Cassazione Civile, Sentenza n. 9923/2023 del 13/04/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di avviso di pagamento TARSU per il 2012; la ricorrente sosteneva che le aree e i rifiuti nel porto turistico doveva essere esclusi o ridotti dalla TARSU perché si trattava di rifiuti speciali (autosmaltiti tramite contratto con la Cosir) e per la presunta incompetenza comunale sulle aree portuali
La decisione
La Cassazione ha rigettato o dichiarato inammissibili la maggior parte dei motivi (primo, quinto, sesto rigettati; secondo, terzo, quarto e settimo inammissibili) ritenendo fondate le argomentazioni della CTR che avevano confermato l'imponibilità delle aree portuali per l'anno 2012 e l'onere a carico del contribuente di denunciare e provare l'esistenza di aree produttrici esclusivamente di rifiuti speciali. Tuttavia la Corte ha accolto il motivo ottavo: ha cassato la sentenza impugnata nella parte in cui la CTR non si era pronunciata su questioni specifiche riproposte dalla ricorrente in appello (determinazione delle superfici tassabili), e ha rinviato la causa alla Commissione Tributaria Regionale della Sardegna per ulteriore giudizio, anche ai fini della determinazione delle spese di questo grado.
Norme richiamate
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 (TARSU) - art. 62, comma 2 e 3
comma 2: esclude dalla tassazione le aree improduttive dei rifiuti "qualora" indicate nella denuncia originaria; comma 3: non si tiene conto della superficie ove si formano, di regola, rifiuti speciali
La Corte conferma che l'esenzione o la riduzione relativa a superfici 'non produttive' di rifiuti speciali è subordinata alla denuncia preventiva e alla prova oggettiva; l'onere della prova e della comunicazione grava sul contribuente
d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507 - artt. 65 e 66
Richiamati come fondamento del principio di commisurazione della tassa al costo di smaltimento e della necessità di procedure amministrative per le riduzioni e agevolazioni; confermano che le variazioni hanno effetto dall'anno successivo alla denuncia
d.lgs. 27 luglio 1997, n. 22 - art. 7
Normativa sui rifiuti richiamata a supporto delle nozioni di rifiuti speciali e urbano, senza però mutare l'onere di denuncia per l'esenzione fiscale
d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 - artt. 184, 188
Richiamati in relazione alla qualificazione dei rifiuti (speciali vs urbani) e al principio comunitario, ma la Corte richiama che la qualificazione in astratto non esonera dal dovere di prova e denuncia per fini tributari
Direttiva 2008/98/CE - art. 15
Il principio 'chi inquina paga' non contrasta con la disciplina TARSU: la normativa italiana consente comunque modalità di prova e meccanismi per ottenere riduzioni o esenzioni compatibili con il principio comunitario
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 - art. 56
Imposta l'obbligo di specifica riproposizione in appello delle questioni non accolte in primo grado; la mancata riproposizione può essere considerata rinuncia
Codice di procedura civile - art. 360, comma 1, n. 4
Fondo di legittimità usato come base per i motivi di cassazione relativi a violazioni procedurali e di astensione/ricusazione del giudice e motivazione; la Corte ricorda i limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione
Codice di procedura civile - art. 132
Richiamato in tema di obblighi motivazionali del giudice; la Corte stabilisce che la motivazione della CTR supera il minimo costituzionale richiesto
Costituzione - art. 111
Richiamato per il principio del giusto processo e il corretto bilanciamento degli istituti di astensione/ricusazione con le regole procedurali ordinarie
Massime di principio
- Onere della prova e dell'informazione: il contribuente che sostiene di produrre esclusivamente rifiuti speciali non assimilabili agli urbani e di autosmaltirli deve denunciarlo preventivamente (denuncia originaria o di variazione) e fornire documentazione oggettiva per ottenere esenzione o riduzione della TARSU
- Effetto della prova dell'autosmaltimento: la semplice prova di un contratto con ditta specializzata non è di per sé sufficiente; occorrono moduli e dati sulla qualità/quantità dei rifiuti smaltiti. Anche se provato, l'effetto potrebbe essere una riduzione e non necessariamente l'esenzione totale, salvo diverse previsioni regolamentari
- Presunzione di produzione di rifiuti urbani: in aree a forte presenza umana (es. porti turistici) sussiste una presunzione relativa di produzione di rifiuti urbani; coesistenza di rifiuti urbani e speciali è possibile e va dimostrata per aree specifiche
- Regole processuali e difese: in sede di appello è necessario riproporre espressamente le questioni di merito non accolte in primo grado, pena la perdita della possibilità di farle esaminare; l'omessa riproposizione può essere valutata come rinuncia
- Limiti del sindacato di legittimità sulla motivazione: la Cassazione tutela solo vizi gravi della motivazione (mancanza assoluta, apparente, inconciliabilità) e non la mera insufficienza argomentativa
- Tempi e modalità per la ricusazione: eventuali eccezioni riguardanti l'astensione/ricusazione del giudice devono essere sollevate nei termini processuali previsti, altrimenti non sono invocabili in sede di impugnazione
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