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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4219/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia per lo scioglimento della comunione ereditaria su un cortile a Ortueri e per la valutazione dell'effetto di due fabbricati eretti sul suolo comune: i ricorrenti chiedevano il riconoscimento della loro quota ereditaria (1/3 o 1/4), il rilievo del valore dei fabbricati ai fini della divisione e dei conguagli e il risarcimento per il mancato godimento; i resistenti affermavano che il cortile fosse stato diviso amichevolmente e che le costruzioni avessero acquisito carattere di proprietà esclusiva o, comunque, che non fossero dovuti conguagli o rimborsi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato fondati i primi tre motivi di ricorso dei Loddo (annullando o disponendo la nullità della decisione impugnata nella parte interessata dalla contraddittorietà e dall'erronea applicazione del principio di accessione), ha ritenuto assorbito il quarto motivo e ha dichiarato infondati il quinto, sesto e settimo motivi relativi al risarcimento dei danni da mancato godimento. In particolare la Corte ha censurato la Corte d'appello per (i) motivazione contraddittoria: da un lato aver riconosciuto la comproprietà del terreno e, dall'altro, aver escluso il conguaglio spettante ai non assegnatari; (ii) errata interpretazione dell'istituto dell'accessione: la Corte d'appello aveva escluso l'applicabilità dell'accessione alle costruzioni operate sul suolo comune, mentre le Sezioni Unite e Cassazione richiedono che le costruzioni edificate su terreno comune divengano proprietà comune in proporzione alle quote, salvo accordo scritto contrario; (iii) conseguente obbligo di tener conto del valore dei fabbricati nella stima, nella formazione dei lotti e nella quantificazione dei conguagli. Sono state inoltre dichiarate inammissibili o assorbite le censure incidentali proposte da Cocco e gli altri motivi incidentali non rilevanti. La controversia viene quindi riaperta sul piano della valutazione/nuova determinazione dei conguagli e della ripartizione tenendo conto dei principi sull'accessione e sulla corretta motivazione.

Norme richiamate

  • art. 934 cod. civ.

    L'istituto dell'accessione si applica alla costruzione sul suolo comune: l'opera incorporata al suolo diviene, per effetto dell'accessione, di proprietà comune dei comproprietari in proporzione alle rispettive quote, salvo accordo scritto contrario

  • art. 1102 cod. civ.

    Disciplina l'uso della cosa comune: l'uso individuale non deve alterare la destinazione della cosa né impedire l'esercizio delle facoltà degli altri comproprietari; il superamento di tali limiti può configurare abuso e dare luogo a rimedi (cessazione, risarcimento)

  • art. 727 cod. civ.

    Criterio di formazione dei lotti nella divisione (equilibrio tra immobilie mobili e crediti) che non è rigido: il giudice può attribuire interi beni a taluni condividenti e conguaglio agli altri, purché assicuri porzioni di valore corrispondente alle quote

  • art. 111 Cost.

    Richiede motivazione non contraddittoria e sufficiente delle decisioni giudiziarie; la Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello viziata da insanabile contraddittorietà

  • art. 132 cod. proc. civ.

    Obbligo di motivazione delle decisioni: la violazione si concreta quando la motivazione è contraddittoria rispetto al dispositivo, con possibile nullità del provvedimento

  • art. 360, n. 4 cod. proc. civ.

    Motivo di ricorso per cassazione che consente la disamina per illogicità, contraddittorietà o insufficiente motivazione: la Corte ha accolto i ricorsi basandosi su questo vizio

  • art. 2043 cod. civ.

    Principio generale della responsabilità extracontrattuale: il risarcimento richiede illecito, danno e nesso causale; la Corte ha precisato che per il risarcimento da uso esclusivo del bene comune è necessaria dimostrazione del danno e del vantaggio patrimoniale del titolare dell'uso esclusivo

  • art. 2730 cod. civ.

    Regola l'effetto confessionale delle dichiarazioni in giudizio; la Corte ha ritenuto inammissibile la censura incidentale che impugnava valutazioni di fatto circa la confessione

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Limiti della decisione: il giudice non può decidere oltre le domande e le eccezioni delle parti (ultrapetizione). La Corte ha rilevato che, nel caso, l'esclusione totale del conguaglio non poteva essere decisa senza adeguata domanda e motivazione

Massime di principio

  • Se uno o più comproprietari costruiscono su suolo comune le opere, queste entrano in comunione per effetto dell'accessione (art. 934 c.c.) e vanno considerate nella stima del bene e nella formazione dei lotti in sede di divisione, salvo un accordo scritto contrario
  • Nella divisione ereditaria il giudice può attribuire interi beni a taluni condividenti e conguaglio agli altri, ma deve garantire che il valore assegnato corrisponda alle quote: non è consentito riconoscere la comproprietà e al contempo annullare sostanzialmente la quota economica spettante senza motivazione coerente
  • La motivazione della sentenza deve essere coerente e non contraddittoria rispetto al dispositivo: l'accertamento di comproprietà e la contemporanea esclusione del conguaglio che rappresenta la quota assegnata determinano nullità per vizio motivazionale
  • Il diritto del comproprietario costruttore a un rimborso dalle altre quote nasce se non viene esercitato lo ius tollendi (demolizione) o se sussistono altri rimedi; tale credito deve essere chiesto e provato con apposita istanza (rendiconto) e non è implicito nella mera domanda di scioglimento della comunione
  • La richiesta di risarcimento per uso esclusivo del bene comune richiede la prova dell'illiceità (abuso dei limiti di cui all'art. 1102 c.c.), del danno e del vantaggio patrimoniale conseguito dall'occupante; la mera occupazione non basta se rientra nei limiti della comproprietà o se gli altri comproprietari hanno consentito tacitamente l'uso

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