Sentenza del 30/01/2019 n. 91 - Comm. Trib. Prov. Avellino
IMU - LEGITTIMAZIONE PASSIVA - Chiamato all'eredità - Onere della prova
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa pretesa IMU non può essere imputata al solo chiamato all'eredità quando l'amministrazione non prova l'accettazione espressa o tacita dell'eredità e, conseguentemente, l'acquisto della proprietà dell'immobile. Il chiamato non accettante è quindi escluso dalla legittimazione passiva del tributo per assenza del presupposto soggettivo e oggettivo dell'imposta.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda la legittimazione passiva ai fini IMU del chiamato all'eredità. Il presupposto dell'imposta è il possesso qualificato dell'immobile, riconducibile alla proprietà o ad altro diritto reale. L'amministrazione deve quindi dimostrare che il soggetto abbia effettivamente acquisito la proprietà del bene mediante accettazione dell'eredità. In mancanza di un'accettazione espressa, anche tramite la dichiarazione di successione, o tacita, desumibile dal compimento di atti inequivocabili incompatibili con la volontà di rinunciare all'eredità, il semplice status di chiamato all'eredità non rende il soggetto proprietario né soggetto passivo dell'IMU.
Norme richiamate
Disciplina dell'IMU
L'IMU è dovuta dal proprietario dell'immobile o dal titolare di un diritto reale di godimento; il mero chiamato all'eredità, prima dell'accettazione, non è proprietario e non assume automaticamente la qualità di soggetto passivo.
Norme civilistiche sull'accettazione dell'eredità
L'eredità si acquista con l'accettazione, che può essere espressa oppure tacita quando il chiamato compie atti incompatibili con la volontà di non accettare. La dichiarazione di successione è indicata come possibile manifestazione formale dell'accettazione, mentre la sola chiamata ereditaria non è sufficiente.
Principio generale sull'onere della prova
Spetta all'amministrazione finanziaria provare i fatti costitutivi della pretesa tributaria, inclusi il possesso qualificato e l'avvenuta acquisizione della proprietà da parte del contribuente.
Massime di principio
- Il semplice fatto di essere chiamato all'eredità non rende automaticamente il soggetto debitore dell'IMU: occorre dimostrare che abbia accettato l'eredità.
- In caso di contestazione, l'ente impositore deve provare l'accettazione espressa o tacita e il conseguente acquisto della proprietà dell'immobile; non è sufficiente presumere la soggettività passiva dalla sola apertura della successione.
- Il compimento di atti concreti e inequivocabili di disposizione o gestione del bene ereditario può integrare un'accettazione tacita e far sorgere l'obbligo IMU.
- Chi non ha accettato l'eredità può contestare l'IMU eccependo l'assenza di proprietà o di altro diritto reale, producendo ove possibile documentazione sulla mancata accettazione e sull'assenza di atti incompatibili con la rinuncia.
- La valutazione resta legata ai fatti concreti: la mera dichiarazione di successione, gli atti dispositivi del bene e gli altri comportamenti del chiamato devono essere esaminati per stabilire se vi sia stata accettazione.
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