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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 911/2024 del 10/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso l'ordinanza che ha confermato la misura cautelare detentiva: il ricorrente deduce genericamente la mancanza e la manifesta illogicità della motivazione della conferma della custodia cautelare. Le imputazioni sottese riguardano fatti descritti ai capi 1, 2, 3, 8, contestati ai sensi degli artt. 416-ter, 294, 416-ter e 110 e 416-bis c.p.; in particolare vengono contestate condotte coerenti con scambio elettorale politico-mafioso e concorso esterno al sodalizio Amato-Pagano, nonché la messa a disposizione della candidatura del Ruggiero agli interessi del clan in cambio di supporto elettorale nel quartiere di edilizia popolare, con il ruolo di investitura da parte di Vincenzo Nappi e Giuseppe Siviero.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per assoluta genericità dei motivi: il ricorso non ha formulato censure chiare e puntuali rispetto all'apparato motivazionale dell'ordinanza impugnata (in particolare alle pagg. 19 e ss.), limitandosi a riproporre argomentazioni già discusse e respinte dal Tribunale e dal collegio di riesame senza un confronto ragionato con le specifiche argomentazioni. La Corte ha ritenuto congrua e logica la ricostruzione del Tribunale circa la "totale ed assoluta disponibilità" del Ruggiero agli interessi del clan, la relazione tra candidatura e investitura di Nappi e Siviero, e la convergenza di interessi che giustifica la gravità indiziaria sia per lo scambio elettorale politico-mafioso sia per il concorso esterno. Ha inoltre confermato la sussistenza delle esigenze cautelari, considerata l'ultrattività della disponibilità e l'inanità di misure non detentive. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende; la sentenza dovrà essere comunicata all'istituto di detenzione.

Norme richiamate

  • art. 416-ter c.p.

    Utilizzato nell'impianto accusatorio per qualificare le condotte associative rilevanti rispetto ai reati contestati; la Corte valorizza gli elementi intercettivi e la disponibilità del candidato nei confronti del sodalizio

  • art. 294 c.p.

    Richiamato tra le fattispecie contestate (secondo capo), parte dell'insieme di reati oggetto dell'ordinanza cautelare

  • art. 416-bis c.p. (con art. 110 c.p.)

    Richiamato in connessione con l'accusa di concorso esterno e lo scambio elettorale politico-mafioso; la Corte ritiene che gli elementi indiziari siano idonei a sostenere la gravità indiziaria anche rispetto a fattispecie connessa alla criminalità organizzata

  • art. 275, comma 3, c.p.p.

    Richiamato per evidenziare la limitata portata della presunzione in tema di concorso eventuale nel reato plurisoggettivo; la Corte però rileva che, nonostante tale limitazione, la 'disponibilità' del ricorrente è oggettivamente dimostrata e sufficiente a giustificare la cautela

  • art. 616 c.p.p.

    Norma applicata per condannare la parte privata al pagamento delle spese in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Norma procedurale che impone la comunicazione della sentenza al ricorrente detenuto a cura del direttore dell'istituto di detenzione

Massime di principio

  • I ricorsi per cassazione contro provvedimenti cautelari devono contenere censure precise e puntuali: la mera riproposizione di argomentazioni già valutate dai giudici di merito, senza confronto motivato con le ragioni della decisione impugnata, determina l'inammissibilità.
  • Per contestare la motivazione di un'ordinanza di conferma della custodia cautelare è necessario indicare specifici punti di illogicità, contraddizione o travisamento probatorio, con riferimento puntuale alle pagine e ai passaggi decisionali da confutare.
  • Quando esistono elementi che dimostrano la 'disponibilità' di un soggetto agli interessi di un'organizzazione criminale (es. investiture elettorali, supporto elettorale in aree controllate), il giudice può ritenere sussistenti sia la gravità indiziaria sia le esigenze cautelari, anche rispetto a reati connessi alla criminalità organizzata.
  • La limitata portata di presunzioni in tema di concorso eventuale non impedisce che elementi fattuali concreti (intercettazioni, rapporti di investimento, scambio di favori) giustifichino misure detentive quando risultino attuali e tali da rendere inutili i provvedimenti non detentivi.
  • Un ricorso generico può comportare non solo l'inammissibilità ma anche la condanna alle spese processuali e, se sussistono profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende: quindi valutare attentamente la fondatezza e la precisione delle censure prima di impugnare.
  • In situazioni analoghe è utile, prima del ricorso in Cassazione, formulare osservazioni dettagliate al giudice del riesame o raccogliere nuovi elementi probatori o di fatto che mettano chiaramente in luce errori di valutazione o travisamenti nei provvedimenti impugnati.

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