Sentenza del 17/02/2020 n. 55 - Comm. Trib. Reg. per l'Umbria
Edifici destinati esclusivamente a esercizio del culto - Rendita catastale - Indicazione - Non necessaria.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Controversia sull'attribuzione di rendita catastale a un immobile destinato esclusivamente all'esercizio del culto (unità in cat. E/7). Con denuncia DOCFA del 12/12/2016 la Congregazione aveva proposto il classamento E/7 senza attribuzione di rendita; l'Ufficio ha invece accolto l'iscrizione ma ha assegnato una rendita di € 5.530,00 sulla base di un valore medio €/mq. La contribuente ha impugnato l'atto sostenendo che gli edifici adibiti esclusivamente al culto e non locati non sono produttivi di reddito e quindi non possono avere rendita (richiamando art.36 comma 3 DPR 917/86, RD 652/39 art.6 e Massima n.59 Circolare Min. Finanze 1941). L'Agenzia ha appellato la decisione di primo grado sostenendo che i DM 701/94 e 28/98 impongono l'accatastamento e che solo gli immobili espressamente indicati all'art.3 comma 2 del DM 28/98 possono iscriversi senza rendita (tra i quali non vi sarebbero gli edifici di culto).
La decisione
La Commissione Tributaria Regionale ha respinto l'appello dell'Agenzia e confermato la decisione di primo grado favorevole alla Congregazione. Il collegio ha ritenuto che, per gli immobili destinati esclusivamente all'esercizio del culto e non locati, sussista un'assoluta incapacità di produrre reddito secondo l'art.36 comma 3 DPR 917/86; pertanto l'iscrizione catastale può avvenire in via volontaria senza attribuzione di rendita. La CTR ha richiamato anche istruzioni DOCFA e circolari dell'Agenzia del Territorio che prevedono che per gli immobili in cat. E/7 non sia obbligatoria la compilazione dei quadri del valore della rendita. L'appello è stato rigettato e l'Agenzia condannata al pagamento delle spese del grado, liquidate in € 600,00 oltre accessori di legge se dovuti.
Norme richiamate
DPR 917/1986 (TUIR) art.36 comma 3
"non si considerano produttive di reddito, se non oggetto di locazione, le unità immobiliari destinate esclusivamente all'esercizio del culto"
La CTR interpreta tale norma come stabilente l'assoluta incapacità di produrre reddito per i luoghi di culto non locati, impedendo l'attribuzione obbligatoria di rendita catastale.
RD 652/1939 art.6
"non sono soggetti a dichiarazione e quindi non sono obbligati all'iscrizione catastale i fabbricati destinati all'esercizio dei culti"
Richiamata dalla contribuente a supporto dell'idea che i luoghi di culto non debbano essere assoggettati a rendita; la CTR considera rilevante la continuità dell'indirizzo sostanziale, pur riconoscendo l'evoluzione normativa successiva.
DM 28/1998 art.3 comma 2
Norma di natura catastale che elenca le unità che possono iscriversi senza rendita; l'Agenzia sosteneva che gli edifici di culto non figurano nell'elenco e quindi dovrebbero avere rendita, mentre la CTR ha ritenuto che ciò non deroga al principio fiscale di non produttività di reddito per i luoghi di culto non locati.
DM 701/1994
Regolamento catastale citato dall'Agenzia per sostenere l'obbligo di attribuzione di rendita; la CTR ha ritenuto che la più ampia disciplina catastale non possa imporre attribuzione di rendita contrariamente alla regola fiscale di non produttività di reddito per i luoghi di culto non locati.
Circolare Ministero delle Finanze n.134/1941 (Massima n.59)
Prassi storica favorevole all'esenzione da rendita per luoghi di culto; la CTR ha ritenuto tale massima ancora rilevante e non implicitamente abrogata dai successivi regolamenti catastali nel senso sostenuto dall'Ufficio.
Istruzioni DOCFA / Nota 10/5703
Istruzioni operative che prevedono che per immobili in cat. E/7 (luoghi di culto) non sia obbligatoria la compilazione dei quadri del valore della rendita, coadiuvando la tesi che l'iscrizione può avvenire senza attribuzione di rendita.
Circolare Agenzia del Territorio n.6/2012
Linee guida operative per la determinazione della rendita per D ed E; richiama istruzioni storiche (Istruzione III 28/6/42) secondo le quali non si determina rendita per unità aventi diritto all'esenzione permanente dall'imposta fabbricati, sostenendo la possibilità di non attribuire rendita agli E/7 esclusivi per culto.
D.Lgs. 546/1992 art.53
Norma processuale richiamata dall'Agenzia per eccepire l'inammissibilità dell'appello per genericità della doglianza; la CTR ha ritenuto infondate tali eccezioni preliminari.
DPR 380/2001 art.25 lett.a
Norma richiamata riguardo al rilascio del certificato di agibilità quale possibile motivo per iscrivere volontariamente un luogo di culto al catasto senza attribuzione di rendita.
Massime di principio
- Un immobile destinato esclusivamente all'esercizio del culto e non locato è considerato, secondo orientamento consolidato, non produttivo di reddito (art.36 DPR 917/86) e pertanto non è obbligatorio attribuirgli una rendita catastale.
- L'iscrizione catastale di un luogo di culto può avvenire in via volontaria senza attribuzione di rendita (es. per ottenere agibilità); le procedure DOCFA e circolari operative prevedono la possibilità di non compilare i quadri del valore della rendita per unità in cat. E/7.
- La normativa catastale successiva (DM 701/94, DM 28/98) non impone automaticamente l'attribuzione di rendita se ciò confligge con il principio fiscale della non produttività di reddito per i luoghi di culto non locati; in caso di contrasto prevale l'interpretazione che tutela la non produttività.
- Se l'Ufficio attribuisce una rendita a un edificio di culto esclusivo e non locato, il proprietario può impugnare l'atto valorizzando l'art.36 DPR 917/86, prassi DOCFA e circolari dell'Agenzia del Territorio; la giurisprudenza di merito tende a dare ragione al contribuente in tali casi.
- Prima di agire, verificare lo status effettivo dell'immobile (uso esclusivo per culto, presenza di locazioni o attività commerciali), conservare la documentazione DOCFA, atti costitutivi/regolamenti della congregazione e ogni elemento che dimostri l'assenza di redditività; ciò facilita il rigetto di eventuali accertamenti di rendita.
- Esistono situazioni storiche (chiese molto antiche) in cui esistono iscrizioni senza rendita per ragioni antecedenti al Nuovo Catasto; tali fatti non legittimano automaticamente l'attribuzione di rendita ad altri luoghi di culto ad uso esclusivo.
- Nel contenzioso, eccezioni processuali (es. inammissibilità appello per genericità) devono essere ben fondate: la strategia più efficace resta fondare il ricorso su norme sostanziali e prassi amministrative che dimostrino la non produttività di reddito.
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