Cassazione Penale, Sentenza n. 30690/2023 del 14/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava l'ordinanza del Tribunale di Catania che aveva rigettato la richiesta di misura cautelare nei confronti di Claudia Venticinque per i reati, tra cui usura continuata (art. 644 c.p.). I primi due motivi rilevanti sostenevano: (1) errore nel ritenere che la sola promessa di interessi usurari non integri il reato di usura e che la verifica del superamento del tasso soglia rilevi solo per il momento consumativo e non per l'integrazione della fattispecie; (2) errore nel ritenere che l'integrazione dell'usura presupponga atti di violenza, minaccia o vessatori. Altri motivi denunciavano contraddittorietà e illogicità della motivazione in ordine alle esigenze cautelari (art. 274 c.p.p.), soprattutto per la mancata ricostruzione della pattuizione degli interessi, della concreta esecuzione dei prestiti e del ruolo della resistente nella negoziazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato rispetto ai primi due motivi. Ha rilevato che il Tribunale non aveva adeguatamente accertato se la Venticinque avesse partecipato alla pattuizione degli interessi e che la motivazione era carente nella ricostruzione delle pattuizioni, degli importi anticipati, dei tempi e delle modalità di restituzione e dei pagamenti effettivamente effettuati. Sul piano sostanziale, la Corte ha affermato che l'art. 644 c.p. richiede la promessa o la dazione di interessi usurari e non richiede necessariamente violenza o minaccia quale elemento costitutivo dell'usura (tali condotte possono al più concorrere come estorsione). I terzo e quarto motivo sono stati dichiarati assorbiti. Conseguentemente la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio al Tribunale di Catania, sezione per il riesame delle misure cautelari personali, per un nuovo esame basato su una motivazione e istruttoria integrale.
Norme richiamate
art. 644 cod. pen.
La condotta tipica di usura si realizza con la promessa o la dazione di interessi usurari; non è richiesto che sussistano violenza, minaccia o modalità vessatorie quale elemento costitutivo del reato; la verifica del superamento della soglia di legalità rileva per l'individuazione del momento consumativo ma la promessa può già integrare la fattispecie
art. 274 cod. proc. pen. (lett. c))
La sussistenza delle esigenze cautelari richiede adeguata motivazione sulla gravità indiziaria e sulle concrete circostanze; motivazione carente o omissioni istruttorie possono comportare annullamento e rinvio per nuovo esame
art. 416 cod. pen.
L'associazione a delinquere era tra i capi contestati, ma la decisione di cassazione ha focalizzato l'analisi sull'usura e sulla correttezza della motivazione relativa alla pattuizione degli interessi e alla partecipazione dell'imputata
art. 110 e 81 cod. pen.
Riferimenti alla concorrenza di reati e alla continuazione; utili per inquadrare la pluralità di condotte contestate ma non decisivi rispetto al vizio motivazionale riscontrato sull'usura
art. 132 d.lgs. 385/1993
Norma richiamata per il reato di abuso di esercizio di attività finanziaria; il Tribunale aveva motivato in relazione a questo capo ma la Cassazione ha rimesso il riesame complessivo delle esigenze cautelari
art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen.; d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. l. 176/2020)
Norme procedurali richiamate per la richiesta e lo svolgimento della discussione orale; il Collegio ha preso atto delle richieste delle parti ai fini dell'udienza
Massime di principio
- La promessa di interessi usurari può integrare il reato di usura anche in assenza di violenza o minaccia: la violenza caratterizza eventualmente il reato di estorsione e può concorrere con l'usura se intervenuta successivamente
- Per accertare l'usura è fondamentale ricostruire con precisione le pattuizioni (importo originario, voci anticipate, piano di rientro, tassi concordati) e la loro esecuzione (pagamenti effettuati, rinegoziazioni e tempistiche), perché la verifica del superamento del tasso soglia riguarda in primo luogo il momento della stipula
- La rinegoziazione o il pagamento di rate inferiori possono incidere sul momento consumativo del reato ma non necessariamente escludono che la fattispecie si sia già integrata al momento della promessa originaria
- Nelle richieste di misure cautelari il giudice deve motivare chiaramente la gravità indiziaria e valutare il ruolo concreto dell'indagato nella pattuizione: omissioni o vaghezze istruttorie sul punto espongono il provvedimento al vizio di annullamento in sede di legittimità
- In procedimenti complessi con più capi di imputazione, la Corte può assorbire motivi non decisivi rispetto ai profili ritenuti determinanti; tuttavia, per il riesame cautelare sono richiesti elementi specifici e documentali sulla partecipazione e sui fatti contestati
- Per la difesa e l'accusa è strategico produrre e richiedere documentazione contrattuale e bancaria (contratti, piano di ammortamento, ricevute di pagamento, corrispondenza) per dimostrare o contestare la sussistenza del tasso usurario e il ruolo dell'imputato nella sua determinazione
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