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Sentenza

Sentenza del 14/12/2022 n. 5871 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio

Finanza locale - IMU - ICI - Definizione di abitazione principale ai fini dell'Imposta municipale propria (IMU) - Doppia esenzione per coppie, sposate o unite civilmente, che abbiano stabilito residenza anagrafica e dimora abituale in luoghi diversi, anche dello stesso comune - Compete.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il diniego della doppia esenzione IMU sostenendo che, pur essendo sposati/coniugati, hanno residenza anagrafica e dimora abituale in immobili diversi (anche nello stesso comune) per effettive esigenze, in particolare lavorative. La questione verteva sull'interpretazione di "abitazione principale" dopo la sentenza Corte Cost. 209/2022, che ha precisato che l'esenzione si riferisce all'immobile in cui il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente (criterio personale del possessore e non dell'intero nucleo familiare). I ricorrenti hanno chiesto che tale interpretazione non produca una disparità di trattamento tra coppie sposate/unite civilmente e coppie di fatto, consentendo quindi la doppia esenzione quando sussistono residenze e dimore effettivamente separate per esigenze reali.

La decisione

Il giudice di secondo grado del Tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso: ha ritenuto che, alla luce della Corte Cost. 209/2022, è compatibile consentire ai coniugi sposati o uniti civilmente di mantenere la doppia esenzione IMU quando ricorrano effettive esigenze (ad esempio lavorative) che impongono residenze anagrafiche e dimore abituali differenti, anche se nello stesso comune. In sostanza il provvedimento comunale che aveva negato la doppia esenzione è stato annullato o ritenuto illegittimo nella fattispecie, riconoscendo ai singoli possessori il diritto all'esenzione per la propria abitazione principale purché comprovino la propria residenza e dimora abituale nel relativo immobile.

Norme richiamate

  • d.l. 201/11, art. 13, co. 2

    Disciplina l'esenzione/imposizione IMU rispetto all'abitazione principale; interpretato come norma che ammette l'esenzione per l'immobile dove il possessore risiede e dimora abitualmente, consentendo quindi la valutazione caso per caso in presenza di residenze separate dei coniugi.

  • l. 160/19, art. 1, co. 739-783

    Norme di coordinamento e modifiche in materia di finanza locale e IMU; richiamate per il quadro normativo di applicazione dell'esenzione e per le modalità di determinazione dell'imposta.

  • Corte Cost. 209/22

    La Corte costituzionale ha precisato che per "abitazione principale" l'esenzione IMU si riferisce all'immobile in cui il possessore (e non l'intero nucleo familiare) dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Questa interpretazione ha permesso al giudice di ammettere la doppia esenzione per coniugi con residenze/dimore diverse, evitando una disparità di trattamento rispetto alle coppie di fatto.

Massime di principio

  • L'esenzione IMU per "abitazione principale" va valutata sul criterio personale del possessore: ogni proprietario può avere diritto all'esenzione solo per l'immobile dove egli stesso risiede e dimora abitualmente.
  • Per le coppie sposate o unite civilmente, è possibile ottenere la doppia esenzione se ciascun coniuge dimostra residenza anagrafica e dimora abituale effettivamente separata, anche se gli immobili sono nello stesso comune.
  • La prova delle esigenze che giustificano residenze/dimore separate (es. motivi di lavoro) è cruciale: certificati di residenza anagrafica, documentazione lavorativa, bollette, iscrizioni anagrafiche e altri elementi probatori aumentano le possibilità di successo.
  • I Comuni possono opporsi, ma i dinieghi sono vulnerabili se non tengono conto della ratio della Corte Cost. 209/22; il contenzioso amministrativo può ribaltare provvedimenti comunali rigidi.
  • È importante verificare che ciascuna unità immobiliare sia iscritta o iscrivibile in catasto come unità distinta; l'esenzione richiede che l'immobile sia individuabile come abitazione principale del singolo possessore.
  • Nel caso di situazioni complesse, conviene agire preventivamente richiedendo l'esenzione con documentazione esaustiva e, in caso di diniego, valutare ricorso amministrativo/giudiziale basato sulla giurisprudenza citata.

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