il ruolo attivo dell'EPPO nel procedimento.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Criteri per l'applicazione delle misure cautelari: la Corte valuta che la motivazione del riesame ha adeguatamente collegato gli indizi alle esigenze cautelari previste da tale articolo.

  • art. 292, comma 2-ter cod. proc. pen.

    Rilevanza in tema di nullità processuali connesse alla partecipazione del P.M.; la Corte ritiene che nel caso non ricorrano ipotesi di nullità generale o di rilevanza essenziale che inficino la richiesta cautelare.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Regola sulla trattazione cartolare del ricorso in Cassazione; il ricorso è stato trattato senza udienza orale ai sensi della norma.

  • art. 125 cod. proc. pen. e art. 111 Cost.

    Riferimenti a garanzie di motivazione e diritto alla difesa: la Corte ritiene che la motivazione del Tribunale del riesame sia sufficiente e non manifestamente illogica, quindi incompatibile con le doglianze del ricorrente.

Massime di principio

  • La competenza dell'EPPO può essere riconosciuta non solo quando i reati abbiano effetti in più Stati membri e superino determinate soglie di danno, ma anche quando l'EPPO risulti nella posizione migliore per coordinare indagini transnazionali (avocazione).
  • Ai fini della legittimità di una richiesta cautelare avanzata dall'EPPO è rilevante che la richiesta sia formulata da un procuratore in possesso delle funzioni delegate; la mera circostanza che il GIP non abbia riconosciuto una specifica aggravante non invalida di per sé la competenza dell'EPPO se, dal quadro indiziario, emergono connessioni transnazionali.
  • In sede di Cassazione avverso provvedimenti 'de libertate' il controllo è limitato: la Corte verifica l'adeguatezza e la non manifesta illogicità della motivazione, non riconsidera ricostruzioni probatorie o rivaluta in modo sostanziale la prova.
  • Per affermare nullità o travisamento probatorio che incidano sulla misura cautelare è necessario dimostrare che l'atto viziato sia decisivo e comprometta radicalmente la coerenza logico-argomentativa del provvedimento impugnato; dogliane generiche o ripetitive sono in genere infirmabili in cassazione.
  • Quando si impugna in cassazione un provvedimento cautelare, la difesa ha l'onere di indicare punti motivazionali specifici e rilevanti che avrebbero potuto condurre a diverso apprezzamento; contestazioni meramente descrittive o copia/compara dell'ordinanza di merito sono spesso inammissibili.

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